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La tappa di Zandvoort segna l’inizio della seconda parte di stagione della Formula 1. In un’annata caratterizzata dal grande impatto del nuovo regolamento tecnico, la corsa allo sviluppo si fa sempre più serrata e imprevedibile. Tra le realtà più attese al varco di questo campionato c’è senza dubbio l’Audi, subentrata ufficialmente come costruttore. Alla vigilia del Gran Premio d’Olanda, Gabriel Bortoleto ha fatto il punto della situazione, tracciando un bilancio del lavoro svolto finora e proiettandosi verso il futuro.
Analizzando l'altalena di risultati vista tra Monaco, Budapest e Silverstone, il pilota brasiliano mantiene un approccio cauto ma consapevole in vista del weekend. “A Monaco posso dire che il passo con la vettura c'era. Ovviamente quello che è successo in qualifica non ha aiutato il risultato finale, ma credo che le aspettative per quel tracciato fossero quelle corrette. A Budapest, ad essere del tutto onesto, penso che tutti ci aspettassimo di stare un po' più facilmente davanti. Alla fine però non è andata così, anche se siamo comunque rimasti in lotta con le Racing Bulls. Sembra che la sfida tra noi due sia molto più ravvicinata di quanto pensassimo su ogni tipo di circuito. Sinceramente Zandvoort è un po' un'incognita sia per me sia per la squadra: ci sono molte tipologie di curve diverse che potrebbero favorire la nostra monoposto, ma anche metterci un po' in difficoltà. Staremo a vedere”.
A margine dell'analisi tecnica, l'attenzione si è spostata sulla notizia del rinnovo di Max Verstappen con la Red Bull fino al 2030, un annuncio accolto con grande entusiasmo dal giovane pilota Audi. “È incredibile, sono davvero felice di sapere che rimarrà. C'erano tutte quelle voci su un suo possibile addio, ma sono semplicemente contento. Ed è una notizia fantastica anche per questo sport: quando un quattro volte campione del mondo decide di rimanere è sempre un'ottima cosa. Garantisce spettacolo per tutti, ottime corse e divertimento. Non ho ancora avuto modo di congratularmi, l'ho letto adesso mentre ero in macchina per venire qui, ma di sicuro appena lo vedrò questo fine settimana lo farò”. L'accordo a lungo termine del campione olandese ha aperto la riflessione sulla possibilità di legarsi a una sola scuderia per molti anni, un'idea che affascina molto il brasiliano. “Restare 15 anni insieme sarebbe un sogno. Significherebbe che la partnership tra me e l'Audi ha funzionato in modo incredibile. Fin dai tempi dei kart sono sempre stato il tipo di pilota il cui sogno era rimanere, se possibile, sempre con la stessa squadra. Spero davvero di poterlo fare con l'Audi”.
Il tracciato di Zandvoort porta con sé anche un velo di nostalgia, trovandosi al suo ultimo anno in calendario prima di salutare la griglia iridata. “Penso sia uno dei tracciati più belli del calendario. È una pista alla vecchia maniera, molto stretta e davvero divertente da guidare, con banking, tratti ad alta velocità e curve lente. È un peccato che sia l'ultimo anno su questo circuito, spero che un giorno potremo tornarci”. Tra le caratteristiche principali dell'impianto olandese figurano proprio le iconiche paraboliche, sulle quali c'è grande curiosità per l'impatto sulla gestione energetica delle vetture. “Ve lo dirò dopo aver guidato, ora non ne ho idea. Al simulatore non c'era alcuna differenza. Alla fine c'è un po' di pendenza, ma non è una parete verticale. È piuttosto accentuata, ma la traiettoria più veloce rimane una sola e la percorreremo tutti. Non credo che ci preoccuperemo del recupero dell'energia della batteria sulle curve in banking”.
L'incognita principale sul Mare del Nord resta sempre il meteo, con la pioggia che potrebbe sparigliare le carte e offrire al team l'opportunità di provarsi per la prima volta su pista bagnata. “Riguardavo proprio recentemente la gara di due anni fa, piuttosto caotica con pioggia, asciutto e di nuovo pioggia, ed è stata davvero divertente. Sono molto curioso di capire come si comporterebbero la nostra vettura e la power unit sul bagnato, dato che quest'anno non abbiamo mai girato sotto la pioggia. Sarebbe utile provarla prima o poi, anche in ottica futura, così da sapere già cosa fare e cosa aspettarci”.
La seconda metà di campionato sarà dominata dalla rincorsa agli sviluppi per contenere i progressi degli avversari diretti. “Mi fido della squadra e ho fiducia nel fatto che porteremo aggiornamenti importanti. Finora ogni novità introdotta durante la stagione ha funzionato come previsto, se non meglio. La direzione che stiamo seguendo è chiara e corretta. Non so cosa porteranno gli altri team, ma noi ci concentriamo su noi stessi. I pacchetti in arrivo sono validi e spero funzionino come atteso per renderci molto competitivi”.
Infine, Bortoleto si è soffermato sulla profonda trasformazione aziendale e culturale che sta vivendo la struttura di Hinwil, passata dallo status di team privato a quello di costruttore d'attacco. “La sfida principale riguarda il cambio di mentalità. La Sauber ha una grandissima storia in questo sport, ma è sempre stata una squadra da centro classifica nei suoi anni migliori o purtroppo costretta a lottare nelle retrovie in altre stagioni. Le persone che ci lavoravano hanno sempre avuto la volontà di fare bene, ma per ragioni finanziarie o di altro tipo non sempre le cose andavano in quella direzione. Ora con l'Audi è cambiato tutto: abbiamo il supporto diretto del marchio, una nuova visione, nuovi obiettivi e una mentalità diversa che la leadership sta trasmettendo. Lo si nota nell'attitudine delle persone e nei risultati più costanti che stiamo ottenendo. Sono ottimi piazzamenti, ma mentre in passato li avremmo festeggiati di più, ora manteniamo un altro approccio. Ed è la strada giusta, perché non siamo qui per accontentarci delle posizioni attuali, ma per lottare per i titoli in futuro. Per riuscirci, la mentalità doveva necessariamente evolversi”.