Mini Crossover compatto alla francese, nei soli 4,12 metri di ingombro longitudinale ci sono cinque porte e tecnologia, combinati a uno stile personale e personalizzabile. È più alta di circa dieci centimetri e poco più comoda di un’utilitaria, con qualche centimetro in più anche internamente pur essendovi paragonabile per ingombro esterno e oneri. Le principali soluzioni nei sistemi veicolo sono condivise con la rivale parente Juke e con la Clio IV, non mancano le varie novità tecnologiche (inseribili pagando) per comandi vocali e sensoristica di assistenza alla guida, con videocamera. Ottima la sicurezza e gradevoli, pur se non propriamente lussuose, alcune soluzioni usate, come per lo smontaggio delle imbottiture sedili, o per l’ergonomia dei portaoggetti. Disponibile anche bicolore, sia fuori sia dentro ha più stile che immediatezza di risposta alla guida.
I motori, benzina o diesel, sono tutti sovralimentati, anche se non in grado di rendere Captur un fulmine di guerra come certe versioni delle molte rivali, con i secondi pensati per risparmiare sul carburante. È disponibile anche il cambio automatico, solo per alcune motorizzazioni, mentre sono tre gli allestimenti, con quello intermedio già abbastanza completo.
La relativamente recente immissione sul mercato di Renault Captur, è tale da non denotare un marcato comportamento sul fronte dell’usato, che sembrerebbe comunque di quelli in grado di tenere più della media il proprio valore. La diffusione è maggiore nelle motorizzazioni a gasolio.
Giovane progetto che ha debuttato a Ginevra 2013, due anni dopo l’anteprima del relativo concept, Captur è figlia di un disegno che ha dato spunto a vari modelli in seno al gruppo francese. Con questo veicolo dal forte stile, la Casa ha puntato al segmento dei mini SUV riempiendo la gamma e ottenendo subito buoni riscontri di mercato, grazie a contenuti tecnici pienamente sul fronte dell’innovazione al momento dell’uscita e uno stile abbastanza singolare. Subito la valutazione a cinque stelle nei test sicurezza EuroNCAP.