prova su strada

Skoda Yeti

SUV compatto con anima cittadina
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E' il simbolo della nuova immagine Skoda: linee più personali e tecnica Volkswagen per un prodotto dedicato alle mamme ed alle famiglie non troppo numerose

Skoda Yeti
L'obiettivo di Skoda in Italia è chiaro e lampante: superare a breve l'1% di share in termini di vendite sul territorio nazionale. Un numero "piccolo", ma che in Italia significa fare meglio di marchi come Volvo, Mini, Honda, Seat o Kia, rappresentando dunque una sfida eccezionale nel contesto di una proposta estremamente ampia in ogni segmento e di una percezione del brand Skoda non certamente allineata con le qualità delle vetture.

Un po' SUV ed un po' monovolume, infatti, la C-SUV della Casa ceca ha davvero tutte le carte in regola per conquistare il cuore delle trentacinquenni, che nella Yeti troveranno spazio per la famiglia, per il tempo libero, pur senza dimenticare quel tocco di personalità nel look che non guasta mai. Insomma, una vettura potrebbe segnare una svolta in Skoda, proprio nel momento in cui si aprono scenari importanti con il prossimo arrivo della segmento A basata sul progetto Volkswagen UP (2011), i restyling della gamma Fabia e l'ampliamento della line-up di Octavia. Come dire che l'1% non è poi così distante.

Vista e rivista per alcune stagioni come Concept Car, la Yeti potrebbe anche essere pensata come una versione campagnola della Roomster. In effetti, per dimensioni (lunga 4.22m larga 1.79 ed alta 1.69m) e flessibilità dell'abitacolo ricorda molto da vicino quella della sorella MPV: tra le varie spicca il divano posteriore asimmetrico, che può scorrere longitudinalmente in modo indipendente tra una sezione e l'altra. Grazie a questo accorgimento il vano bagagli passa da 405 a 510 litri in pochi istanti, ma se è lo spazio quello che serve basta abbattere progressivamente gli schienali per arrivare ai 1.760 litri della configurazione biposto.

Niente male per una compatta che di sport utility non ha solo il look: sotto alle motorizzazioni più potenti c'è anche l'ultimo capitolo della trazione integrale Haldex, il quale grazie anche al differenziale elettronico EDS, non ripartisce solamente la coppia tra i due assi, ma la direziona verso le ruote con più grip, in modo da assicurare la massima trazione su ogni fondo.

Come se non bastasse, nel momento in cui il sistema "si accorge" della progressiva assenza di grip, attiva una speciale taratura dell'acceleratore, pensata per rendere più facile il dosaggio del gas in situazioni al limite. Non manca, come nelle SUV di alta gamma, la funzione OffRoad, che tra le varie vanta il Downhill Descent Assistant: se attivato, nelle discese più impegnative, la vettura è sotto controllo sino alla velocità 30 km/h.

Cinque i motori disponibili: due benzina, il 1.2 TSI da 105 CV ed il buon 1.8 TSI da 160 CV e tre duemila turbodiesel, nelle versioni 110, 140 e 170 CV. Per tutte, tranne che per la più piccola, la trazione integrale è di serie, così come il cambio manuale a sei marce. L'automatico DSG a sette rapporti c'è per la Yeti 1.2 TSI e, da luglio 2010, per la 2.0 TDI da 140 CV.

Tre gli allestimenti al lancio. Active, già molto completo e corredato di cerchi da 16" ed ESP; Adventure, che alla "standard" aggiunge l’airbag per le ginocchia, i cerchi in da 17", il cruise control; Experience, che ai plus del pacchetto Adventure aggiunge i fari allo Xeno, l'illuminazione supplementare in curva, il Climatronic, i vetri oscurati, lo specchio elettrocromatico e gli interni in tessuto bicolore.

Il mix fatto registrare con il primo migliaio di ordini "Italia" vede l'allestimento Adventure come il preferito (48% degli ordini), seguito dall'Experience (32%) e dall'Active (20%): un segnale, quest'ultimo, che denota un certo spostamento verso "l'alto" della clientela Skoda.

 

E' una C-SUV ma la sigla non deve spaventare più di tanto tutti coloro i quali pensano ancora che le città saranno presto chiuse agliSport Utility: le dimensioni della Yeti, infatti, sono leggermente inferiori a quelle di una Golf e di poco superiori a quelle di una Grande Punto.

Insomma una vettura con la quale nessuno si ritroverà a fare i conti in parcheggio, sempre che non siate abituati ad una Smart, e che non pone alcun limite in tema di visibilità a 360°: anzi, l'ampia superfice vetrata che corre attorno alla vettura non solo assicura una eccellente sensazione di spazio e di luminosità, ma ne assicura una visuale full-range davvero d'altri tempi.

Una visione che viene ulteriormente "impreziosita" dalla seduta un po' vecchia scuola MPV: seduta alta, posizione del volante non certamente in linea con le esigenze della clientela più sportiva e posizionamento delle gambe con un angolo compreso tra coscia e polpaccio piuttosto ristretto, sono elementi un po' dimenticati ma che alla fin fine risultano estremamente comodi per chi, con la Yeti, affronterà l'avventura quotidiana.

Un'avventura che prevede bambini, anche grandicelli, comodi davanti ma anche dietro e frequenti pit-stop al supermercato o in palestra, che trovano nel volume del bagagliaio e nella sua facilità d'accesso un elemento di spicco.

Perfettina dentro e più aggressiva fuori, la dinamica della Yeti è un mix di questi due valori: non eccelle in nulla di particolare ma alla fin fine fa tutto bene. E' silenziosa, facile da guidare, gode di un buon bilanciamento anche affrontando le curve in modalità "sporty" e se la cava bene anche in situazioni di off-road ben oltre la strada bianca: certo, per fare qualcosina in più ci vuole la trazione integrale, ma già con la trazione anteriore del 1.2 TSI si possono fare delle cose interessanti data l'altezza del corpo vettura. A patto, ovviamente, di montare delle gomme (M+S) adeguate.

Non è un caso la citazione al 1.2 TSI, a nostro parere una delle motorizzazioni più interessanti: prezzo contenuto, consumi da utilitaria, il piccolo turbo del Gruppo VW rappresenta un'ottima scelta se l'auto è destinata a rimanere per il 95% del suo tempo in città. La prestazione è quella di un moderno 1.6 a benzina, anche ai bassi regimi grazie alla compattezza della turbina, e l'abbinamento con il cambio DSG (che possiamo solo immaginare data l'assenza della combinazione nel nostro test) potrebbe davvero far la gioia di portafoglio e "voglia di confort" senza rinunce.

Niente male le celeberrime motorizzazioni TDI common rail, così come estremamente interessante abbiamo trovato il 1.8 turbo a benzina: si tratta di un'unità molto generosa, dotata di un allungo interessante. Da acquistare se la Yeti deve essere una prima macchina e non si percorrono, visti i consumi più elevati rispetto ai TDI, più di 12.000 km/anno.

I prezzi variano dai 18.830 euro della 1.2 TSI in allestimento Active ai 30.330 euro della 2.0 TDI Experience 4x4. La prima delle 4x4 in listino è la 2.0 TDI 110 CV in allestimento Active, in listino a 25.430 euro.
 
 

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