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La disputa tra Xiaomi Auto e alcuni proprietari della sportiva elettrica SU7 Ultra si arricchisce di un nuovo capitolo giudiziario. La casa automobilistica non avrebbe commesso frode, ma avrebbe comunque utilizzato comunicazioni commerciali “esagerate” riguardo al controverso cofano in fibra di carbonio con doppia presa d’aria. Il tribunale ha ordinato il rimborso di 20.000 yuan (circa 2.940 dollari) a un cliente, pur respingendo le richieste di danni tripli e risarcimenti aggiuntivi. La decisione rappresenta uno dei primi verdetti significativi su una delle dispute più discusse nel settore delle auto elettriche cinesi del 2025-2026, legata alla reale efficacia aerodinamica del componente optional.
Nel dettaglio, il giudice ha stabilito che le comunicazioni di Xiaomi relative al cofano “dual-duct” hanno violato il principio di buona fede per via di contenuti promozionali considerati esagerati, ma non tali da configurare un inganno intenzionale. Il costruttore avrebbe descritto il componente come in grado di migliorare raffreddamento e aerodinamica, mentre test indipendenti e analisi tecniche hanno suggerito benefici molto limitati o non significativi. Il tribunale ha quindi adottato una posizione intermedia: marketing discutibile, ma assenza di dolo fraudolento. La decisione si inserisce in un contesto più ampio in cui diverse cause legate allo stesso elemento tecnico sono state presentate in varie città cinesi, con esiti non sempre uniformi.
Il cuore della controversia resta la reale funzione del cofano opzionale da circa 42.000 yuan, proposto come elemento derivato dal design prototipale della SU7 Ultra. Molti proprietari e analisti indipendenti hanno evidenziato come la struttura interna del componente sia molto simile a quella del cofano standard, con effetti aerodinamici minimi. Xiaomi, da parte sua, ha difeso il prodotto sostenendo che le dichiarazioni iniziali fossero riferite a un’interpretazione estetica del design e non a una replica tecnica completa del prototipo. L’azienda ha inoltre citato test in galleria del vento che confermerebbero un contributo marginale in termini di raffreddamento e flusso d’aria, sottolineando anche modifiche successive alle comunicazioni commerciali e misure compensative per i clienti. Questa linea difensiva ha già portato in passato a decisioni giudiziarie contrastanti: in alcuni casi i tribunali hanno respinto le accuse di frode, mentre in altri sono stati riconosciuti risarcimenti più consistenti ai consumatori.
La vicenda della SU7 Ultra non è isolata, ma rappresenta un caso emblematico del rapido sviluppo del mercato elettrico cinese, dove software, optional aerodinamici e pacchetti performance sono sempre più centrali nella strategia commerciale dei produttori. La sentenza di Jinan potrebbe diventare un riferimento per futuri contenziosi legati alla pubblicità di componenti opzionali ad alte prestazioni, soprattutto in un contesto in cui le case automobilistiche, come Xiaomi, stanno cercando di posizionarsi tra tecnologia consumer ed ingegneria automobilistica avanzata. Nel frattempo, la SU7 continua a registrare numeri importanti sul mercato interno, confermando il forte interesse verso il brand nonostante le controversie legali e le critiche sulla trasparenza comunicativa.