Prova

Mini Cooper S E Countryman ALL4: guidare green, divertendosi

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Con Mini alla scoperta di due progetti all’avanguardia per sostenibilità, mentre un gruppo di ricercatori ha misurato quanto è coinvolgente essere al volante della Cooper S E Countryman ALL4…

Seriamente, quanto può essere coinvolgente guidare un’auto ibrida? Come emozionarsi ascoltando il silenzio che esce dagli scarichi? E ancora, davvero vogliamo discutere al bar su chi ce le ha più grandi (le batterie naturalmente) e su quanto poco abbiamo consumato arrivando fin lì? Molti appassionati del volante a questo punto già staranno storcendo il naso. Ragione e sentimento si direbbe: due opposti inconciliabili, anche nel mondo dell’auto. O forse no. Prova a smentire i luoghi comuni Mini, con un progetto e un test drive davvero fuori dagli schemi che ha per protagonista la Cooper S E Countryman ALL4.

Perché in Mini nell’elettrificazione dell’auto ci credono davvero: dopo la Countryman plug-in protagonista del nostro test drive, a fine anno sarà svelata la prima Mini completamente elettrica, sulla base del modello tre porte, pronta per essere commercializzata nel corso del 2020. Del resto la rotta è tracciata: il gruppo BMW ha annunciato l’introduzione di 25 modelli elettrificati entro il 2025 e anche il marchio britannico è pronto a fare la sua parte. L’importante è continuare a essere divertire al volante, perché altrimenti che Mini sarebbe?

La Mini Cooper S E Countryman ALL4
La Mini Cooper S E Countryman ALL4

Un esperimento unico

Così la divisione italiana del marchio anglo-tedesco ha messo a punto un’iniziativa davvero fuori dagli schemi in collaborazione con Thimus, start-up leader nel settore delle neuroscienze. Utilizzando una speciale apparecchiatura, è stato possibile misurare in modo scientifico le reazioni emozionali di un gruppo di volontari durante la guida della MINI Countryman Cooper S E ALL4 e metterle a confronto con quelle suscitate dallo stesso modello alimentato a gasolio. In particolare, in ogni guidatore sono stati misurati il livello di impegno cognitivo, la capacità di rilassarsi, la concentrazione e il livello di coinvolgimento. E proprio quest’ultimo ha fatto segnare il dato più sorprendente, con un livello di engagement - come lo chiamano gli anglofili - perfino superiore alla corrispondente versione SD. Altri dati, più prevedibili, riguardavano l’impegno cognitivo: un po’ superiore all’inizio, come è normale che sia di fronte a una novità, per poi scendere gradualmente dimostrando ben presto una ritrovata familiarità, mentre rimaneva la tendenza - sulla versione ibrida - a controllare più frequentemente la strumentazione di bordo.

La Mini Cooper S E Countryman ALL4.
La Mini Cooper S E Countryman ALL4.

Al volante

E noi non possiamo che confermare, come abbiamo avuto modo di scoprire in occasione di un test drive in Trentino, con destinazione un luogo davvero particolare, come vi racconteremo tra poco. In effetti, al volante la Cooper S E Countryman ALL4 conferma tutte le sue qualità. I cavalli disponibili sono complessivamente 224, frutto dell’abbinata tra il tre cilindri di 1.5 litri sovralimentato da 136 CV e il motore elettrico da 88 CV. Le prestazioni dichiarate sono di tutto rispetto (6,8 secondi da 0 a 100 km/h, con 198 km/h di velocità massima), così come degna di nota è la possibilità di viaggiare con il solo motore elettrico per 42 km e fino a 125 km/h. Una volta al volante, però, a colpire è soprattutto il modo in cui la Countryman plug-in dimostra il suo potenziale: intanto l’integrazione tra i due motori è realmente perfetta, al punto che non è facile accorgersi dell’accensione del motore termico (la partenza avviene sempre in modalità elettrica). E poi l’erogazione, possente e lineare grazie alla combinazione delle due unità, con l’elettrico pronto a dare il proprio contributo decisivo quando il tre cilindri è ancora poco sopra il minimo dei giri. Così, schiacciando sull’acceleratore la Cooper S E Countryman ALL4 risponde immediatamente, anche se con una tale progressione che quasi non ci si rende conto della spinta generata.

Anche il cambio automatico è sempre dolce e puntuale: volendo è possibile selezionare le marcie anche manualmente, agendo sulla leva come se fosse un cambio sequenziale, ma onestamente nemmeno sui percorsi più tortuosi se ne avverte la reale necessità, né l’utilità. A proposito di curve (e nel nostro viaggio in Trentino ne abbiamo affrontate non poche), il proverbiale “go-kart feeling” c’è ancora, perché lo sterzo è piuttosto diretto e il muso cambia direzione con una velocità sorprendente per un Suv che - a dispetto delle misure relativamente compatte - pesa comunque più di 16 quintali. Anche il rollio è molto contenuto, mentre gli appoggi in percorrenza sono sempre rassicuranti. Insomma: al volante volendo c’è modo di divertirsi, però va anche detto che è soprattutto l’equilibrio generale la dote migliore della Mini Cooper S E Countryman ALL4. Così, a parte quando c’è bisogno di effettuare un sorpasso, la vettura invita soprattutto a rilassarsi, conducendo un ritmo brillante ma senza esagerare e con sorprendente facilità. Nel frattempo è fin troppo facile lasciarsi coccolare dalle dotazioni di bordo: dal navigatore all’head up display di fronte al guidatore, in un ambiente dove la cura dei materiali e degli assemblaggi è evidente ovunque si posi lo sguardo. E i consumi? Nel nostro percorso, fatto soprattutto di tangenziali e strade di montagna, abbiamo fatto segnare una percorrenza di circa 6 litri per 100 km, con la capacità delle batterie che però è scesa piuttosto rapidamente. Il tutto lasciando quasi sempre all’elettronica di bordo gestire come riteneva più opportuno l’interazione tra i due motori e guidando in modo brillante ma senza esagerare. Insomma, un risultato buono, ma forse non così miracoloso come qualcuno potrebbe aspettarsi. Ma la Mini Cooper S E Countryman ALL4 non si compra per “risparmiare sul carburante”, semmai per muoversi a bordo di un’auto di tendenza, curata in ogni dettaglio e molto versatile, irresistibilmente “green” e con la consapevolezza di avere già oggi in garage quella che sarà la tecnologia del futuro.

Due progetti sorprendenti

A proposito di futuro, durante il nostro test drive Mini ci ha portato alla scoperta di due progetti italianissimi e davvero all’avanguardia per quanto riguarda la sostenibilità ambientale. La scelta delle strade trentine, intorno al lago di Cles, non era casuale: qui infatti hanno sede le miniere di Tassullo, che rappresentano davvero un modello virtuoso di economia circolare in un settore - quello estrattivo - che tradizionalmente sta nel gruppo dei super-cattivi quando si parla di danni all’ambiente. Qui però si sono inventati qualcosa di geniale: tanto per iniziale l’estrazione della Dolomia, pietra utilizzata per la produzione di vari prodotti per l’edilizia, avviene sottoterra, salvaguardando così il paesaggio. Ma non solo: qualche anno fa si è sviluppata l’idea di utilizzare gli spazi così creati all’interno della montagna. Da qui è nata la collaborazione con il consorzio Melinda, che raccoglie circa 4 mila produttori di mele del Trentino e che proprio all’interno delle miniere di Tassullo ha costruito un magazzino all’avanguardia, dove sfruttando l’isolamento termico permesso in modo naturale dalla roccia e la temperatura costante di 12 gradi presente nel sottosuolo le mele vengono conservate dopo il raccolto, con un risparmio energetico di circa il 50% rispetto ad un magazzino tradizionale in superficie. E anche qui con un importante risparmio del paesaggio: il magazzino così creato infatti è grande come 10 campi da calcio, ma del tutto invisibile in superficie.

E in una delle maestose gallerie scavate nella roccia c’era ad attenderci un altro progetto sorprendente: il modulo abitativo Biosphera Equilibrium, sviluppato dal gruppo Aktivhaus per dimostrare tutte le potenzialità degli edifici non solo sostenibili, ma addirittura rigenerativi, capaci cioè di produrre più energia di quella necessaria ai suoi inquilini. È stato costruito utilizzando le tecnologie più avanzate al mondo per garantire non solo il massimo isolamento termico, ma anche una qualità di vita superiore. Molti i brevetti all’avanguardia al suo interno, da una speciale lampada che riproduce l’effetto del sole - studiata per quei luoghi in cui la luce del sole non è accessibile - ad una pianta sviluppata nello spazio in grado di depurare grandi volumi di aria dall’inquinamento indoor. Un progetto che sarà protagonista di roadshow internazionale di 24 mesi in 15 città tra cui Milano, Roma, Verona e Bari, sempre accompagnato dalla Mini Cooper S E Countryman ALL4.

La promozione Mini

A proposito, per chi stesse facendo un pensiero sul suv ibrido anglo-tedesco, ricordiamo che questo modello può beneficiare dei 2.500 euro di ecobonus. Non solo: anche senza rottamazione Mini garantirà comunque il massimo dell’incentivo, con un listino che parte quindi da 36.800 euro anziché da 39.300 euro. Nessun modello Mini invece, nemmeno le sportivissime Cooper S, sono colpite dalla sovrattassa calcolata sulla base delle emissioni, in quanto nessuna motorizzazione supera i 160 g/km.

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