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Rally di Roma Capitale. A Lukyanuk l’Europeo, a Crugnola Gara 2 CIR

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Vince Max Rendina, il suo Rally Carousel mette in fila una lunga serie di highlights. Sabato è Lukyanuk meglio di Basso, domenica è Crugnola meglio di Basso e Lukyanuk. Al russo l’evento continentale, agli italiani una gara a testa del nazionale

Rally di Roma Capitale. A Lukyanuk l’Europeo, a Crugnola Gara 2 CIR

Fiuggi. Sabato Lukyanuk, sei Speciali vinte su 6 disputate, ha fatto il bello e il brutto tempo, Basso ha controllato l’Italiano e il Rally di cui era campione in carica in funzione dell’obiettivo certo di giornata, e il colpo di scena era stato la macchina di Crugnola definitivamente di traverso sulla prima Speciale, come una lisca piantata in gola al primo boccone. Il russo non aveva di che preoccuparsi, il veneto nemmeno. Gara interessante ma un po’ piatta. Bello il contesto, ma come sempre sinistro l’asfalto e micidiale quello “sporco” tirato dentro dai tagli. Per tutti l’imperativo di restare in gara, ovvero di non commettere errori (20 ritiri alla fine lo confermeranno). Crugnola aveva ammesso il suo sbaglio e i meccanici del Team ne avevano premiato l’onestà rimettendo a nuovo la C3 massacrata tra guardrail e montagna.

Quella era la scintilla della domenica dei fuochi. Max Rendina, deus ex machina del Rally di Roma Capitale, poteva immaginare quel grande epilogo solo all’alba dell’ultimo giorno, quando la probabilità di un ritorno di Crugnola era diventata una certezza. Poteva comunque sentirsi fiero di aver impresso al Rally cui dedica la sua fantasia creativa da 8 anni l’accelerazione del grande evento. Si decidesse a spostare il baricentro della sua creatura un po’ più a nord, e ancora un poco di più a Nord-Ovest, dell’Urbe, e magari a tornare alle ambizioni originali di un evento su terra, o perché no misto terra-asfalto, sono certo che sarebbero dolori per la “concorrenza”, leggi gioia infinita per gli appassionati. È comunque una mia idea.

Il primo a reagire, domenica, al rientro di Crugnola, è Basso. Vince le due prime Speciali e mette tra sé e l’avversario annunciato qualcosa di più di 6 secondi. Che il ritmo si sia alzato a causa di una faccenda personale tra italiani è chiarissimo. C’era da aspettarselo. Ben al di là del fatto che alla Russia la sfida nazionale italiana potesse interessare solo marginalmente. A Lukyanuk, infatti, bastava controllare lo sviluppo della gara fino alla fine, amministrando il sabato perfetto che lo aveva proiettato incondizionatamente in testa al Rally, per vincere la prima dell’Europeo 2020 davanti a Basso e Solberg. Oliver Solberg avrebbe fatto miracoli (e ancor di più per la sua età), ma il suo obiettivo “scolastico” era già abbondantemente centrato dal risultato assoluto che avrebbe portato a casa.

Poi all’improvviso, a far data precisa dalla nona speciale, la prima Guarcino, la storia prende tutt’altra piega. Crugnola e Ometto, con la Citroen di nuovo sotto controllo, rompono gli indugi e dilagano. Rovesciano completamente il quadro venutosi a delineare con la prima giornata di Gara e battono un ritmo insostenibile.

Una, due… l’equipaggio ex Citroen Italia e ora F.P.F., una sorta di gioco politico dell’emergenza all’italiana che non si beve nessuno, vince cinque prove speciali consecutive e passa da derelitto sconfitto della vigilia a dominatore della giornata. Dominando torna a gola il rammarico per quell’errore ancora a freddo, ma se si vive alla giornata e si rimanda la spina al debriefing questa è una di quelle che ti aiuta a dimenticare.

Basso trova un terzo acuto alla penultima Speciale, poi Crugnola chiude il Rally con il sesto successo personale. Molto bello, tutto di nuovo in riga.

Proviamo a far da interpreti. Senza se e senza ma. La prima giornata del Rally è quella che decide il Roma Capitale nella declinazione del Campionato Europeo. Lukyanuk batte Basso. La seconda giornata del Rally sposta il fuoco dei riflettori sulla sfida dell’Italiano. La “rinascita” di Crugnola cancella definitivamente ogni dubbio mai esistito sulla sua competitività, e la verve d’attacco di Basso, un moto d’orgoglio giustificato dalla forma olimpica del Campione in carica, si smorza nella considerazione del piano più a lungo termine: il CIR. Neanche a pensare diversamente, sarà una sfida nazionale a due, Basso, Volkswagen e Loran contro Crugnola, Citroen e… F.P.F.! Mancando all’appello il mito di Andreucci, la caparbietà di Scandola non fortunato a questo giro, e la spettacolare verve guastatrice di Campedelli, la storia è già a senso unico. Non per questo meno interessante.

Molto interessante concludere con un paio di annotazioni. Se sabato Lukyanuk aveva messo tutti in fila, domenica Crugnola ha ricoperto alla perfezione, 8 secondi a Basso e quasi mezzo minuto al russo, il ruolo del “cannibale”. Se sabato per Citroen era stato il giorno della polvere, domenica diventa il giorno dell’altare, con due C3 R5 vincitrici, prima tappa dell’Europeo e seconda dell’Italiano, e 12 delle 15 Speciali in saccoccia.

La terza annotazione è che non c’è che aspettarsi un Rally de il Ciocco a Valle del Serchio al fulmicotone. Voglio sentire il suo super Organizzatore, Valerio Barsella, se è in tempo ad aggiungersi all’Europeo e se ha voglia di invitare Lukyanuk!

Ormai è ora di pensare in grande, è cinema Paradiso.

Rally di Roma Capitale. Risultato finale

1 Alexey Lukyanuk (RUS)/Dmitriy Eremeev (RUS) Citroën C3 R5 1h58m57.0s
2 Giandomenico Basso (ITA)/Lorenzo Granai (ITA) Volkswagen Polo GTI R5 +16.1s
3 Oliver Solberg (SWE)/Aaron Johnston (IRL) Volkswagen Polo GTI R5 +1m03.2s
4 Craig Breen (IRL)/Paul Nagle (IRL) Hyundai i20 R5 +1m57.0s
5 Simone Tempestini (ROU)/Sergiu Itu (ROU) Škoda Fabia R5 +1m58.3s
6 Efrén Llarena (ESP)/Sara Fernández (ESP) Citroën C3 R5 +2m15.9s
7 Grégoire Munster (LUX)/Louis Louka (BEL) Hyundai i20 R5 +2m20.5s
8 Filip Mareš (CZE)/Radovan Bucha (CZE) Škoda Fabia Rally2 Evo +2m26.0s
9 Emil Lindholm (FIN)/Mikael Korhonen (FIN) Škoda Fabia Rally2 Evo +2m54.0s
10 Miko Marczk (POL)/Szymon Gospodarczyk (POL) Škoda Fabia Rally2 Evo +3m25.1s

 

© Immagini Marco Passaniti

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