“Avevo paura di commettere un errore”: Antonelli ricorda il debutto e sogna la vittoria in Australia

“Avevo paura di commettere un errore”: Antonelli ricorda il debutto e sogna la vittoria in Australia
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A un anno dal debutto in Formula 1, Kimi Antonelli ripensa alle emozioni del primo GP: “Ero teso e avevo paura di sbagliare”. Oggi però il pilota Mercedes è cambiato e a Melbourne sa di poter avere una grande occasione per lottare per la vittoria
5 marzo 2026

In quel di Melbourne sta ufficialmente iniziando la stagione 2026 di Formula 1 con il primo appuntamento dell’anno, il Gran Premio d’Australia. Esattamente dodici mesi fa prendeva il via la carriera nel Circus di Andrea Kimi Antonelli. Da allora molte cose sono cambiate: ha fatto esperienza, è maturato dentro e fuori dalla pista e non vede l’ora di dimostrare quanto vale. Con il nuovo regolamento tecnico e una Mercedes indicata tra le favorite, il bolognese ha tutte le carte in regola per inseguire la prima vittoria iridata.

Foto copertina: ANSA

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“Ricordo la tensione, ero agitato, c’erano l’emozione e la paura di commettere un errore, tutte quelle sensazioni. Non ero certo tranquillo”, ha esordito Kimi Antonelli ai media in Australia, come riporta Motorsport.com. Un anno fa esordiva in Formula 1, ora è pronto a vivere la sua seconda stagione da titolare con un importante bagaglio di esperienza sulle spalle che lo aiuterà ad affrontare al meglio la sfida che lo attende in questo 2026.

Ho riguardato le immagini onboard di un anno fa e le ho confrontate con quelle dei recenti test in Bahrain. Si vede molto bene dal movimento del volante quanto fossi più teso, mentre le immagini di Sakhir mostrano una guida più fluida. Le differenze sono molto chiare”, ha sottolineato Kimi.

“Dodici mesi super intensi, non ci siamo mai fermati. Ripensandoci, è stato un anno pieno di alti e bassi, con un ‘delta’ molto elevato! Un aspetto che mi colpisce è quanto sono riuscito a imparare, più di quanto mi aspettassi inizialmente. Sono contento, perché questo mi ha reso più preparato in vista di questa stagione”, ha proseguito il diciannovenne, sottolineando quanto il 2025 sia stato importante per la sua crescita, dentro e fuori dalla pista.

Sicuramente ora ha un livello di conoscenza maggiore, ma con il nuovo regolamento tecnico — che vede la Mercedes tra le favorite — tutto è ancora in fase di sviluppo e di costante miglioramento. “Al momento non sento tanta pressione. Sono consapevole della possibilità che potremmo avere questo weekend, ma dobbiamo verificare in pista se siamo competitivi come dicono i nostri avversari. So che potrei avere una buona opportunità, ma sono comunque più tranquillo rispetto allo scorso anno”.

Il 2026 sarà un anno di continua esplorazione, visti i molti dubbi legati alla nuova era tecnica che ha già sollevato diverse preoccupazioni. Tra queste c’è il tema delle partenze, dove le monoposto motorizzate Mercedes sembrano essere in leggero svantaggio rispetto a Ferrari. Questo dipende dalle scelte fatte dai motoristi: la power unit di Maranello adotta un turbo più piccolo che riduce l’effetto turbo lag, mentre a Brackley si è preferita una soluzione diversa per ottenere maggiore potenza. Tutto, dunque, si gioca sul filo del compromesso. “La scelta della tipologia di turbo è frutto di decisioni strategiche: c’è chi ha dato priorità alla partenza e chi ha preferito l’efficienza. Nel nostro caso credo si sia visto bene in Bahrain che in partenza non siamo dei fulmini, ma lavorandoci ci sono margini di miglioramento”.

“Alla fine i parametri sono diversi: quando provi una partenza devi considerare anche l’usura della gomma che monti in quel momento. Nel nostro caso specifico in Bahrain abbiamo provato al termine di un long run, quando il pneumatico era molto usurato. Da quello che si è visto, tutte le squadre che montano la power unit Ferrari sembrano essere molto performanti in partenza, ma — ripeto — ci sono tanti parametri da considerare. Devi andare sul gas con il timing giusto, la velocità della turbina deve essere nella finestra corretta, altrimenti allo stacco della frizione c’è il rischio di stallare. Ci vorrà un po’ di tempo per farci la mano”, ha spiegato Antonelli.

Con le nuove monoposto, mosse da un propulsore alimentato in modo più equilibrato tra motore endotermico e componente elettrica, lo stile di guida è cambiato molto, concentrandosi in particolare sulla gestione dell’energia. Questo ha neutralizzato alcuni automatismi che prima erano naturali per i piloti.

“Non credo che sia necessario stravolgere il proprio approccio. Gli inglesi dicono che devi essere ‘open-minded’. In effetti c’è un numero crescente di cose a cui devi prestare attenzione: che sia un attacco, una difesa, che tu debba usare il boost o gestire l’efficienza. Se commetti un errore paghi il prezzo nel giro successivo. Devi stare molto attento al momento in cui vai sul gas, ci sono davvero tanti dettagli che oggi hanno un impatto importante sulla performance. Però in termini di pura guida non vedo un cambiamento drastico: alla fine in curva dovrai comunque spingere e sfruttare ogni opportunità”, ha concluso Antonelli.

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