primo test

Mitsubishi L200 pick-up, alla guida della sesta generazione [video]

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Arrivato anche in Europa il nuovo pick-up giapponese che eredita una lunga tradizione rinvigorendosi. Sempre a buon prezzo

A quarantuno anni dal lancio della prima generazione la Mitsubishi L200 si rinnova per affrontare il mercato con una sesta generazione più sicura e confortevole rispetto al passato. In concessionaria da fine anno come MY 2020 il nuovo pickup omologato N1 dei tre diamanti è in realtà una profondissima evoluzione del modello precedente visto che a livello meccanico e telaistico le novità sono ridotte seppur significative. Dove cambia tutto è alla voce sicurezza, con l'introduzione di sistemi ADAS decisamente più evoluti, ed a quella motori con il 4 cilindri 2.2 turbodiesel ora in grado di erogare 150 CV e 400 Nm di coppia massima. Simili ma diversi perché in termini estetici la sesta L200 vanta uno sguardo più tagliente e meno "rassicurante" rispetto alla quinta e questo dovebbe contribuire in modo sostanziale, a detta dei vertici Mitsu, di ritornare in vetta alla hit parade delle vendite dei mercati dei Paesi in cui è commercializzato: un numero spaventoso a livello mondiale ma che non comprende incredibilmente Giappone e nord America. Questo perché è un pickup troppo piccolo per le esigenze del mercato yankee e troppo oneroso per l'universo nipponico.

Linee che ora vantano uno sguardo più "determinato" grazie allo sguardo led (separa nettamente le funzioni della zona superiore dalle luci della zona mediana) oltre che dei gruppi ottici posteriori più tecnologici. Una svolta di design che si è resa necessaria dopo l'introduzione del Ford Ranger, oggi vero leader di mercato. Due, al solito, le varianti disponibili: Club Cab, quattro posti con porte posteriori ridotte e ad apertura controvento (528 cm) e Double Cab con cinque posti ed una lunghezza compessiva di 531 cm. Una lunghezza che mette assieme le esigenze di spazio interne ma anche un cassone estremamente spazioso - lunghezza di 152 cm e larghezza 147 - che offre tutta la versatilità che serve ad un veicolo di questo genere.

Tecnologicamente parlando la nuova L200 rappresenta un forte passo avanti rispetto alla quinta generazione: fari led, frenata automatica d'emergenza, segnalazione di veicoli negli angoli ciechi e avviso di cambio involontario di corsia sono ora presenti mentre continua a mancare il cruise control adattivo.

Come si guida

Il 2.2 turbodiesel da 150 CV della Mitsubishi L200 2020 rappresenta una evoluzione in chiave "eco" del motore che abbiamo conosciuto sino ad oggi: il 2,4 di passata generazione, infatti, va in pensione per fare posto ad un motore più moderno ed in linea con le ultime normative antinquinamento. Un motore come al solito abbinato ad un cambio manuale o all'automatico a sei marce: il manuale è un po' ruvido, "robusto" nel movimento della leva ma gentile di frizione, mentre l'automatico non sembra essere un fulmine di guerra ma è a nostro parere migliore rispetto al manuale. Il rumore del motore all'interno dell'abitacolo si nota in modo evidente nelle fasi di accelerazione ma il lavoro svolto dai tecnici per migliorare l'insonorizzazione - anche con accorgimenti per svuotare la pressione che si forma tra cabina e cassone - è evidente ad andatura costante, anche alle alte velocità: sotto questo punto di vista in Giappone hanno investito molto per rendere più "civile" l'uso di quello che in realtà è un vero fuoristrada con carrozzeria pick-up. Sì perché oltre ad avere un cassone in grado di portare molto peso ed offrire spazio in abbondanza la L200 sfrutta la trazione integrale Select e Super Select per offrire il massimo della trazione in ogni tipo di fondo, anche quando si usa il 4x4 su asfalto: vero cruccio dei sistemi meccanici, questa modalità su L200 non pone alcun problema in termini di usura gomme o riduzione del raggio di sterzo.

Il sistema nasce per far lavorare bene la macchina sia in modalità 4x2 (posteriore) che 4x4 senza differenziali bloccati: modalità di guida che si possono selezionare attraverso uno specifico comando in plancia che prevede impostazioni per fango, ghiaia, sabbia o roccia. Chiaramente quando si inizia a fare sul serio le cose cambiano ed il blocco meccanico dei differenziali fa la differenza laddove si arriva solo sfruttando le doti di un telaio estremamente robusto ed indipendente dalla cabina. L'assetto su strada è leggermente rigido e la vettura rolla un po' ma si guida molto meglio che in precedenza: la sensazione globale è di maggior confort e maggior armonia nella guida su strada pur senza variazioni in offroad: come al solito L200 è inarrestabile e passa situazioni fuoristradistiche apparentemente complesse con il piglio del vero fuoristrada. I consumi sono nell'ordine dei 10 km/litro senza particolari esagerazioni: si può fare meglio ma anche molto peggio, dipende dal carico e dallo stile di guida che si adotta.

In conclusione

Il nuovo L200 di sesta generazione è decisamente migliorato rispetto al quinto capitolo pur mantenendo quasi inalterate le caratteristiche meccaniche che l'hanno reso popolare in molti Paesi del mondo, paradossalmente non in Giappone ed in USA dove non viene importato. Interessante anche il prezzo: quello della nostra prova full-optional (Mitsubishi L200 Double Cab 2.2 DI-D Diamond 4WD) costa 40.000 euro ma ci sono le varianti d'accesso in listino a meno di 20.000 euro.

PRO

Spazio a bordo: si sta comodi

Dotazione tech: nel mondo pickup è "avanti"

Offroad: è inarrestabile

CONTRO

Cambio: l'automatico è molto lento, peccato.

Finiture: molto economica in alcune parti

Aiuti alla guida: manca il cruise control adattivo

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