F1. "Non potevamo dirlo a Lewis": Vasseur svela la verità sul caos radio tra Hamilton e Leclerc nell'addio a Zandvoort

F1. "Non potevamo dirlo a Lewis": Vasseur svela la verità sul caos radio tra Hamilton e Leclerc nell'addio a Zandvoort
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Dalla mancata comunicazione via radio tra Hamilton e Leclerc alla gestione gomme e al nodo budget cap: Frédéric Vasseur racconta i retroscena dell'ultimo GP a Zandvoort
23 agosto 2026

L’addio definitivo della Formula 1 a Zandvoort lascia alla Scuderia Ferrari la consapevolezza di una monoposto veloce, ma anche il rammarico per non aver concretizzato l'intero potenziale a disposizione. Nel Gran Premio d’Olanda che chiude la storia del tracciato olandese nel calendario iridato, Lewis Hamilton e Charles Leclerc hanno tagliato il traguardo rispettivamente in quarta e quinta posizione, al termine di una gara molto complessa.

Foto copertina: ANSA

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A fare un bilancio del weekend olandese è stato il Team Principal Frédéric Vasseur, partendo proprio dal pacchetto di aggiornamenti al fondo e dal passo mostrato: "Se ci aspettavamo di più? Sì e no. Il passo questo weekend era buono, non è affatto un problema di potenziale della vettura. Se però ci manca qualcosa durante la domenica, tutto diventa più difficile. L'esecuzione della gara non è stata ottimale: alla prima partenza eravamo forti con le mescole morbide rispetto a chi montava le hard, poi il pit stop è andato bene, ma il ritmo puro era assolutamente decente".

Sulla differenza di rendimento tra qualifica e gara e sul peso degli sviluppi, il manager francese ha precisato: "È sempre un vantaggio avere un'aerodinamica migliore, sospensioni più efficaci o un motore più prestazionale, ma il nostro problema in qualifica non è una costante stagionale. A Spielberg, per esempio, abbiamo fatto meglio al sabato che alla domenica. La gestione delle gomme in qualifica richiede un approccio completamente diverso rispetto alla gara: puoi essere efficace su un fronte e faticare sull'altro. A Zandvoort le condizioni fredde hanno complicato le cose. La griglia è così serrata che quattro macchine sono racchiuse in pochi centesimi. Ieri Lewis nel giro di lancio ha dovuto rallentare dopo curva 10 per via del traffico, ha perso due o tre decimi in curva 1 e si è ritrovato indietro. Inoltre, abbiamo scelto di risparmiare un set in Q2: forse, col senno di poi, non è stata la chiamata giusta. Abbiamo dimostrato di poter essere al vertice a sprazzi, ma non per tutto il tempo".

Analizzando il rendimento degli pneumatici e la dinamica dei primi giri, Vasseur ha aggiunto: "Guardando i dati del via, la preparazione delle gomme non è stata una criticità. Al primo start con le soft contro le medie siamo stati aggressivi ed è andata bene. Al secondo start, invece, ci siamo ritrovati dietro a Piastri che montava le dure, perdendo il nostro vantaggio nei primi dieci giri".

Uno dei passaggi più delicati della sua analisi ha riguardato la gestione dei piloti via radio e la comunicazione sulle strategie: "Non volevamo svelare a Lewis la strategia in quel momento per non rivelarla ai rivali, perché l'idea era tenerlo in pista fino alla fine. Charles doveva rientrare ai box, ma abbiamo prolungato il suo stint di un giro creando un po' di confusione. Non sono preoccupato: nel briefing chiariremo tutto. Charles era frustrato per la scelta delle mescole, ma oggi tutti erano un po' spiazzati: le differenze tra i tre compound erano minime ed era difficile avere un quadro limpido. Abbiamo dovuto modificare la strategia in corsa, imparando anche dalle mosse degli altri. Si può sempre dire a posteriori cosa sarebbe stato meglio fare. Quando Lewis ha raggiunto Charles, ci aspettavamo che Charles rientrasse subito, ma con un'altra vettura nella scia gli abbiamo chiesto di fare un giro in più. Non è banale chiedere uno swap di posizioni sul rettilineo in quella situazione. Riguardando la corsa, ora la gestirei diversamente, ma molte cose non le abbiamo comunicate a Lewis semplicemente perché il piano era andare fino in fondo, non era una questione di spingere”.

Infine, lo sguardo si allarga alla gestione dei motori, ai nodi logistici del finale di campionato ancora non confermato per la crisi in Medio Oriente e al confronto diretto con i rivali: "Sul fronte chilometraggio motori non è semplicissimo gestire il finale con dieci o dodici gare ancora da disputare, ma abbiamo margine sufficiente. Il piano di sviluppo non cambia. Il punto più delicato riguarda il budget cap: affrontare trasferte come Abu Dhabi e Qatar ha un costo enorme, e quelle risorse altrimenti potrebbero essere destinate allo sviluppo. È una questione comune a tutta la griglia: per ragioni logistiche dovremo prendere una decisione collettiva entro settembre prima di spedire il materiale in Medio Oriente. La grande lezione di questo fine settimana è che per vincere e stare davanti serve un'esecuzione perfetta. Vale per noi come per Russell, che ha vinto ieri nella Sprint e oggi ha chiuso terzo lontano dalla vetta. Tranne che per Max, tra la prima e la sesta posizione basta un dettaglio nell'esecuzione per cambiare tutto. Sull'episodio tra George e Antonelli c'era un grande delta di passo, e senza la Virtual Safety Car due giri in più avrebbero certamente aiutato a tentare il sorpasso, visto che erano già ruota a ruota prima della neutralizzazione".

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