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Hummer H3

Hummer H3
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Abbiamo portato il SUV americano sul Po per un test indimenticabile!

Hummer H3

Un tranquillo week end di paura sull’Hummer 3. Tra corse pazze sulla sabbia del Po’, affiancati ad un aereo anfibio utraleggero e ultra emozionante (per gli intenditori ed estimatori del genere, si chiama Savage), discese ardite in mezzo ai pioppeti per raggiungere un tratto bellissimo e selvaggio del grande fiume, e persino un volo nell’inferno delle sabbie mobili che ha messo in crisi il gigante Usa, comunque senza colpe nè vergogna: qui, raccontano i contadini del posto, una volta è scomparso un trattore con le ruote alte due metri…
Abbiamo scelto di maltrattare così il fratellino minore della famiglia degli Hummer, dove l’H1 è il mostro direttamente derivato dal mezzo militare dell’Us Army (201.300 euro chiavi in mano, per chi volesse accomodarsi… ), l’H2 è la versione cittadina della prima versione (ma solo secondo gli americani: seimila benzina, due metri e sei centimetri di larghezza, tra gli 82 e gli 86 mila euro…) e l’H3, appunto, è lo stesso veicolo “europeizzato”: dimensioni più contenute, motorizzazione più piccola e prezzi più abbordabili.

Sempre over size
Meglio chiarire subito che sempre di un Hummer si tratta. Nel senso che, comunque, l’H3 è più grande di una Bmw X5 e, sebbene sia di pochissimi centimetri più corto e stretto di Porsche Cayenne e Volkswagen Tuareg, appare (ed è) comunque più imponente e minaccioso di tutti questi grandi Suv grazie ad una linea esterna davvero unica, molto massiccia e “militare”: linea di cintura altissima con finestrini laterali molto stretti, parabrezza praticamente piatto (appena più stondato dell’H2), lunotto e portellone assolutamente verticali, cofano abbastanza corto e muscoloso, e poi la calandra con le classiche sette

 

griglie cromate che sembrano denti digrignati (ma sulle quali in questo caso non è impressa la scritta HUMMER, chissà perché…). L’effetto scenografico è completato da ganci di traino a vista, sia davanti che di dietro, con bulloni per nulla nascosti; infine parafanghi bombatissimi su ruote over size (sono larghe ventisei centimetri e mezzo).

Vedendo l’Hummer 3 che ci veniva consegnato abbiamo avuto un sussulto: giallo maionese! Se non lo avessimo avuto davanti agli occhi, avremmo pensato: “roba da tedeschi…”. Invece così è bellissimo, forse il colore più bello e provocatorio per una bestia simile, anche meglio, pensiamo, del rosso fuoco proposto in listino, accattivante sì, ma forse più scontato.
Secondo sussulto: l’H3 è grande. Non si tratta di un’ovvietà. Dopo esserci arrampicati (è il caso di dirlo) su quella fortezza su ruote che è l’H2 (cercatelo nel sito, l’abbiamo già testato), misure alla mano credevamo di trovarci di fronte ad un nanerottolo. Invece l’H3 fa impressione, è dà l’impressione di essere più grosso di quello che non è nella realtà.
Detto dell’esterno, l’abitacolo si rivela decisamente diverso da quello dell’H2: lussuoso, è la prima definizione che ci viene in mente, e in questo giudizio i sedili in pelle giocano la loro parte. Poi, sempre rispetto all’altra versione, appare più accogliente e raccolto, mantenendo però la stupefacente ampiezza soprattutto longitudinale: chi siede dietro può accavallare le gambe anche se ce le ha lunghe, e anche se i sedili anteriori sono molto arretrati. Manca un bracciolo posteriore, ma c’è un utile porta lattina o bottiglia centrale a scomparsa. La dotazione restante è quella di una berlina di lusso, con un ampio display che raccoglie tutte le informazioni possibili, comprese quelle del navigatore e della televisione.

 

Un motore più europeo
L’H3 non è mosso dal seimila benzina del 2, ma da un 3.500, sempre a benzina, da 223 cavalli, con coppia di 305 newtonmetri. Sarà anche tutto più contenuto del fratellone H2, ma il peso minore gioca a favore dell’H3, che scatta da 0 a 100 in 9,3 secondi (quasi un secondo in meno rispetto all’H2) e tocca i 180 orari, quando l’H2 non supera i 150. La bella sorpresa viene dai consumi: la casa dichiara 11,7 chilometri con un litro nel combinato e confermiamo il dato (a patto che si usi un piede leggero), nulla a che vedere con i 5 con un litro dell’Hummer 2. Se a tutto questo si aggiunge il prezzo (47.270 euro versione Suv, 54.590 versione Platinum) si capisce che l’americanone potrebbe conquistare più di un cuore europeo, visto e considerato che i Suv tedeschi hanno prezzi mediamente sempre più elevati e non hanno una linea così particolare. Se arriverà un propulsore a gasolio, l’H3 darà del filo da torcere a molti.

Si parte!
A questo punto è doverosa una messa in moto. L’H3 si sposta con il sussulto classico delle trasmissioni automatiche: questa è classicissima, con posizione 1, 2 e 3 per bloccare le marce su rampe impegnative. All’elettronica poi è affidata la gestione della guida off road: si viaggia con trazione integrale permanente, un pulsante permette di inserire marce ridotte “alte”, per guida su neve, fango e sabbia, un altro commuta su ridotte “basse” per condizioni davvero critiche, un ultimo pulsante infine blocca il differenziale posteriore per cavarsi da trappole insormontabili.
Ovviamente tutto questo serve solo fino ad un certo punto se la gommatura è stradale, come quella della maggior parte dei grandi Suv di lusso, H3 compreso.

 

Una grande avventura sulle rive del Po
Il nostro test ci ha portato nella zona di Mantova e Curtatone, dopo un breve percorso autostradale che ci ha fatto apprezzare la silenziosità del motore e l’impianto hi-fi, oltre che la comodità del cruise-control.
Ma ecco il Po, con Fabio Guerra, il pilota del Savage, a guidarci via radio dall’alto per farci trovare la strada (si fa per dire) che attraverso un boschetto di pioppi ci porterà ad una lunga lingua di sabbia bianchissima bagnata dal fiume. L’aereo è giallo come l’Hummer, e promette uguali emozioni del tipo wild life, e l’idea di fotografarli e filmarli in azione affiancati ci è sembrata irresistibile.
Quando sbuchiamo fuori dal bosco, ci accoglie uno scenario inaspettato: sembra di essere su un’isola caraibica, con acqua placida e sabbia abbagliante. L’H3 si sposta con disinvoltura sull’arenile, mentre l’aereo flotta sui suoi grandi galleggianti a pochi metri da noi. Poi è il momento delle foto e dei filmati. L’H3 lanciato a tutta velocità tra sabbia e acqua, mentre l’aereo corre cinque metri più in là. Entrambi sollevano spruzzi bianchi e altissimi. La nostra accortezza è quella di non fermarci: sotto le ruote la sabbia è fradicia, e l’H3 deve volare per non affondare. Mostra sempre una grande trazione, anche quando punta il muso in giù e lo risolleva entrando e uscendo dagli avallamenti scavati sulla battigia dal Po. Una serie di passaggi anche per un filmato ci dicono che questo Suv è bello anche bistrattato e infangato, mentre il suo probabile destino sarà lo struscio serale su qualche lungomare o il parcheggio-passerella davanti a supermercati e scuole.
Poi accade l’imprevedibile. Una nostra breve esitazione per appaiarci al bell’aereo giallo, il piede destro che si solleva per una frazione di secondo dall’acceleratore, l’orribile sensazione di diventare improvvisamente bassi come un’auto da corsa: l’H3 appoggia la pancia sulla sabbia, le ruote scompaiono per metà nell’acqua. Fine del gioco. Solo il trattore di Simone, che da queste parti ci lavora e di questi posti se ne intende, ci tira fuori dalle sabbie mobili. Ma è proprio l’esperto Simone che promuove l’Hummer fagocitato dal Po: "non avevo mai visto nessun fuoristrada di queste dimensioni correre qui, dentro l’acqua… Come avete fatto… ".
Ce lo chiediamo anche noi mentre il trattore, con una catena, dà lo strattone risolutivo che ci tira fuori. L’Hummer 3 alza il muso ed esce dalla sua fossa. Ha toccato i propri limiti, ma davvero in una condizione ai limiti. Fino a quel punto ha dimostrato di andare e passare ovunque. Inoltre è sporchissimo, quel suo giallo acceso è solo un ricordo: ve lo assicuriamo, così è bellissimo. E così, forse, non lo vedrete mai. Sempre che non facciate rotta verso il Po, seguendo un aereo anfibio giallo che volteggia nel cielo azzurro.

Quattro anni di garanzia
L'H3 è offerto con una garanzia di 4 anni o 100 mila chilometri e come tutti i modelli della gamma Hummer è importato ufficialmente in Italia dal Gruppo Cavauto.

Un ringraziamento particolare a Fabio Guerra e al suo Savage per aver contribuito in modo determinante a questo servizio e a Chiara per le bellissime fotografie!

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