F1, capolavoro Alonso a Zandvoort: "Due soste? No, serviva deviare dalla norma per andare a punti"

F1, capolavoro Alonso a Zandvoort: "Due soste? No, serviva deviare dalla norma per andare a punti"
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Fernando Alonso firma un'impresa al Gran Premio d'Olanda chiudendo al nono posto grazie a una strategia azzardata a una sola sosta. Il pilota spagnolo analizza i progressi del telaio Aston Martin e la gestione del motore Honda, ma ammette le difficoltà vissute in gara tra problemi di radio e traffico in pista.
23 agosto 2026

Un nono posto che pesa come un podio. Fernando Alonso torna nella zona punti dopo una prestazione magistrale al Gran Premio d’Olandaestraendo il massimo potenziale dal nuovo pacchetto e dalla power unit Honda debuttata a Zandvoort. Due punti d'oro per l'Aston Martin, una vera e propria boccata d’aria fresca dopo un avvio di stagione complesso e una pausa estiva servita a riorganizzare le idee e ricaricare le batterie. Il vero capolavoro dello spagnolo si è consumato sulla gestione delle gomme: unico pilota in griglia a completare la gara con una sola sosta, affrontando ben 28 giri sul mescola soft.

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Spiegando la scelta strategica, l'asturiano ha sottolineato la necessità di rischiare. "Non era quello il piano. Penso che il piano fosse di fare due soste per andare sul più convenzionale, ma a volte dobbiamo deviare un po' da quelle che sono le cose normali." L'intuizione è nata dalla necessità di scappare dal traffico a centro gruppo: "Quando siamo nel traffico non riusciamo a sfruttare il nostro potenziale. Siamo più veloci in curva, mentre chi ci sta davanti è più lento sul dritto, e noi restiamo bloccati dietro. Quindi, non appena abbiamo pista libera davanti, cerchiamo di approfittarne, anche se non garantisce la prestazione ottimale o la strategia ideale, ed è quello che abbiamo fatto oggi".

L'analisi si è poi spostata sul pacchetto tecnico portato in pista dal team di Silverstone. Se dal lato telaio i passi avanti sono evidenti, la gestione del motore richiede ancora affinamento: "Un altro passo avanti, soprattutto sul fronte del telaio: abbiamo portato quattro o cinque componenti qui. Inoltre, il pacchetto di Budapest è stato compreso durante la pausa e, con tutti i dati a disposizione dopo la gara, abbiamo perfezionato un po' l'assetto attorno a quella nuova specifica, più le nuove barre. Penso che ora stiamo ottimizzando il lato telaio e siamo in grado di estrarne il massimo".

Sulla power unit, Alonso mantiene il consueto pragmatismo: "Il motore è più difficile. Non credo si possa parlare in modo chiaro e netto di aver ottenuto più potenza o meno. Dal punto di vista del pilota, cambi circuito a un mese di distanza dall'altra gara. Guidabilità e risposta del motore hanno reso questo un weekend difficile. Stiamo lottando di nuovo con le scalate di marcia e con il freno motore da una curva all'altra, quindi è stato un fine settimana impegnativo da quel punto di vista".

Alla domanda se la top ten rifletta il reale valore espresso in pista, il due volte campione del mondo ha risposto con fermezza: "Sì, penso di sì. Abbiamo conquistato un punto a Monaco con nove ritiri, e oggi ne abbiamo presi due con pochissimi ritiri, credo. Penso che sia stato ampiamente meritato. Probabilmente a Budapest avremmo potuto fare un po' meglio. Dipenderà da circuito a circuito, in base a quanti rettilinei ci sono. Non mi expecto di essere competitivo a Monza, ma magari in altri tracciati avremo un'altra occasione per andare a punti".

Infine, un siparietto ironico sui problemi di comunicazione via radio che hanno caratterizzato la sua corsa. "Sì, un sacco di problemi alla radio. Non riuscivo a sentirli e a quanto pare nemmeno loro sentivano me, il che è stata una buona notizia!" Servito a stemperare la tensione, l'inconveniente non ha intaccato la chiarezza d'intenti: "La strategia era chiara, ma alcune bandiere blu, i sorpassi, le manovre di difesa... questo genere di cose a volte è stato frustrante".

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