Bologna, polizze auto fantasma: scoperta una rete di 16 indagati dopo la denuncia di un 41enne

Bologna, polizze auto fantasma: scoperta una rete di 16 indagati dopo la denuncia di un 41enne
Pubblicità
Un automobilista di Mezzolara di Budrio acquista una polizza RC auto online, paga il premio ma l’assicurazione non viene mai attivata. La querela ai carabinieri porta a smascherare una struttura criminale con base sul web: 16 persone denunciate per truffa, riciclaggio e associazione a delinquere.
15 gennaio 2026

Aveva trovato l’offerta giusta confrontando diverse compagnie su un portale specializzato: una nuova polizza auto per 306 euro, apparentemente regolare e con contatti telefonici pronti a rassicurarlo. Ma dietro quella proposta si nascondeva una falsa agenzia assicurativa, organizzata per truffare decine di automobilisti.

È la vicenda di un 41enne residente a Mezzolara di Budrio, alle porte di Bologna, che dopo aver pagato il premio richiesto si è accorto che la copertura non era mai stata attivata. Quando ha provato a chiedere spiegazioni ai presunti assicuratori, ogni tentativo è andato a vuoto: numeri irraggiungibili, intermediari spariti, nessuna risposta concreta. A quel punto l’uomo ha deciso di rivolgersi ai carabinieri e presentare querela.

Da quella denuncia si è aperta un’inchiesta che ha portato alla luce un sistema ben più esteso del singolo raggiro. Le indagini, coordinate dalla Procura di Bologna, hanno permesso di individuare la pagina web utilizzata per le false stipule, con sede fittizia in Italia, e di ricostruire i flussi di denaro destinati a conti riconducibili a terzi.

Gli investigatori sono risaliti così a un gruppo composto da 16 persone tutte italiane, con età compresa tra i 19 e i 51 anni - ora indagate per truffa in concorso, associazione per delinquere e riciclaggio. Secondo gli inquirenti si trattava di un sodalizio criminale strutturato, capace non solo di attirare vittime tramite un sito ben confezionato, ma anche di riciclare i bonifici di automobilisti verosimilmente truffati in altre parti del Paese.

Il meccanismo prevedeva infatti un intermediario telefonico che curava il primo contatto con il cliente, per poi sparire dopo il pagamento. Da lì il denaro veniva disperso tramite movimenti mirati verso conti differenti, con lo scopo di ostacolare la tracciabilità. Il caso del 41enne non sarebbe isolato: dopo la sua denuncia, altri cittadini avrebbero segnalato episodi analoghi, alimentando il sospetto di decine di raggirati.

 

Foto: Corriere di Bologna

Naviga su Automoto.it senza pubblicità
1 euro al mese
Pubblicità