F1, Ferrari accende il 2026: Leclerc vola nelle FP1 d’Australia davanti a Hamilton, Mercedes in difficoltà

F1, Ferrari accende il 2026: Leclerc vola nelle FP1 d’Australia davanti a Hamilton, Mercedes in difficoltà
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La nuova era della F1 si apre con un segnale forte dalla Ferrari: Leclerc firma il miglior tempo nelle prime libere di Melbourne davanti a Hamilton. Red Bull solida con Verstappen, mentre Mercedes e diversi team affrontano già i primi problemi di affidabilità
6 marzo 2026

Ci siamo. L’attesa è ufficialmente finita: le monoposto del nuovo regolamento tecnico hanno finalmente debuttato in pista con la prima sessione di prove libere del Gran Premio d’Australia 2026. A suonare la sveglia in Italia, mentre a Melbourne il sole è già alto nel cielo, è stato un boato rosso. Charles Leclerc si prende il miglior tempo davanti a Lewis Hamilton per quasi cinque decimi. Terzo Max Verstappen con una solida Red Bull, mentre Mercedes ha avuto qualche problema.

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Sono solo test, abbiamo detto dopo Barcellona e il Bahrain. Sono solo sessioni libere, ripetiamo anche dopo la prima uscita in Australia. Ma sicuramente la Ferrari ha finalmente del potenziale da esprimere. Una scommessa che, per il momento, sembra dare la squadra tecnica guidata da Loic Serra come vincitrice. Puntare su un progetto tanto innovativo quanto rischioso — con fondo e telaio progettati per accogliere il flap dello scarico soffiato — era un chiaro azzardo, ma anche una dichiarazione d’intenti. In questa nuova era tecnica la Ferrari non vuole iniziare da inseguitrice, ma da punto di riferimento, e la pista per ora lo ha confermato.

Nella prima sessione di prove libere in Australia a imporsi è stato Charles Leclerc, con il cronometro fermo sull’1:20.267. A favorire queste prestazioni della SF-26 sono anche le novità tecniche introdotte già a Melbourne. Il lavoro si è concentrato sul fondo, che è stato ridotto, mentre il diffusore è stato semplificato per ottenere maggiore performance. A questo si aggiungono modifiche all’ala anteriore, con un sistema che permette a due flap di muoversi contemporaneamente quando si attiva l’aerodinamica attiva. Di conseguenza anche l’ala posteriore presenta delle novità, con tre elementi mobili per massimizzare il potenziale senza dover fare affidamento sulla beam wing inferiore.

Che il lavoro a Maranello sia stato svolto al meglio lo conferma anche il secondo tempo di Lewis Hamilton, che dopo un anno di calvario torna nelle posizioni di vertice, con un distacco di 469 millesimi dal compagno di squadra. Ottimo lavoro per i due alfieri della Rossa, anche se frutto di programmi differenti: i due piloti hanno infatti gestito in modo diverso l’energia da erogare e recuperare nel corso del giro. Terzo Max Verstappen, con 522 millesimi di ritardo da Leclerc. Prestazione molto solida da parte della power unit Red Bull-Ford e della RB22, che si piazza quarta anche con Isack Hadjar, al suo primo anno con la squadra di Milton Keynes. Bene anche Racing Bulls con il rookie Arvid Lindblad, quinto. I motorizzati Ferrari e Red Bull sono stati gli unici — insieme ad Audi — a non accusare problemi di affidabilità.

Non hanno invece avuto l’inizio che si aspettavano i motorizzati Mercedes, che iniziavano il 2026 con il ruolo di punto di riferimento in termini di potenza della power unit. Così non è stato: Oscar Piastri ha chiuso la FP1 sesto, ma non senza difficoltà. Settima e ottava la Mercedes con George Russell davanti ad Andrea Kimi Antonelli. Fermo ai box per un problema al cambio Lando Norris, il campione del mondo in carica. Ancora più critica la situazione della Williams, con Alex Albon costretto a fermarsi a bordo pista dopo un problema all’idraulica. Molto bene invece Audi, che chiude la top 10 con risultati incoraggianti: Gabriel Bortoleto è nono a 1.429 da Leclerc e Nico Hulkenberg decimo a 1.702. Il lavoro è ancora tanto, ma un ottimo inizio per la Casa di Stoccarda.

Undicesimo Esteban Ocon, che precede Carlos Sainz, Oliver Bearman, Alex Albon, Franco Colapinto, Valtteri Bottas, Pierre Gasly, Lando Norris e Sergio Perez. Solo tre giri completati prima che un problema di affidabilità lo bloccasse per Lance Stroll, mentre Fernando Alonso non è neanche riuscito a lasciare i box, con Aston Martin che ha comunicato problemi ancor prima dell’inizio della sessione. La situazione in casa Honda appare sempre più drammatica.

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