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Citroen C4 Cactus | test drive #AMboxing

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L'#AMboxing dei nostri GaleBordons ci porta a scoprire la Citroen C4 Cactus

C’è un valore che non manca certo a questa Citroen C4 Cactus (che chiameremo solo Cactus da qui in poi): il carattere. Grazie a questo carattere, ha il pregio di generare il partito dei pro e quello dei contro, di non lasciare indifferenti, di ammaliare nel color Tiffany a nostra disposizione (Lagoon Blue, se preferite)… in poche parole: di farsi notare. Il problema delle automobili però è che non sono soprammobili; bello guardarle, quindi, ma a volte tocca pure guidarle, ed è qui che Citroen Cactus fa crescere, e non di poco, il partito dei contrari. 

Esterni

Ma partiamo da ciò che ci piace: gli esterni. A disposizione abbiamo una vettura lunga 4.16 metri, larga 1.95, alta 1.53, adatta per quattro persone o per cinque se dietro non avete una squadra di sumo a bordo, che possiede pure un bagagliaio onesto (ne parleremo più avanti). Alla prima occhiata, sono due le cose che si notano: le luci diurne a led, quasi un graffio nella parte anteriore dove però prendono pure posto i fari alogeni anabbaglianti e abbaglianti (con il solito duo infelice luce calda-luce fredda), e gli airbump sulle fiancate.

Per chi ha vissuto su Saturno fino a oggi, gli airbump sono innesti in plastica riempiti d’aria, che ci consentono di evitare sfregi, strisciate, e segni quando andiamo a parcheggiare aprendo la portiera con troppa veemenza. Di indubbia utilità, sono anche particolari da ammirare, perché danno a Citroen Cactus una connotazione precisa. Meno appariscente invece il posteriore, dove i gruppi ottici sono piccini, ma dove notiamo ancora il bicromatismo airbump-carrozzeria. I cerchi sono da 17, e anch’essi hanno una trama molto particolare.

Interni

Il carattere minimale di Citroen Cactus viene ripreso anche all’interno, dove abbiamo una plancia minimale nella quale tutto, o molto, passa dal display centrale, gateway non solo per l’infotainment ma anche per il climatizzatore, i sensori, il computer di bordo. Già, il computer di bordo, perché davanti agli occhi noi abbiamo ‘solamente’ un indicatore digitale che riporta velocità, carburante residuo, chilometri percorsi, marcia, e l’eventuale attivazione del cruise. Nient’altro: non abbiamo indicazioni sul consumo, non abbiamo il contagiri, e tutto viene quindi destinato al display di cui scrivevamo poco fa. Il vero disagio è che però il sistema infotainment è notevolmente lento, e il touchscreen è resistivo. Inoltre, i comandi fisici sono pochi, il che ci dà qualche grattacapo in fase di marcia perché non abbiamo alcun riferimento tattile. La strada presa da Citroen per questa Cactus è però precisa: minimal, con tutto ciò che ne consegue.

Il cambio, per esempio, un’unità manuale robotizzata, non è rappresentata che da tre tastoni disposti sotto al climatizzatore automatico. Il freno a mano è una leva che si camuffa vicino al divano su cui prendono posto gli occupanti anteriori. Il vano portaoggetti scompare nella plancia, ma è posto più in alto che su altre vetture. La maniglia per aprire le portiere è di impatto, perché sembra parte di una borsa per signore. L’insieme è quindi molto armonioso, a patto che non si guidi Citroen Cactus di notte; in quel caso, infatti, noteremo la scarsissima illuminazione notturna all’interno di un abitacolo che tutto sommato rimane buio. Meno male che tra gli optional abbiamo il cielo in vetro: saremo illuminati dai lampioni. Il drive può contare sulla possibilità di spostare il sedile di guida in orizzontale e anche in altezza, ma i più alti dovranno praticamente gettarsi a bordo per il montante molto avanti rispetto alla posizione del sedile determinata. Il volante si può orientare solo in altezza e non in profondità, ma per le gambe rimane tanto spazio grazie all’assenza del tunnel, di solito molto largo ma qui inesistente. Anche il passeggero ha tanto spazio, soprattutto per le gambe, ma non ha nulla a cui aggrapparsi sopra al finestrino. Dietro si sta abbastanza bene fino a un’altezza di 1 metro e 85. Se sarete più alti, cozzerete contro il cielo. Nel bagagliaio possiamo caricare oltre 350 litri di bagagli, che diventano più di mille a sedili posteriori abbattuti.

Motore

A disposizione per questa prova abbiamo la motorizzazione 1.6 litri diesel di Citroen Cactus, che eroga 99 cavalli e una coppia massima di 254 Nm a 1750 giri. L’accelerazione da zero a cento è di 10.6 secondi, e raggiungiamo una velocità massima di 184 chilometri orari. In frenata di emergenza, pur richiedendo un forte sforzo al pedale e pur determinando un forte beccheggio, Citroen Cactus si ferma in poco spazio. Inoltre, è disponibile il sistema start and stop che si attiva già mentre stiamo per arrestarci completamente, il che influisce positivamente sui consumi: riusciamo infatti a percorrere 12 chilometri in città con un litro di gasolio, 14 a limite autostradale, 17.5 se viaggiamo uniformemente intorno ai 110 orari. Il motore è sufficientemente elastico.

Sensazioni di guida

Il vero problema in fase di marcia è dato dal cambio manuale robotizzato scelto per questa Citroen Cactus. E’ molto lento, è molto stupido, e dà l’impressione di affossare la vettura quando sale di marcia. La sensazione è la stessa che si provava sulle prime Smart, una sorta di effetto pullman pronunciato dal quale si può scappare solo in due modi: riducendo leggermente la pressione sull’acceleratore in fase di cambiata, oppure usando i paddle disposti dietro al volante. Unico neo: si tratta di palette molto piccole e fisse, quindi impossibili da usare in curva. La nostra preferenza, in ogni caso, sarebbe per il cambio manuale. Il cambio non ha possibilità di essere disposto su una modalità più o meno sportiva ma rimane fisso; eppure, quando schiacciamo l’acceleratore a fondo e non abbiamo incertezze, soprattutto derivanti dal traffico, troviamo cambiate leggermente più veloci. Il problema è proprio nel traffico, quando l’indecisione, oltre a noi, investe anche il cambio, che non capisce più cosa fare con chiarezza. Lo sterzo si dota di una corona del giusto diametro, densa di comandi non proprio intuitivi ma comunque completi; non è direttissimo, come d’altronde ci si aspetterebbe da una vettura con queste credenziali.

Le sospensioni sono troppo morbide, tanto che a volte si fluttua come nello Spazio; se pensiamo ai problemi del cambio e ci uniamo questa realtà, dovremo necessariamente rivedere al ribasso la nostra emozione di guida. In generale, Citroen Cactus premia l’omogeneità. Più si è omogenei, meno si incorre nei disagi del cambio.

Optional sicurezza e altri optional

Per quanto riguarda la sicurezza attiva, non abbiamo nulla da raccontare a disposizione. Tra gli altri optional, da notare sono il cruise non adattivo, il parcheggio automatico, la retrocamera con linee fisse. Questi ultimi due optional, insieme, costano 900 euro, mentre il pack navigatore costa 600 euro. Il climatizzatore automatico è monozona, e rinfresca e riscalda con grande rapidità. Purtroppo, però, passa anch’esso dal display centrale dell’infotainment per ciò che riguarda la regolazione dei flussi (in automatico possiamo scegliere fra tre), con la conseguenza di dover ancora una volta fare i conti con tanta lentezza.

Target, Prezzi, Conclusioni

Pensata per un target attento al design di rottura rispetto alle solite vetture che si notano in giro, Citroen Cactus parte nella nostra versione da 20.600 euro e tocca i 24.500 con tutti gli optional dei quali vi abbiamo scritto. Resta da domandarsi se puntare sul manuale robotizzato, e se scegliere il tetto in vetro, un optional anch’esso a pagamento.

Noi non lo prenderemmo, perché dopotutto scalda le teste di chi siede a bordo non avendo a disposizione una tendina parasole. In definitiva, torniamo a quanto scritto all’inizio. Citroen Cactus divide: voi da che parte state?

Scheda tecnica

Motore In prova
Cilindrata: 1.6 diesel
Numero cilindri: 4 in linea
Potenza: 99 cavalli
Coppia: 254 Nm a 1750 giri
Cambio: manuale robotizzato a 6 rapporti
Trazione: anteriore
Consumo: 14.5 chilometri con un litro nel misto
Emissioni CO2 per km: 89 grammi

Prestazioni:
Velocità Massima: 184 chilometri orari
0-100: 10.6 secondi

Misure:
Lunghezza/Larghezza/Altezza in cm: 416/173/149
Passo: 260 cm
Bagagliaio: 348-1170 litri
Pneumatici: 17 pollici
Peso: 1165 chilogrammi

  • Agata3

    La settimana prossima avrò modo di provare la Cactus che in questo momento definirei "simpatica". Ammetto che il design e i colori mi hanno attratto molto sin da subito. Vedremo se al livello di guida sarà all'altezza delle aspettative anche se queste sono calate notevolmente in seguito al video. Essendo in Sicilia immagino che sia esclusa la scelta del tettuccio in vetro (accessorio che amo in un auto) dati i numerosi contro..
    Mi lascia anche perplessa il discorso "cambio", io amo il cambio manuale e l'idea di un cambio robotizzato che non è reattivo non mi fa impazzire!
    Vedremo...

    Un piccolo appunto sulla recezione
    Immagino che le vostre recezioni non sono rivolte ad un target femminile ma qualche donna ogni tanto fa l'errore di seguirvi, soprattutto al Signor Galeazzi che seguo da tempi immemori e che ho avuto anche modo di vedere di presenza ad uno dei tanti incontri promozionali che ha organizzato. Cercate di filtrare i vostri stereotipi/pregiudizi quando lavorate perchè dire che "come sistema ausiliare ha il parcheggio automatico, [...]e che questo è un indice che la macchina è destinata ad pubblico femminile " dimostra scarsa professionalità, conoscenza delle motivazioni per cui vengono inserite di serie certe funzionalità accessorie e scarsa conoscenza del genere, ma questo non è richiesto per recensire la cactus...
    Attenzione questa non è una rivalsa contro gli uomini (perchè sappiamo benissimo quanto vi esaltate in presenza di sensori di parcheggio con telecamere e parck assist come se aveste appena incontrato un Transformer) ma farvi riflettere che avete un target più ampio di quanto credete e il marketing sta alla base del vostro lavoro. Io sono donna e so posteggiare come tante mie amiche e miei amici... credo che questi sistemi siano nati per esigenze diverse dal sottotesto del vostro video.
    Ad esempio, compensare la scarsa manovrabilità del mezzo? Scarsa visibilità? Citycar dalle dimensioni non troppo contenute? Costi di produzione da ammortizzare per altri modelli Citroen? Concorrenza di mercato? e chi più ne ha più ne metta...
  • argonauta 12776

    certo che deve essere difficile commentare una ciofeca come questa e non essere querelati da Citroen !
    Credo sia la macchina pi brutta, cara e inutile degli ultimi vent'anni !!!
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