F1, "Voglio vincere, sono qui per questo": Hamilton sbotta contro la gestione Ferrari a Zandvoort

F1, "Voglio vincere, sono qui per questo": Hamilton sbotta contro la gestione Ferrari a Zandvoort
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Delusione per Lewis Hamilton al Gran Premio d'Olanda: partito quinto, il britannico chiude al quarto posto dopo un controverso rallentamento alle spalle del compagno Charles Leclerc. Nel post-gara, il sette volte campione del mondo recrimina sulla strategia del muretto Ferrari, rimpiange il tempo perso e chiede un chiarimento immediato ai box in ottica mondiale.
23 agosto 2026

Una gara che avrebbe potuto regalare una medaglia al valore a Lewis Hamilton si trasforma in un finale agrodolce. Partito dalla quinta posizione al volante della sua Ferrari, il sette volte campione del mondo ha chiuso il Gran Premio d’Olanda ai piedi del podio, tagliando il traguardo in quarta piazza dopo aver ingoiato un boccone decisamente amaro. Sul saliscendi di Zandvoort il britannico ha messo in pista tutta la grinta e la determinazione possibili, ma le sue speranze di podio sono sfumate nel corso del quarantunesimo giro. 

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Tenuto dietro dal compagno di squadra Charles Leclerc nonostante le indicazioni iniziali del muretto che prevedevano uno swap di posizioni prima della sosta del monegasco, Hamilton ha accumulato un ritardo rivelatosi poi decisivo, lamentandosi accoratamente via radio per il tempo prezioso lasciato sull'asfalto. Con questo quarto posto, il pilota di Stevenage vede assottigliarsi il proprio margine su George Russell nella classifica iridata, scivolando in terza posizione a pari punti con il connazionale e alimentando la sensazione che una lotta mondiale ancora aperta rischi di sfuggirgli di mano.

Tutta la delusione, unita alla consapevolezza di aver dato il massimo, è emersa nelle parole rilasciate nel post-gara dal pilota Ferrari: "Oggi ho dato assolutamente tutto. Vi assicuro che siamo tutti vicinissimi lì davanti. È stata una battaglia davvero, davvero dura, ma ho comunque recuperato posizioni. Credo che la qualifica sarebbe dovuta andare un po' meglio, ma la Mercedes guadagna circa quattro decimi di secondo solo sui rettilinei, quindi è davvero difficile recuperare quel divario nel resto del tracciato. Questo dimostra solo che abbiamo un'ottima macchina, e se in qualche modo riusciremo a migliorare la nostra power unit e ad avvicinarci a loro, e ho piena fiducia che il team stia lavorando al massimo per riuscirci, spero che potremo essere ancora più vicini e giocarcela ancora di più".

Sollecitato sul calibro della frustrazione emersa chiaramente dai suoi messaggi radio e su quanto questi risultati pesino nelle dinamiche interne di squadra, Hamilton non ha nascosto la propria fame di successi e la perplessità per una gestione di gara apparsa meno fluida rispetto agli avversari: "Voglio vincere, sono qui per vincere. È dura quando guardi avanti e vedi i due piloti Mercedes: ricevono la chiamata, è fatta ed eseguono subito. Hanno fatto passare Kimi lasciandolo fare la sua gara. Io ero su una strategia diversa e qui le cose non vanno allo stesso modo. È una situazione un po' complicata, ma dovremo parlarne a quattr'occhi io e Charles. Ora che rientro al box, ne parlerò con lui". Un confronto interno fondamentale, dunque, per chiarire le dinamiche del muretto e ritrovare la compattezza necessaria in vista dei prossimi appuntamenti della stagione.

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