F1. "Ferrari e Mercedes davanti. McLaren in difesa, ma pronti al contropiede": Stella svela le carte della MCL40 per il 2026

F1. "Ferrari e Mercedes davanti. McLaren in difesa, ma pronti al contropiede": Stella svela le carte della MCL40 per il 2026
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Andrea Stella analizza i test pre-stagionali e fotografa la gerarchia della nuova era tecnica: Ferrari e Mercedes partono davanti, mentre la McLaren sceglie un approccio prudente. “Giocheremo in difesa, ma pronti a colpire in contropiede”, avverte il team principal in vista del GP d’Australia 2026
27 febbraio 2026

La nuova era della Formula 1 è ormai alle porte e la McLaren è pronta a presentarsi a Melbourne tra una settimana con una strategia ben precisa. Dopo nove giorni di lavoro tra lo shakedown di Barcellona e le due settimane di test in Bahrain, la squadra di Woking ha completato 1.108 giri per un totale di 5.776,791 chilometri — praticamente la distanza che separa la factory inglese dalla sede dell’ultimo appuntamento stagionale di Abu Dhabi. Un lavoro intenso, metodico, che Andrea Stella ha definito senza esitazioni positivo. “Sì, siamo soddisfatti. Abbiamo lavorato molto bene, sia in pista sia a Woking, per raccogliere tante informazioni utili a comprendere meglio il comportamento della MCL40 e della nuova power unit”.

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Il team principal della McLaren ha sottolineato come il programma sia stato completato quasi integralmente: “In nove giorni tra Barcellona e Bahrain abbiamo percorso oltre 1.000 giri e coperto praticamente tutti i punti previsti prima della partenza per Sakhir”. Ma il dato più incoraggiante riguarda l’evoluzione della monoposto: “Dal punto di vista dell’affidabilità abbiamo fatto buoni progressi e, soprattutto, siamo riusciti a rendere la vettura più veloce, sia in termini di telaio sia nell’utilizzo della power unit fornita dal nostro partner HPP, con cui stiamo lavorando intensamente per comprendere sempre meglio come sfruttarne il potenziale”.

In un 2026 che rappresenta uno dei cambi regolamentari più radicali del secolo, il tema dell’integrazione tra telaio e motore diventa centrale, così come la gestione dell’energia disponibile — una delle grandi incognite della nuova era. Proprio per questo Stella ha invitato alla cautela nell’interpretare i valori emersi nei test: “Ci sono ancora molte variabili sconosciute, come il quantitativo di carburante a bordo o, soprattutto da quest’anno, il modo in cui viene utilizzata l’energia disponibile”.

Nonostante ciò, una prima fotografia del vertice del campionato sembra già delineata. “Posso confermare quanto detto in Bahrain: i soliti noti — in rigoroso ordine alfabetico Ferrari, McLaren, Mercedes e Red Bull — sono un passo avanti rispetto agli altri”. All’interno di questo gruppo ristretto, però, la sensazione è che qualcuno possa aver iniziato con un leggero vantaggio: “Riteniamo che Ferrari e Mercedes siano un passo avanti, anche se è difficile quantificare il gap. Lo scopriremo già dalla prossima settimana a Melbourne”.

La consapevolezza è chiara: servirà sviluppo rapido. “Alcuni dei nostri principali concorrenti — e non è un caso che siano team ufficiali — hanno fatto un lavoro eccellente. Dobbiamo lavorare duramente per recuperare e sviluppare la vettura il più velocemente possibile. Una volta scoperte le carte, lo sviluppo diventerà la sfida principale”. Ed è qui che arriva la metafora calcistica destinata a caratterizzare l’inizio della stagione McLaren: “La prima parte del campionato ci vedrà giocare un po’ in difesa, cercando di sfruttare il contropiede”. Non un atteggiamento rinunciatario, ma strategico: consolidare, capire, colpire al momento giusto.

La MCL40 che vedremo in Australia non sarà stravolta rispetto a quella di Sakhir. “Sarà sostanzialmente la stessa. Introdurremo alcuni piccoli aggiornamenti aerodinamici e continueremo a lavorare su aspetti importanti come il peso della vettura”. Un fattore, quest’ultimo, tutt’altro che secondario: “Il peso è significativo non solo in termini assoluti, ma anche perché scendere sotto il limite minimo permette di lavorare sulla distribuzione delle masse”. Altro elemento chiave resta l’ottimizzazione della power unit, vero cuore tecnico della rivoluzione 2026.

Fondamentale sarà anche il contributo dei piloti. Lando Norris, campione del mondo in carica, e Oscar Piastri hanno potuto girare con continuità in Bahrain, concentrandosi su tutti gli aspetti della gestione gara. “Il talento del pilota e la sua capacità di sfruttare tutti gli strumenti a disposizione non sono mai stati così importanti — non solo in qualifica, ma in ogni fase della corsa, dalla partenza in poi. La qualità dell’integrazione tra pilota, ingegneri e vettura sarà sempre più determinante”.

Infine, uno sguardo al quadro regolamentare. Stella ha definito la nuova era “una sfida entusiasmante quanto complessa”, forse il cambiamento più significativo vissuto in questo secolo. Ma non esclude la necessità di eventuali correttivi dopo i dubbi circa la sicurezza emersi nelle simulazioni delle procedure di partenza che hanno visto la McLaren - per il momento - visibilmente in difficoltà. “Potrebbero esserci ancora dettagli da sistemare per garantire che lo spettacolo in pista sia all’altezza della popolarità raggiunta dalla Formula 1, che sia facilmente comprensibile per tutti i tifosi e che resti una competizione tra le vetture e i piloti più veloci”.

Il messaggio è chiaro: apertura mentale e disponibilità a intervenire, qualora necessario. “Serve un approccio non dogmatico”. Con un elemento positivo: “Siamo stati lieti di vedere come FIA, Formula 1 e team abbiano lavorato con spirito costruttivo, consapevoli che gli interessi dello sport siano più importanti di quelli individuali”.

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