Primo test

Citroen C4 Picasso restyling 2017 [Video primo test]

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Contenuti tecnologici di alto livello e un'abitabilità da best in class per il restyling della Citroen C4 Picasso

Chi meglio di Citroen può parlare di monovolume? Con la saga delle “Picasso”, inaugurata nel 1999, il Double Chevron ha scritto una pagina importante nella storia dell’automobile. Basterà dire che da allora, soltanto in Italia, la casa francese ha venduto qualcosa come 580.000 monovolume.

Numeri importanti che, nonostante l’incontrastabile ascesa dei SUV, non sembrano destinati a giocare ruoli marginali in futuro. Almeno per Citroen, che continuerà a puntare tantissimo su questo tipo di auto (a differenza dei fratelli di Peugeot che invece si specializzeranno nei SUV come dimostra la recentissima 5008).

È per questo che, a solo tre anni dal lancio, la Citroen C4 Picasso di seconda generazione si regala un bel restyling. Qualche ritocco estetico, molto limitato per la verità, e una bella iniezione di tecnologia sono gli ingredienti principali di questo facelift.

Dal vivo: com’è fuori

Riconoscere la C4 Picasso 2017 è abbastanza facile. Gli stilisti francesi infatti hanno ridisegnato tutta la zona inferiore del frontale, introducendo una presa d’aria molto ampia e nuovi fregi cromati intorno ai fendinebbia. Invariata invece la parte superiore con i fari sdoppiati che, evidentemente, ha giocato un ruolo fondamentale nel successo di questo modello. La lunghezza rimane ferma a quota 4,43 m, ma ora si introduce la possibilità di avere il tetto nero a contrasto con la carrozzeria, in una combinazione bicolore di forte impatto. Ancora più limitati gli interventi al posteriore, dove spuntano soltanto i nuovi fari con luci a led dall’effetto 3D. Completano il quadro cerchi in lega da 17” bicolore dal nuovo design e l’immancabile maxi-parabrezza anteriore.

Dal vivo: com’è dentro

Novità decisamente più consistenti all’interno, dove la Picasso torna ad essere fino in fondo un’auto al passo coi tempi. Rimane l’impostazione da “navicella spaziale” con i due schermi indipendenti. Quello più grande, 12” in HD, racchiude tutte le informazioni di guida utili ed è personalizzabile. Più sotto invece, al centro della plancia, l’altro display touch diventa (finalmente) capacitivo e introduce la possibilità di avere Apple Car Play e Mirror Link. Rimane un po’ macchinoso, in alcune circostanze, interagire con il condizionatore dal momento che non ci sono tasti “fisici” e bisogna sempre passare per il display touch navigando peraltro tra diversi menù.

La Picasso però è un’auto capace anche di lasciare a bocca aperta. E lo fa con una cura eccezionale per tutto ciò che riguarda il comfort di viaggio. I sedili anteriori sono spettacolari. Vere e proprie poltrone alla francese, con possibilità di regolazioni elettriche, massaggio integrato e addirittura una prolunga (solo lato passeggero ovviamente) per distendere completamente le gambe e viaggiare quasi sdraiati. Stesso discorso se saliamo dietro, dove troviamo tre sedili indipendenti, tanto spazio per le gambe e un pavimento perfettamente piatto. Metteteci poi controlli e bocchette di ventilazione dedicati ai passeggeri posteriori e avrete una delle poche auto che permette di viaggiare comodi per davvero in cinque. Anche perché, con più di 500 litri di capacità nel bagagliaio, c’è spazio a volontà per i bagagli di tutti.

Tecnica

Primo modello a nascere sulla moderna piattaforma modulare EMP 2, la Citroen C4 Picasso - che rimane affiancata dal modello a 7 posti Grand C4 Picasso si arricchisce grazie a questo restyling di una serie di tecnologie ormai irrinunciabili su un’auto contemporanea. Oltre al praticissimo cruise control attivo, ora troviamo anche la frenata automatica di emergenza, il mantenitore di carreggiata e il monitoraggio dell’angolo cieco.

Le nostre impressioni di guida

Avvolti dal comodissimo sedile “à la française”, mentre ci gustiamo un dolce massaggio, iniziamo a guidare la Picasso spinta dal motore diesel più gettonato della gamma, perlomeno in Italia. Si tratta dell’ormai noto 1.6 Blue HDi Euro 6 da 120 CV che, nel nostro caso era abbinato al cambio automatico EAT6. Un convertitore di coppia per motori trasversali di origine Aisin che non sarà velocissimo, ma è veramente dolcissimo nei passaggi di marcia e dimostra di avere logiche di gestione ben studiate. Due caratteristiche fondamentali per una monovolume pensata per garantire comfort e grandi percorrenze chilometriche. Della stessa pasta anche le sospensioni, sempre morbide, studiate più per regalare comodità in formato maxi a tutti i passeggeri che per garantire inserimenti fulminei. Idem per lo sterzo, morbidissimo ma mai troppo inconsistente, anche alle alte velocità. Il motore poi è una conferma. Silenzioso ma al tempo stesso elastico e con uno spunto apprezzabile, si rivela ancora una volta uno dei migliori “dieselini” 1.6 in circolazione.

Consumi

Nel corso del nostro breve test abbiamo registrato percorrenze nell’ordine dei 15-16 km/l (dato del computer di bordo). Non un record, certo, ma un buon risultato considerando l’ingombro dell’auto e la presenza del cambio automatico. In più, con uno stile di guida più accorto, siamo sicuri che è possibile ottenere valori migliori, resi possibili anche dal peso piuttosto contenuto in relazione alle dimensioni.

Conclusioni

La rinnovata C4 Picasso viene offerta in Italia con prezzi che oscillano tra i 24.000 e i 32.000 euro. La versione protagonista della nostra prova però, dotata di tutti gli optional possibili e immaginabili sfonda quota 36.000 euro. Cifre che possono diventare quindi anche molto importanti, ma giustificate da contenuti tecnologici di livello e un’abitabilità da “best in class”.

Pregi e difetti

  • Abitabilità, si viaggia comodissimi in cinque - Tecnologie, non manca niente - Design originale e curato. Buona la qualità
  • Sempre morbida nelle reazioni, non ha alcuna velleità sportiva - Strumentazione interamente digitale: a volte costringe a navigare un po’ troppo tra i menù

 

  • Mardex

    provare per credere!!!
    Un auto semplicemente fantastica!
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