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Alfa Romeo 4C Spider | Test drive #AMboxing

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I nostri #galebordons alla guida di un bolide: Alfa Romeo 4C, in versione Spider.

Intro

Ci sono vetture che non possono essere usate tutti i giorni. Un po' perché, come nel caso di chi vi scrive, significherebbe mal di schiena perenne causa forma fisica vacua, un po' perché andarci a fare la spesa, con questa Alfa Romeo 4C Spider, sarebbe quantomeno riduttivo. Questo mostro è infatti pensato per la pista, e solo lì trova naturale destinazione. Un bolide per pochi, una vettura secca, che noi abbiamo comunque provato a immergere nel consueto sfondo di Montevecchia. Incuranti delle buche.

Esterni

Da fuori cattura l'occhio come poche altre auto, perché rispetto al resto c'è anche una tradizione Alfa che fa da calamita per lo sguardo altrui. Tutti si gireranno a guardarvi, e non dipende solo da uno stupendo rumore del motore, ma dal design corsaiolo di Alfa Romeo 4C Spider, più bella rispetto alla versione con hard top, e finalmente con gruppi ottici anteriori degni di questo nome. I fari sono allo xeno, dietro abbiamo un po' di muscoli in più, e doppi scarichi di impatto. La linea è molto bassa, attaccata al terreno, e il design particolarmente compatto. 4C sta in meno di quattro metri, è larga un metro e ottantasei, e alta solo un metro e diciotto. I cerchi sono quelli già visti in altri frangenti, ma è stato fatto un lavoro particolare sul disegno del battistrada e sulla spalla degli pneumatici. 19 pollici, per intenderci, ma con una spalla pressoché inesistente. Dietro il bagagliaio si apre non senza fatica, e si svela un pozzetto da 110 litri pronto a ospitare due piccoli trolley per una gita di fine settimana.
 

Interni

In Alfa Romeo l'obiettivo era chiaro fin dall'inizio: togliere tutti i fronzoli possibili per mettere nelle mani del driver un mezzo il più leggero possibile. La scelta naturale è quindi la fibra di carbonio, mentre molto è stato tolto al comfort di bordo: i sedili sono profilati e ridotti al minimo, e minimal è anche la plancia, con una autoradio di 'vecchio stampo' che offre tutte le possibilità ma una interfaccia molto distante da quello che abbiamo visto sulle ultime vetture. Davanti agli occhi, sempre che lo veda, il driver ha un display LCD ampio su cui trovare le indicazioni legate a prestazioni, velocità, e regime del motore. Perché 'sempre che lo veda'? Perché se il driver sarà extralarge, non farà solo fatica a salire a bordo di questa Alfa Romeo 4C Spider, ma anche e soprattutto a starci. Non è pensata per chi svetta oltre il metro e ottanta, perché le ginocchia non hanno così gioco e il volante, seppur orientabile in profondità, non ha ampio angolo. Il sedile, poi, non si può alzare ma solo far scorrere sulla slitta. O meglio: si può alzare, ma bisogna sbullonare, spostare e riavvitare, non una operazione da poco. Il tettuccio in tela, se smontato, va riposto nel bagagliaio, e può essere montato in poco più di trenta secondi. Attenzione però: in caso di pioggia dovrete scendere, ricordarvi di aprire da dentro il bagagliaio, estrarre il tettuccio e agganciarlo ai supporti. L'operazione non è immediata, ma continuando a provare si impara. Per quanto riguarda lo spazio per le gambe, anche dal lato passeggero vale il discorso fatto per il driver: non bisogna essere extralarge, perché lo spazio non è molto. Il disegno della plancia fa stare più comodi gli extralarge in fase di guida rispetto al lato passeggero, strano rispetto al solito, soprattutto per questa vettura che ha due posti secchi. La plancia è disegnata con tanta minimalità, ma piacciono e non poco le parti in fibra di carbonio, oltre alle cuciture a vista che raggiungono persino l'ampio tunnel, dove prendono posto i pulsanti del cambio automatico doppia frizione a sei marce che, grazie ai paddles dietro il volante (e che girano con esso) si può usare in modalità manuale.
 


Motore
 

«In accelerazione il rumore del motore è spettacolare: rimbomba nell'abitacolo, anche a capote chiusa, e si fa sentire borbottando anche ai bassi regimi»

Unica motorizzazione per questa Alfa Romeo 4C Spider, il 1.750 cc con 4 cilindri in linea che eroga 240 cavalli e una coppia massima di 350 Nm. In accelerazione il rumore del motore è spettacolare: rimbomba nell'abitacolo, anche a capote chiusa, e si fa sentire borbottando anche ai bassi regimi. È come se borbottasse arrabbiato perché non lo state tirando. È una situazione pazzesca, perché è impegnativa pure la guida 1.0 dal punto di vista del comfort acustico. A 130 intorno ai 2.500 giri, il motore gira basso e fa un rumore da frullatore con cui sarà complicato convivere dopo aver macinato una media distanza. Anche per questo, meglio gettare 4C in pista, dove l'accelerazione da zero a cento ferma il crono a 4.5 secondi. La velocità massima è di 258 Km/h, ma quello che stupisce soprattutto è la frenata, che arresta la vettura in uno spazio particolarmente contenuto senza che si affaccino i consueti problemi di beccheggio. La tenuta è pressoché perfetta, ed è complicato scatenare sovrasterzi di potenza o mettere 4C di traverso, a meno che non siate guidatori provetti. I consumi, se non cerchiamo la prestazione, sono tutt'altro che malvagi, nonostante l'assenza dello start and stop: copriamo 9 chilometri in città con un litro di carburante, 13 a limite autostradale, 15 a 110 orari.

Sensazioni di guida (cambio frizione sterzo)

Avviso ai naviganti... o meglio, ai driver. Non c'è il servosterzo. Tradotto: in città fare manovra è un disastro, a meno che non siate Vin Diesel. Vi servono due bicipiti così, e anche le normali manovre diventano complicate. Meglio a velocità sostenuta, invece, dove il volante diventa un mostro di precisione. Se qualche strappo va registrato ai medi regimi, per quanto riguarda l'inserimento in curva abbiamo una precisione chirurgica, e la possibilità, giocando con la trazione posteriore, di portare 4C al limite senza rischiare (tranne l'udito, per quello che raccontavamo prima rispetto al rumore). Il cambio è abbastanza intelligente, ma con il tipico manettino Alfa in modalità Dynamic guadagniamo tantissimo dal punto di vista dell'approccio corsaiolo. In Normal e All Weather ci difendiamo comunque, segno che la vettura non cambia tutto sommato pelle ed è pensata per quella destinazione di utilizzo (in Race, poi...). Solo pista, quindi, anche perché in città in coda non vediamo nulla anche se davanti abbiamo una Smart. Nei parcheggi sotterranei toccheremo sempre, e saremo bassissimi rispetto alla bocchetta del casello. Cose da poco, comunque, perché è l'emozione di guida a farla da padrona su 4C. In versione Spider nell'abitacolo si creano vortici d'aria particolarmente forti e a volte fastidiosi, ma a basse velocità è un piacere viaggiare, seppure con il montante a pochi centimetri dalla faccia (sempre per il discorso dell'extralarge).
 


Sistemi sicurezza attivi e altri optional

Trattandosi di un mezzo da non usare tutti i giorni, Alfa Romeo non ha pensato a una serie di optional legati alla sicurezza di guida. Qui abbiamo il cruise control non adattivo, i sensori di parcheggio posteriori, e una autoradio tutto sommato completa. Fine. I pacchetti di optional da prendere sono soprattutto legati alle performance di guida.

Target, prezzi e conclusioni

Rispetto alla versione con hard top, questa Alfa Romeo 4C Spider costa 75.000 euro. Più graziosa della cugina chiusa, va scelta solo entro un ristretto ambito di utilizzo e possibilità. Tocca gli 80.000 euro con qualche accessorio, ma in generale è un acquisto di cuore più che un acquisto di testa. Per una volta, la testa lasciatela a casa.

Pregi e difetti

  • Rumore del motore - Prestazioni - Emozione di guida
  • Manca il servosterzo - Vettura integralista: non aspettatevi il 'nero che va bene con tutto'

 

Scheda

Motore In prova:
Cilindrata: 1.750 litri benzina
Numero cilindri: 4 in linea
Potenza: 240 cavalli
Coppia: 350 Nm
Cambio: automatico a 6 rapporti
Trazione: posteriore
Consumo km/litro: 9 in città, 13 a 130, 15 a 110 orari
Emissioni CO2 per km: 161 grammi

Prestazioni:
Velocità Massima: 258 chilometri orari
0-100: 4.5 secondi

Misure:
Lunghezza/Larghezza/Altezza in cm: 399/186/118
Passo: 238 centimetri
Bagagliaio: 110 litri
Pneumatici: 19 pollici
Peso: 1015 chilogrammi

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