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“È la solita politica della Formula 1”: sono meri giochi di potere, quelli riguardo alla legalità della power unit Mercedes per la stagione 2026, secondo Zak Brown. In un incontro alla viglia dei test prestagionali in Bahrain con la stampa selezionata cui ha partecipato anche Automoto.it, il CEO della McLaren derubrica a tattica degli avversari tutto ciò che gravita intorno al rapporto di compressione dell’endotermico prodotto a Brixworth, cuore pulsante della power unit di cui è dotata anche la MCL40 di Lando Norris e Oscar Piastri.
“Il motore è stato progettato per essere perfettamente conforme al regolamento. È così che funziona questo sport. Non è diverso da soluzioni passate come il doppio diffusore, era legale anche quello”, spiega Brown facendo riferimento alla trovata che regalò il mondiale alla BrawnGP nel 2009. “Non credo che il vantaggio competitivo sia così significativo come suggeriscono i nostri rivali. Ma è ovvio che ricamino una storia su ogni potenziale beneficio. È parte del gioco. HPP (High Performance Powertrains, la divisione di Mercedes per la progettazione e lo sviluppo delle power unit, ndr) ha semplicemente svolto un buon lavoro”.
Ma fino a che punto la McLaren è coinvolta nelle discussioni che fervono tra i costruttori, con riunioni su riunioni nelle ultime settimane? “Siamo al corrente, ma è un discorso che riguarda la Mercedes. Non sviluppiamo noi la power unit, anche se HPP è molto puntuale nel tenerci informati di quanto accade. Siamo molto interessati, ma non partecipiamo alle riunioni del gruppo di lavoro delle power unit in cui queste conversazioni hanno luogo”.
Nelle febbrili settimane che ci separano dalla prima gara della stagione, qualcuno immagina persino scenari catastrofici, come l’assenza dei motorizzati Mercedes in quel di Melbourne se le normative dovessero essere modificate. Brown getta acqua sul fuoco delle speculazioni: “Non posso immaginarmi la griglia in Australia senza di noi. Non siamo messi a parte di queste conversazioni, quindi non saprei nemmeno quali siano i requisiti per cambiare le norme. Ma a Melbourne ci saremo”.
Al netto delle speculazioni sul motore, alcuni pensano che chi si produce i motori in casa – vedi Mercedes, ma anche Ferrari e Red Bull – possa avere un vantaggio tecnico sulle scuderie a cui li fornisce. Brown è d’accordo? “È difficile capire quali potrebbero essere i vantaggi dei costruttori rispetto ai clienti. Siamo ancora in una fase di apprendimento della gestione delle power unit, sia per i piloti che per gli ingegneri. È troppo presto per certe valutazioni. Quello che sappiamo per certo è che riceviamo lo stesso materiale. E negli ultimi due anni abbiamo provato che un team cliente non è svantaggiato rispetto a un costruttore. Non vedo perché non debba essere ancora così”.
Se un’eventuale conferma della McLaren al top dello schieramento non sarebbe una grande sorpresa, qualcuno ha stupito il CEO della McLaren. “Devo dire che il motore Red Bull-Ford mi ha impressionato. Sembra molto competitivo, tanto di cappello. Non solo veloce, ma anche affidabile. A livello generale, comunque, la tenuta è stata ottima per un ciclo tecnico nella piena infanzia e molto sofisticato. Il chilometraggio è stato notevole per tutti”. Brown, comunque, non vuole sbottonarsi sulle potenzialità del suo team. “Valutare quanto visto a Barcellona è rischioso. Sentiamo di essere competitivi, ma i quattro top team sono sembrati della partita sin da subito. Ci faremo un’idea più chiara nelle prossime due settimane”.
In attesa che la F1 torni in pista a Sakhir mercoledì, a tenere banco è stata Cadillac, con la presentazione della livrea al Super Bowl, nella notte italiana. “Penso che sia una vittoria per tutti quando un marchio nel nostro sport riesce a portare la Formula 1 su un palcoscenico come il Super Bowl. Cadillac è un brand con un potere di marketing notevole, e esposizioni come questa sono un beneficio anche per il resto dello sport”.
“Creare da zero un team di Formula 1 è un compito complicato. Sono riusciti a scendere in pista nei primi test, ed è una buona cosa. Si stanno focalizzando esclusivamente su di loro, non ho un’idea di quale possa essere il loro valore in campo”. Sono tante le incognite in questo avvicinamento alla stagione 2026 di F1. Ma per Brown, una cosa è certa: la legalità del motore Mercedes non è in discussione.