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Renault Captur E-Tech | 65 km elettrici per la SUV compatta. La nostra prova

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65 km di autonomia in elettrico grazie ad un pacco batterie da 9,8 kWh ed un sistema ibrido basato su una tecnologia di trasmissione che non usa frizioni e sincronizzatori per essere super efficiente. Ecco come è fatta e come va

Renault Captur è una macchina che piace agli italiani e sulla scia di questo successo in Renault Italia hanno la concreta speranza che anche la variante ibrida plugin possa effettivamente continuare il successo delle varianti a benzina e diesel viste sino ad oggi.

Ma andiamo con ordine e partiamo dalle misure di questa nuova Renault Captur e-tech perché a vederle da fuori tra a nuova variante ibrida e quelle tradizionali non ambia nulla: anzi, se non fosse per lo sportellino aggiuntivo a protezione della presa di ricarica e per il badge e-tech le diverse motorizzazioni potrebbero essere confuse. Lunga 422 cm, larga 180 ed alta 157, la Captur e-tech una differenza sostanziale però ce l’ha e si trova nel bagagliaio: si passa da 420 a 379 litri di capienza del bagagliaio.

Questo perché, nonostante l’ingegneria Renault abbia pensato la piattaforma CMF-B anche per essere elettrificata, parte del volume della batteria viene integrata anche in zona bagagliaio oltre che sotto ai sedili di chi siede dietro.

La gamma Renault e tech
La gamma Renault e tech

Insomma ogni mm di spazio in questa vettura assume una funzione e non può che essere così visto che in quei 264 di passo di sviluppano due macchine, di cui una a benzina ed una elettrica. La prima è spinta da un millesei aspirato da 91 CV che si combina, attraverso una trasmissione molto sofisticata, a due motori elettrici 49 kW parallelo ed uno seriale (un superalternatore che funge anche da motorino di avviamento) da 25 kW per una potenza complessiva di 160 CV.

Tre motori che lavorano all’unisono per assicurare bassi consumi (1,5 l/100km) e prestazioni relativamente interessanti (0-100 km/h in 10,1 secondi e 173 km/h) in un contesto di dialogo assicurato da una trasmissione tutt’altro che banale: come in F1, infatti, sono utilizzati ingranaggi a denti dritti ed innesti frontali senza sincronizzatori e frizioni per dare vita ad un inedito cambio multi-mode. Per funzionare la vettura parte sempre in elettrico - e fa la retro in elettrico - trasferendo la coppia alle ruote attraverso una serie di combinazioni con i quattro rapporti disponibili che prevedono la sincronizzazione delle marce con la velocità velocità dei motori (benzina in particolare) attraverso l’intervento dei motori elettrici. Insomma un sistema molto complesso, che prevede 15 diverse combinazioni, che in realtà è estremamente leggero ed efficiente a tutto vantaggio di consumi e prestazioni.

Ecco perché la Captur è in grado di percorrere fino a 65 km in città con un pieno di energia ed ecco perché in Renault hanno deciso di puntare su un motore aspirato: perché il ruolo di questa unità a benzina è quello di essere pronto all’uso in modo rapido, senza effetti dannosi del turbo lag o la gestione di temperature più sofisticate che un motore turbo richiede. Questo perché il motore di per sé non è più un motore in grado di fare tutto in questa macchina entra a far parte di una power unit in cui il suo “mestiere” viene richiesto nelle fasi di massima richiesta di potenza o, paradossalmente, come generatore di corrente non collegato alla trasmissione. 

Insomma la Captur e-tech è sì una auto a benzina ma forse la sua anima elettrica è addirittura superiore rispetto a quella termica e questo si evince in ogni fase di guida: dall’avviamento al mattino sino alla velocità autostradale, dove il lavoro del benzina per forze di cose prende comunque il sopravvento. 

Gli interni della Captur e-tech
Gli interni della Captur e-tech

Ricaricabile in quattro ore dalla normale parete di casa ed in tre attraverso una fast Charge - ricarica al massimo a 3,7 kw - la nuova Renault Captur e-tech è sostanzialmente identica alle varianti standard per quanto riguarda gli allestimenti e i sistemi di aiuto alla guida. Quello che cambia sono alcune schermate riservate all’elettrificazione nel sistema multimediale, al quale è possibile collegarsi anche dall’esterno attraverso la specifica app.

Alla guida la nuova Captur e-tech appare fluida e morbida anche quando si guida al limite: il dubbio relativo ad una potenziale ruvidità di un sistema di cambio come questo svaniscono velocemente perché è evidente come in Renault siano riusciti a mettere a punto un’elettronica in grado di coordinare molto bene il lavoro dei diversi motori, sia per il recupero di energia ma anche per la sincronizzazione dei rapporti che avviene in modo assolutamente indipendente dalla volontà del guidatore. Chi si trova al volante, esattamente come nelle vetture a cambio automatico, deve solo pensare ad accelerare e frenare girando il volante…

Solamente in alcuni frangenti della guida al limite, quando si frena forte magari in discesa e si prende una buca si sente un “cloc” arrivare dalla trasmissione: nulla di preoccupante, è semplicemente il sound di una meccanica per forza di cose “rigida” e pensata per essere efficiente nel contesto di una vettura ibrida innovativa come questa.

Silenziosa, se non quando si spinge al limite, la nuova Captur gestisce molto bene l’energia accumulata all’interno del pacco batteria dimostrando di potersi avvicinare ai dati dichiarati da Renault: peccato solamente che questa soluzione, per il momento, non permetta l’attivazione della trazione integrale anche se è possibile pensare che sull’asse posteriore si possa integrare un terzo motore elettrico per spingere le ruote dietro. Perché no.

Nuova Captur E-Tech Plug-In è in vendita a un prezzo di 32.950 euro in allestimento Intens e di 36.950 euro nella versione Initiale Paris

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