prova su strada

Mini Countryman

Quattro è il numero perfetto
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Abbiamo guidato il quarto modello della famiglia Mini facendo il giro dei Quattro Passi.

Mini Countryman

CORVARA - Entra in questi giorni in listino una nuova Mini. Non si tratta, però, dell'ennesima versione sportiva o di un restyling di quanto esistente, ma di un concetto di Mini completamente nuovo, a quattro porte, con tanto spazio e (volendo) trazione integrale. Una vettura che, come ben spiegato da Michele Fuhs, di Mini ha il look, la sostanza, l'heritage, pensata e messa a punto per dare una visione "Mini" ad un concetto di vettura che può tornare molto utile anche a chi alcuni anni fa aveva o avrebbe acquistato una Mini ed oggi, causa allargamento del "parco utenti" (figli), di una Mini standard o di una Clubman non saprebbe che farsene.

NUOVA RIVALE PER QASHQAI E YETI
La nuova Mini Countryman è dunque una risposta alle esigenze della clientela oltre che il frutto di un ragionamento sulle possibilità che avrebbe avuto sul mercato una vettura di questo genere: Skoda Yeti e Nissan Qashqai a parte, infatti, le alternative alla Countryman a parità di prezzo sono poche e, come le vetture citate, non fanno comunque parte dell'elite delle vetture Premium.

Mini, insomma, ha voluto - come spesso è accaduto - arrivare dove arriveranno anche gli altri prima degli altri, giocando su un concetto di SAV (Sport Activity Vehicle) tanto caro ai vertici della BMW: non è un SUV, non è una monovolume, ma non è nemmeno una vettura priva di spazio o incapace di affrontare, in tutta sicurezza, uno sterrato leggero o un percorso innevato, soprattutto nelle versioni 4x4. Una vettura poliedrica, dunque, anche nella capacità di attirare l'attenzione del pubblico: i 30/40enni saranno la fetta più grossa ma diverse richieste per la Countryman giungono anche da potenziali clienti entrati da un paio di decenni negli "anta".

QUASI UNA MINI
Ma com'è questa Mini Countryman? A vederla passare, senza farci troppa attenzione, potrebbe anche sembrare una normalissima Mini. Ed invece in quei 4,11 metri (1,79 m la larghezza, 1,55 m l'altezza) le differenze sono numerose e non si limitano solamente all'introduzione delle quattro porte.

Gert Hildebrand, padre di tutte le Mini di nuova generazione, è stato infatti molto abile nel trovare il bilanciamento tra le esigenze di spazio, le quattro porte e la sportività che è tipica di una Mini, evitando quasi del tutto l'effetto "frigo Smeg" grazie a sapienti accorgimenti stilistici. I gruppi ottici anteriori e posteriori, ad esempio, hanno una forma diversa e più estesa rispetto alle Mini standard, così come è diversa la dimensione delle ruote (da 17 a 19 pollici) o la "presenza" della cornice plastica che segue il profilo dei passaruota.

Rimane, come sempre, una differente connotazione estetica tra le versioni standard e le Cooper S: la più sportiva si distingue per una calandra di vaga ispirazione Mustang, ma anche per la presa d'aria sul cofano e per la presenza di una sorta di estrattore d'aria tra i due terminali di scarico.

DENTRO SORPRENDE
Piccola fuori e grande dentro, la nuova Mini Countryman è addirittura in grado di sorprendere per la quantità di spazio riservata a passeggeri e bagagli: bagagli che trovano posto in un vano da 350 litri con doppio fondo non troppo alto da terra e ben accessibile grazie al portone ad apertura "standard". Sia davanti che dietro la nuova Countryman è davvero comoda e la possibilità di scegliere tra una configurazione a quattro (con posti singoli) o a cinque posti metterà d'accordo le esigenze dei single e delle giovani famiglie più numerose. Esigenze di spazio che non hanno comunque limitato le possibilità di caratterizzazione stilistica: anzi, ad una plancia che è l'evoluzione di quanto visto sino ad oggi si affiancano concetti inediti come il "Mini Center Rail", che consiste in un binario in alluminio che corre al centro dell'abitacolo su cui fissare una moltitudine di gadget: dal portaocchiali al portacellulare passando per il classico bracciolo.

 

I-PHONE OK
Notevole l'impegno rivolto alle soluzioni tecnologiche - con una perfetta integrazione di i-Phone e Smartphone al nuovo "modulo multimediale" che trova posto, con tanto di schermo LCD, al centro del classico strumento centrale circolare - ma anche all'ergonomia: a parte alcuni dettagli scomodi, come la possibilità di non regolare le cinture in altezza o la cloche con la quale è stato sostituito il classico freno a mano, la nuova Mini mette a disposizione del pilota un posto guida eccezionale. Il tocco BMW sotto questo punto di vista è evidente: pedaliera e volante (regolabile in altezza e profondità) perfettamente allineati, sedile comodo e sufficientemente contenitivo sono gli elementi base di una "posizione di guida" che è 7 cm più alta di quella di una Mini standard.

COMANDI MASCHI
Rimangono al loro posto anche i comandi dal feeling "maschio", con una servoassistenza, una frizione ed una leva del cambio secca e ben contrastata negli innesti che strizzano l'occhio ai clienti sportivi piuttosto che ad una clientela abituata ai comandi "burrosi" di alcuni prodotti tipicamente femminili.

DA 98 A 186 CV
Per quanto concerne i motori, i benzina vanno dai 98 CV della 1.6 One Countryman ai 186 della Cooper S Countryman passando per i 122 della Coouper Countryman. Per quanto concerne i diesel, Mini One D Countryman e Cooper D Countryman condividono lo stesso millesei da 112 CV. Nel corso del nostro test su strada, che in due giorni ci ha visto attraversare il Passo Gardena, il Passo Sella, il Passo Campolongo ed il Passo Pordoi, abbiamo avuto modo di saggiare Cooper, Cooper S All4 e Cooper D.

La più gettonata sul mercato italiano sarà probabilmente la Cooper D, che abbiamo davvero apprezzato tra i tornanti del Pordoi: si tratta di un'unità molto generosa, in grado di assicurare performance interessanti e consumi molto contenuti (consumo 4,4 l/100), pur senza entrare troppo nell'abitacolo in termini di rumorosità.

LA COOPER ALZA LA VOCE
Rumorosità che invece abbiamo registrato nella versione Cooper (consumo 6,1 l/100 km), non tanto ad andatura costante, piuttosto nella marcia in salita o nelle ripartenze: l'assenza di coppia ai bassi regimi costringe ad una guida più allegra e quindi al mantenimento di regimi più elevati, che filtrano nell'abitacolo.

Cosa che invece non accade, nella guida normale, con la Cooper S: il quattro cilindri turbo è come al solito estremamente performante ed assicura buone prestazioni anche girando a regimi "da diesel". Un motore da scegliere non solo per le prestazioni insomma, anche perchè cotrariamente a quanto ci si potrebbe attendere, consente anche di passeggiare con consumi nell'ordine dei 6,3 litri/100 km.

TRAZIONE INTEGRALE ALL4
Niente male la trazione integrale, disponibile su Cooper D e Cooper S: noi l'abbiamo provata su Cooper S scoprendo un sistema molto efficace e ben percepibile anche nella guida su strada asfaltata. Grazie al suo lavoro Mini Countryman si ritrova a limitare la normale tendenza al sottosterzo di una vettura che fa miracoli in termini di confort e di contenimento del rollio pur pesando 1.455 kg.

DA 21.000 EURO.
La nuova Countryman sarà in vendita dal 18 settembre 2010 a partire da 21.000 euro, corrispondenti alla versioen ONE. Per Cooper Countryman sono necessari 23.000 euro, 22.650 per One D Countryman, 24.700 per Cooper D Countryman, 26.400 per Cooper D Countryman, ALL4 27.400 per Mini Cooper S Countryman, che diventano 28.950 euro nel caso in cui si desideri la trazione integrale ALL4.

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