intervista

Claudio Domenicali: «Ducati più forte con Audi»

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Il CEO di Ducati Motor Holding, a margine della presentazione Ducati 899 Panigale al Salone di Francoforte, ha raccontato delle sinergie in atto con Audi. Che non sono a senso unico

Claudio Domenicali: «Ducati più forte con Audi»

«Per me che sono un ingegnere, e sono stato in azienda 22 anni prima di avere la responsabilità di guidarla, avere un'azionista come Audi è motivo di grande soddisfazione perché Audi è molto concentrata sui contenuti tecnici, ai suoi sviluppi e sul prodotto».

 

Inizia così la chiacchierata a Francoforte con Claudio Domenicali. L'ingegnere bolognese è dall'aprile di quest'anno l'amministratore delegato di Ducati. In forza alla Casa di Borgo Panigale dal 1991, è stato già direttore generale e membro del Cda. Una carriera tutta interna a Ducati Motor Holding la sua: laurea in ingegneria meccanica a Bologna e un percorso professionale cominciato con la Supermono da corsa sotto l'ala di Massimo Bordi. Nel 1999 è amministratore delegato Ducati Corse, poi nel 2005 diventa direttore R&D prodotto, fino alla nomina nel 2009 a direttore generale e responsabile dei processi Sviluppo Prodotto e Operations.

Ducati cresce nel mondo

«Parlando del 2013, anticipo che sarà un ottimo anno in termini di vendite, dopo gli anni record del 2011 e 2012. Ducati è in ottima salute e questo 2013 sarà un altro buon anno, anche se il profilo delle vendite è variegato. L'Italia vale ormai soltanto il 10%, e questo può essere un male ma anche un bene visto l'andamento economico interno. Un ottimo anno grazie soprattutto all'andamento internazionale. In Thailandia venderemo 2.500 moto, più di tanti paesi europei, e lì non c'eravamo per cui la crescita è del 70%. Poi la Cina con 400 moto e un +70%, in Brasile ci siamo da poco e stiamo vendendo 100 moto al mese. Rispetto al 2012 abbiamo perso nel sud Europa, ma siamo stabili al nord Europa e in USA, con la crescita in Asia e Brasile che non ci fa soffrire rispetto all'anno scorso.

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L'ultima nata in casa Ducati, la 899 Panigale, è stata presentata a Francoforte, nel corso della VW night

 

«Abbiamo dislocato impianti di assemblaggio in Thailandia e Brasile per i mercati locali, perché in quei Paesi ci sono forti vincoli all'importazione. Non significa che ridurremo il peso dello stabilimento di Bologna, anzi abbiamo in programma un piano pluriennale di crescita per la produzione nel resto del mondo che verrà sempre fatta a Borgo Panigale».

 

«Sui valori strategici della nostra marca, che sono stati concordati con Audi, dico che non ci saranno rivoluzioni nel futuro. Audi desidera che Ducati diventi ancora di più il riferimento fra i produttori di moto sportivi. Non ci saranno aumenti di produzione importanti perseguendo ad esempio le piccole cilindrate, dedicate a India o Far Est, ma potenzieremo la presenza nei mercati attraverso i nostri prodotti premium».

2012: vendute 44.000 moto

«I valori fondamentali restano quelli su cui abbiamo costruito il successo degli timi anni, dal record di vendite del 2012 con 44mila moto vendute. Quindi ci sarà una estrema ricerca del miglioramento del prodotto e ricerca della maniacale della riduzione del peso. Ducati è in ogni categoria il riferimento in termini di peso ridotto. Perché secondo noi le moto sono tanto più divertenti quanto più sono leggere».

Puntiamo sull'uso della tecnologia per ridefinire la moto sportiva. Una nuova sportiva che deve adattarsi all'uso di tutti i giorni, che deve essere più facile e più sicura

 

«Altro aspetto su cui puntiamo è l'uso della tecnologia per ridefinire la moto sportiva. Una nuova sportiva che deve adattarsi all'uso di tutti i giorni, che deve essere più facile e più sicura. Ora le Ducati hanno tutte l'ABS, il controllo di trazione, mentre il riding mode consente di cambiare l'erogazione del motore o il set up delle sospensioni. Una sportività matura, sviluppata in maniera solida nel lungo periodo, adeguata al fatto che la sicurezza è sempre più importante. Stiamo sviluppando con Dainese un sistema di Air Bag molto avanzato».

La 899 Panigale

«Oggi siamo 1.300 persone con la passione per le moto come driver principale. Siamo un'azienda piccola ma fatta di persone che si divertono nel guidare le moto e che vogliono costruire le nuove Ducati passando le stesse emozioni. Non puntiamo a competere con i volumi con gli altri costruttori, ma vogliamo far crescere Ducati in modo che diventi un'eccellenza ancora più consolidata. La 899 Panigale è un buon concetto di “performance redefined”: super sportive ma a misura d'uomo, dalla posizione in sella alla guidabilità del motore, una fruibilità che ampli l'accesso al mondo Ducati».

Uno dei vantaggi sinergici tangibili con Audi è la capacità di raggiungere limiti più elevati per il motore.

 

Con Audi le sinergie possono essere in ambo le direzioni?

«Ci sono macro temi sui quali ci stiamo confrontando. Abbiamo la possibilità di accedere a una banca dati davvero notevole, rispetto a un anno fa. Ad esempio vengono costantemente seguite le innovazioni che vedranno la luce solamente fra otto o dieci anni. Dai sistemi di assistenza alla guida, all'illuminazione, ai materiali leggeri a costi gestibili. Noi in ogni progetto ora abbiamo l'accesso a soluzioni studiate per il mondo dell'auto, soluzioni che la produzione moto non potrebbe economicamente sostenere. E' una sorta di supermarket dell'innovazione a cui possiamo accedere».

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Ducati sta raggiungendo grandi traguardi commerciali in molti Paesi sparsi in tutto il mondo, pur mantenendo la maggior parte della produzione a Borgo Panigale

I vantaggi di avere Audi

«Poi se i nostri tecnici hanno necessità di un supporto specifico trovano subito dei referenti. C'è per esempio una convention annuale dedicata a tutti i motoristi del gruppo. Insomma c'è la possibilità di fare network. Uno dei vantaggi sinergici tangibili con Audi, senza entrare nel dettaglio, è la capacità di raggiungere limiti più elevati per il motore. Di sinergie ce ne sono anche dal punto vista commerciale: ad esempio usiamo un loro sistema di finanziamento per il credito al consumo. Al contrario l'esperienza Ducati può servire ad Audi se si pensa alla produzione di piccole serie, piccole sempre rispetto alla scala dell'auto. E' interessante per il Gruppo utilizzare le competenze che Ducati ha sviluppato nel tempo per la costruzione di componenti con un costo di produzione ragionevole. I Nostri fornitori sviluppano ottime componenti con investimenti molto inferiori al mondo auto».

 

In passato vi siete legati con AMG per creare eventi utili a entrambi i marchi. La stessa cosa si potrebbe ripetere ora?

«Queste sinergie di gruppo sono nella nostra agenda. Ad esempio per far crescere la nostra immagine in Cina, dove è anche difficile ottenere nuove immatricolazioni nelle metropoli, potrebbe certo essere utile fare qualcosa con Lamborghini. Posizionando le nostre moto come premium, quindi nella fascia alta del mercato».

 

In Thailandia e Brasile venderete attraverso i canali auto?

«In Thailandia si fa assemblaggio, la produzione è europea, è un nostro impianto. In Brasile operiamo invece con un service provider di Manaus dove lavorano anche altre aziende, questo per beneficiare dei dazi. Nella rete Audi non vengono vendute le Ducati».

  • alerno, Borgo di Terzo (BG)

    A ME DUCATI GIA NON PIACE PIU

    Per tutto il mondo non italiano Ducati rappresentava la massima espressione dello sviluppo sportivo su due ruote, ed anche la realizzazione materiale della passione e la sensibilità latina, italiana.

    Adesso invece c’e una azienda che sicuramente ha migliori venditi, che ha più soldi, una posizione nei mercati più forte, sicuramente sono anche tecnicamente piú affidabili. Ma quella esperienza sensoriale unica, speciale, da quei prodotti ultra dinamici senza concessioni, frutto del puro arte per le macchina, è scomparsa.

    Si sono andate via anche i successi sportivi.

    Adesso abbiamo le Diavel, la grassa Monster Evo, la Hypermotard che progressivamente perdono lo spirito Ducati servendosi dei stereotipi per fare soltanto oggetti di consumo molto venduti.

    È lo stesso che successe con Lamborghini, appartenendo a Volkswagen (perché dobbiamo farli il gioco di dire "Audi" quando sappiamo che in definitiva tutto è essenzialmente Volkswagen, tutti i soldi vano ai azionisti tedeschi).

    Una azienda leggendaria, anzitutto meccanica, adesso è soltanto un’azienda commerciale molto efficiente nelle vendite.
  • Helixpomatia, Aosta (AO)

    Mah

    Premetto che ho sempre desiderato una Ducati. Purtroppo prima si sono montati la testa iniziando a fare moto ipercostose. Poi hanno venduto ai tedeschi. Se ci fosse dalle mie parti un meccanico onesto e bravo a lavorarci su, mi prenderei una Monster 620 usata ma purtroppo... non c'è. Quindi non avrò mai una Ducati. Se nelle lasagne poi, ci ficchi i crauti, non viene un granchè. Potrebbero anche cambiare il nome in DucAudi o Dukaten Motorrad...
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