Per inviarci segnalazioni, foto e video puoi contattarci su info@moto.it
Un secondo posto sudato ma fondamentale per la classifica: Andrea Kimi Antonelli esce da Zandvoort ampliando il proprio margine in testa al Mondiale Piloti, al termine di una gara complessa e ricca di colpi di scena. Su un tracciato tecnico e insidioso come quello olandese, il giovane pilota bolognese della Mercedes ha piazzato un'ottima partenza, riuscendo a portarsi temporaneamente in testa alla ripartenza dopo l'incidente che ha visto coinvolto Max Verstappen.
Con il passare dei giri, tuttavia, la spinta della McLaren di Lando Norris ha preso il sopravvento, costringendo Antonelli a cedere la leadership. Un successivo pit stop in regime di Virtual Safety Car ha poi rimescolato le carte in casa Mercedes, portando George Russell momentaneamente davanti al compagno. Al giro 66, però, il muretto di Brackley ha ordinato lo swap position, con Russell che ha lasciato sfilare l'italiano per consegnargli il secondo gradino del podio finale.
A fine gara, Antonelli non ha nascosto le difficoltà incontrate nella seconda parte del Gran Premio, pur promuovendo la strategia complessiva della squadra. "È stata una seconda metà di gara difficile per me, soprattutto nell'ultimo stint con le dure, faticavo davvero tanto. Avevo poca fiducia nella macchina e sì, non è stato facile. Poi ovviamente siamo rientrati ai box ed è stato un po' complicato anche quello. Però devo ringraziare George, perché mi ha reso la vita molto più facile. Penso comunque che avremmo potuto rimanere fuori ed arrivare fino in fondo con lo stesso treno di gomme, perché la sosta ci ha messi un po' a rischio. Sento anche che abbiamo messo a rischio George facendomi passare. Alla fine, però, è stata un'ottima gestione di squadra per come stavano andando le cose. Credo che oggi il secondo posto fosse il massimo a cui potevamo aspirare, perché il passo delle McLaren, specialmente nella seconda parte, era semplicemente troppo forte".
Rispetto ai team radio concitati emersi durante la corsa, il pilota italiano ha chiarito che il feeling con la monoposto è cambiato radicalmente con l'ultimo set di mescole. "No, è stato davvero strano perché mi sentivo bene con le medie. Mi sono trovato discreto nel primo stint con le dure, ma nel secondo la macchina era davvero strana da guidare e scivolava molto. Devo analizzare il perché, ma è sicuramente qualcosa da verificare dato che il calo di passo è stato notevole. Nel primo stint andavo quasi allo stesso ritmo del secondo stint con le dure. Devo approfondire il motivo per cui è andata così, ma per oggi sono comunque contento del P2".
Non sono mancati i punti fermi su cui costruire il prosieguo del campionato, a partire dalla manovra di spegnimento dei semafori fino allo sguardo rivolto alle prossime evoluzioni tecniche. "Le sensazioni non erano eccezionali, le condizioni erano molto insidiose e scivolose. Insieme al team abbiamo fatto un ottimo lavoro nel cercare di interpretare l'aderenza nel miglior modo possibile. Da quel punto di vista è stata probabilmente la miglior partenza della stagione, anche perché finalmente ho guadagnato posizioni invece di perderne".
Sul fronte dello sviluppo, Antonelli sa bene che la rincorsa di Norris richiede una pronta risposta da parte degli ingegneri Mercedes. "Di certo non siamo più la macchina più veloce in pista, siamo probabilmente la seconda o la terza forza, almeno nella gara di oggi. La McLaren ha fatto un enorme salto in avanti, specialmente dall'Ungheria con il grande pacchetto di aggiornamenti che ha portato. Ho comunque fiducia nella squadra, che sta lavorando duramente sul prossimo pacchetto in arrivo. Vogliono essere certi che funzioni a dovere una volta montato. Nelle prossime gare sarà più difficile e sfidante, ma siamo pronti a dare il massimo e a cogliere ogni opportunità, sperando che quando toccherà a noi portare gli aggiornamenti si possa tornare ad avere un vantaggio".