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L'ultimo valzer della Formula 1 tra le dune di Zandvoort non ha tradito le attese, regalando colpi di scena e adrenalina pura fin dai primi metri del Gran Premio d'Olanda. Il via della gara olandese è stato un vero e proprio campo minato: la sopraelevata ha tradito subito le ambizioni dei padroni di casa con la carambola di Max Verstappen finito contro le barriere, ma pochi metri dietro si è consumato un secondo dramma sfiorato tutto a tinte Audi. Gabriel Bortoleto è finito in testacoda proprio nel tratto più insidioso, riuscendo a ripartire miracolosamente senza danni alla monoposto, ma tagliando involontariamente la traiettoria all'altra vettura di Nico Hulkenberg, arrivato in pieno slancio e costretto a una scelta istintiva nel buio del fumo degli pneumatici.
Foro copertina: ANSA
Un azzardo a occhi chiusi che ha pagato dividendi pesanti per il pilota tedesco, bravissimo e fortunato a scartare verso l'esterno senza visibilità e a dare vita, da quel momento in avanti, a una corsa solida, aggressiva e lucida fino a tagliare il traguardo in un'ottima ottava posizione. Al termine della gara, Nico Hulkenberg ha ripercorso con la consueta schiettezza quegli attimi di puro panico in avvio: “Entrare in quella nuvola di fumo è stato decisamente selvaggio. Tutta la pista era asciutta, tranne quella curva che era rimasta molto più bagnata ed era davvero insidiosa, tanto da cogliere molti di sorpresa. È stato complicatissimo: non sapevo esattamente dove sarebbe andato Gabriel, se sarebbe scivolato verso l'alto o verso il basso della sopraelevata. Così sono rimasto lì ad aspettare, ho esitato ed esitato fino all’ultimo istante. Penso ci sia voluta una buona dose di fortuna per non centrarci, eravamo davvero troppo vicini per stare tranquilli”.
Scampato il pericolo iniziale, la seconda partenza ha permesso al tedesco di far valere l'esperienza e un passo gara finalmente incisivo: “La seconda partenza è andata bene, ho fatto un ottimo primo giro guadagnando subito posizioni. Nel complesso il passo è stato molto forte. Ovviamente c'è stato del traffico a metà gara da gestire, ma siamo riusciti a venirne fuori. A centro gruppo, una volta che ti trovi davanti agli altri, cambia tutto ed è la chiave per chiunque: da lì abbiamo potuto sfruttare appieno il potenziale e il ritmo della vettura. È stato un lavoro di squadra eccezionale e un'ottima strategia. Dopo un venerdì e un sabato non proprio semplici per me, è davvero dolce e gratificante tornare a casa con un risultato del genere”.
🚩 RED FLAG 🚩
— Formula 1 (@F1) August 23, 2026
Big crash at the end of the first lap 💥
And it's agony for Max Verstappen - he's out ❌#F1 #DutchGP pic.twitter.com/qD5f3tB9XO
Tra i momenti decisivi della sua rimonta c'è stato il sorpasso chirurgico costruito alle spalle di Pierre Gasly, rimasto a lungo bloccato nel traffico delle vetture su gomma più usurata: “Gasly era bloccato dietro ad Arvid, che era su gomme vecchie. A Zandvoort, come da tradizione, sorpassare è difficilissimo e in quel momento la situazione si stava facendo caotica e confusa. Sono riuscito ad approfittarne subito al momento giusto, ed è stato un passaggio fondamentale per il risultato finale”.
Nonostante le folate di vento tipiche della costa olandese che hanno reso la monoposto a tratti nervosa (“C'erano continue raffiche e la vettura tendeva a scodare, ma era così per tutti”), Hulkenberg ha saputo massimizzare il potenziale della macchina la domenica: “Il contesto della gara è totalmente diverso rispetto alla qualifica. Sul giro secco ero un po' al limite e fragile, il bilanciamento era complicato e la finestra di utilizzo molto stretta. Ma il passo sulla lunga distanza c'era: Gabi aveva già fatto vedere ieri di cosa fosse capace la vettura. Sapevamo che il ritmo di gara quest'anno è buono, ma in piste come questa la posizione in pista fa tutta la differenza del mondo”.