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Un Gran Premio d’Olanda dai due volti per George Russell, che chiude sul terzo gradino del podio un fine settimana iniziato sotto i migliori auspici. Dopo la pole position nelle qualifiche Sprint e la vittoria nella gara corta del sabato, il pilota britannico della Mercedes ha perso lo spunto ideale a partire dalle qualifiche della domenica, beffato da un insuperabile Lando Norris, fino a dover gestire una corsa complessa segnata anche da un ordine di scuderia.
Incalzato dalle strategie e dalla presenza del compagno di squadra Andrea Kimi Antonelli, Russell ha ceduto la seconda piazza allo italiano per poi difendere la terza posizione dal rientro finale di Lewis Hamilton. Un risultato che gli consente di portarsi al secondo posto nel mondiale piloti a quota 183 punti, a pari merito proprio con il futuro pilota Ferrari.
Analizzando il finale di gara e la pressione esercitata da Hamilton negli ultimi giri, il britannico ha spiegato la complessità della gestione gomma in relazione alle neutralizzazioni. “Sì, è stata dura. La prima VSC è arrivata in un momento piuttosto scomodo per me, perché mi sentivo davvero forte con la gomma dura. Penso che per Kimi la gara sia stata un po' l'opposto: io ho faticato nello stint con le medie mentre lui è andato molto forte, poi io sono andato forte con le dure e lui ha fatto più fatica”.
“Ma quella VSC ha dato a Lewis un pit stop gratuito e ovviamente anche Kimi è rientrato ai box. Da quel momento in poi sapevo che sarei stato sotto attacco, ma stavo gestendo abbastanza bene nelle curve ad alta velocità per essere veloce nel terzo settore e difendermi alla staccata di curva 1. Quindi sono contento di questa prestazione. Ma, come ha detto Kimi, per noi come squadra sono stati un paio di weekend impegnativi. La McLaren è davvero impressionante e oggi anche il passo gara della Ferrari sembrava molto forte”, ha continuato il britannico.
Il confronto con la prestazione mostrata nella gara corta di sabato lascia però intravedere la superiorità dei rivali su questa tipologia di tracciato. “Penso che quando sei davanti sia sempre tutto molto più facile, mentre è sempre un'impresa per chi insegue riuscire a sorpassare, a meno che non ci si trovi su una strategia differenziata. Tuttavia non credo sia una grande sorpresa vedere quanto sia stato competitivo Lando questo weekend, considerando che ha vinto a Budapest. È un circuito molto simile, con curve lunghe, un degrado gomme elevato e una strategia a due soste. Ci sono molte analogie tra i due tracciati. Credo che questo trend possa proseguire per le prossime due o tre gare, finché non inizieremo a portare altri aggiornamenti sulla macchina... e dita incrociate che i nostri concorrenti non facciano lo stesso”.
L'episodio chiave del GP resta tuttavia la gestione del muretto della scuderia di Brackley, che ha chiesto il cambio di posizione a favore di Antonelli quando Russell si trovava in seconda piazza. Una richiesta digerita rapidamente dal pilota inglese nel rispetto dei protocolli interni. “Come squadra ci siamo sempre detti che quando ci troviamo su strategie diverse non ci ostacoliamo mai e ci scambiamo le posizioni. È sempre stata la nostra regola. Il fatto è che Kimi era davanti a me prima della VSC e ha provato una tattica diversa per coprire la squadra, facendo in un certo senso un 'copia-incolla' di quello che stavano facendo le Ferrari. Sarei riuscito a tenerlo dietro? Forse. Ma al tempo stesso avremmo potuto finire in quinta posizione. Quindi alla fine meritava il secondo posto, il terzo è stato un risultato equo per me. E sì, la stagione è ancora lunga”.