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Lo spettacolo della notte del Super Bowl non ha affatto deluso le attese. Nella suggestiva cornice del Levi’s Stadium di Santa Clara, in California, i Seattle Seahawks hanno battuto i New England Patriots. Ma l’evento è andato ben oltre il campo di gioco, grazie a un half time show ricco di sorprese, con Bad Bunny come ospite speciale, affiancato da Lady Gaga e Ricky Martin. E non è finita qui: a chiudere la serata ci ha pensato Cadillac, che ha svelato la livrea della sua prima monoposto di Formula 1 per la stagione 2026. Uno spot che ha presentato al mondo il design della vettura, ma che ha anche fatto emergere i primi problemi legali per la squadra americana.
La sfida più attesa dell’anno negli Stati Uniti non ha tradito le aspettative. Uno spettacolo capace di emozionare i tantissimi tifosi presenti sugli spalti del Levi’s Stadium e milioni di spettatori collegati in tutto il mondo, anche in Italia nonostante l’orario notturno. Bad Bunny ha monopolizzato la scena dell’half time con alcuni dei suoi brani più iconici, regalando al pubblico un’esibizione memorabile. A sorpresa, con lui sul palco sono saliti Lady Gaga e Ricky Martin, mentre Cardi B e Pedro Pascal hanno preso parte al corpo di ballo. Il tutto davanti a una platea di celebrità accorse per non perdersi l’evento clou della stagione NFL, la finale tra New England Patriots e Seattle Seahawks.
È in questa cornice che Cadillac ha scelto di presentare al mondo, attraverso uno spot televisivo, la livrea che vestirà la sua prima monoposto di Formula 1 nella stagione 2026, anno spartiacque segnato dall’introduzione del nuovo regolamento tecnico. Tuttavia, lo spot ha sollevato non poche polemiche, coinvolgendo direttamente il regista Michael Bay. A rivelarlo è Rolling Stone, che ha riportato la dura reazione del celebre cineasta, deciso a procedere con una causa da 1,5 milioni di dollari. Il motivo? Bay sostiene di essere stato inizialmente ingaggiato per produrre il costoso spot di presentazione e poi improvvisamente estromesso, con Cadillac che avrebbe utilizzato senza autorizzazione le sue idee.
Si tratta di una causa di 19 pagine per violazione di contratto e frode, depositata venerdì a Los Angeles. Nel documento si afferma che Dan Towriss, proprietario e amministratore delegato di Cadillac F1, avrebbe contattato personalmente Michael Bay il 28 novembre 2025 per affidargli il progetto. La scelta sarebbe ricaduta su di lui perché considerato “il regista più americano che potessero trovare” per ideare, produrre e dirigere lo spot destinato al Super Bowl. Bay, noto per film come The Rock, Armageddon e Pearl Harbor, avrebbe rifiutato altri lavori e accantonato progetti già avviati per concentrarsi esclusivamente sulla campagna Cadillac, con l’obiettivo di rispettare i tempi serrati dell’evento.
Secondo quanto riportato nella denuncia, però, a metà produzione Bay e il suo team sarebbero stati improvvisamente licenziati da Towriss con la motivazione di voler “andare in una direzione diversa”, affidando il completamento dello spot ad altri professionisti. L’affondo finale del regista, sempre riportato da Rolling Stone, è durissimo: Towriss e Cadillac “avrebbero apparentemente rubato le idee e il lavoro di Bay senza pagarli”. “Avevano pianificato fin dall’inizio di fregarlo. Volevano uno spot in stile ‘Michael Bay’, ma a un prezzo stracciato”, si legge nella causa.
Un colpo che per Bay va ben oltre l’aspetto economico. Il regista, infatti, vantava un rapporto di collaborazione con General Motors, proprietaria di Cadillac, che durava da oltre 25 anni. Un legame consolidato anche dal contributo dato allo sviluppo del design di Bumblebee, iconico personaggio dei Transformers, poi utilizzato da GM come ispirazione per un modello di serie.
A sostegno della richiesta di risarcimento da 1,5 milioni di dollari, Bay ha allegato anche una proposta scritta che sarebbe stata utilizzata da Towriss e dalla sua agenzia pubblicitaria per convincerlo ad accettare l’incarico. Nel documento si parlava di un “progetto leggendario” che necessitava di “uno dei narratori più leggendari della nostra generazione”. Il lavoro, secondo la causa, avrebbe richiesto uno sforzo straordinario per rispettare la scadenza fissata al 2 febbraio 2026, data entro cui la NFL doveva approvare lo spot per la messa in onda durante il Super Bowl LX.
Bay, tuttavia, non ha mai portato a termine il progetto. L’incarico gli sarebbe stato revocato anzitempo, come dimostrerebbe anche un messaggio ricevuto il 6 dicembre da una produttrice freelance, che parlava di “notizie non proprio positive” e della decisione dell’agenzia di “prendere una direzione diversa”. Da qui nasce la causa intentata dal regista, che avrebbe anche cercato un confronto diretto con Towriss.
Secondo la denuncia, lo spot andato in onda durante il Super Bowl avrebbe comunque utilizzato idee originariamente proposte da Bay, tra cui una “cromatura dorata scintillante” e superfici “altamente riflettenti”. Per questo la causa include rivendicazioni per violazione di contratto verbale, violazione di contratto implicito e frode. Cadillac avrebbe accettato di pagare a Bay il compenso standard da regista e produttore per il lavoro svolto dal suo team, per un totale di circa 1,5 milioni di dollari. Bay chiede ora una sentenza che includa un risarcimento di almeno 1,5 milioni di dollari, oltre a danni punitivi.