F1. GP Madrid, Krack frena gli entusiasmi: "Parlare di Q3 sarebbe persino arrogante"

F1. GP Madrid, Krack frena gli entusiasmi: 'Parlare di Q3 sarebbe persino arrogante'
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Alla vigilia del primo GP di Madrid, Mike Krack invita alla prudenza ed esorta a mantenere i piedi per terra. L'analisi con l'ingegnere Honda Orihara sulle incognite del nuovo tracciato cittadino, la gestione della guidabilità e le reali aspettative del team per le qualifiche.
10 settembre 2026

Alla vigilia del primo storico Gran Premio di Madrid, la Formula 1 si appresta a sbarcare su un tracciato cittadino del tutto inedito, costruito attorno al centro espositivo della capitale spagnola. Tra i passaggi più spettacolari spiccano le barriere a ridosso del nastro d'asfalto e una lunga curva con bankingdestinata a mettere a dura prova telaio, lubrificazione e coraggio dei piloti.

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Per l'Aston Martin il weekend nella capitale iberica rappresenta un banco di prova cruciale. Il team di Silverstone arriva a questo appuntamento in una fase complessa della stagione, segnata da alti e bassi prestazionali e dalla necessità imperativa di affinare la guidabilità e l'erogazione della power unit.

Le sfide tecniche di un tracciato di nuova concezione impongono un approccio progressivo. Dal punto di vista del propulsore, i tecnici lavorano a stretto contatto con Honda per stabilizzare la combustione e garantire una curva di coppia costante.

Nelle prime battute del weekend, l'attenzione del reparto motori si concentrerà soprattutto sull'impatto delle accelerazioni laterali e verticali generate dalla curva sopraelevata, come evidenziato dalle parole dell'ingegnere Honda: “Quindi, per la parte della power unit, probabilmente il punto di maggiore interesse è il sistema di lubrificazione. Abbiamo forze G laterali e anche verticali. Quindi è piuttosto impegnativo per il sistema di lubrificazione. Quindi potremmo partire da un assetto conservativo per la lubrificazione e poi vedremo a che punto siamo. E poi ridurremo i margini passo dopo passo per il raffreddamento”.

 

Il percorso di sviluppo passa inevitabilmente per affinamenti incrementali portati di gara in gara per consentire ai piloti di gestire al meglio la potenza in staccata e trazione: "Il punto di attenzione principale è migliorare la controllabilità della nostra combustione... Portiamo anche alcune piccole regolazioni per le prestazioni. Quindi portiamo sempre qualche modifica di calibrazione per ottimizzare il nostro livello di prestazioni. Il punto di attenzione principale è la guidabilità, ma applichiamo sempre un'altra modifica di calibrazione per ottenere maggiori prestazioni”.

Sul fronte muretto box, Mike Krack invita alla calma. Con i margini di centro gruppo estremamente risicati e una qualifica in cui la tentazione di puntare subito alla Q3 potrebbe rivelarsi azzardata, la parola d'ordine resta la prudenza strategica: “No, penso che dobbiamo tenere i piedi per terra. Siamo dove siamo. Abbiamo una nuova pista che dobbiamo identificare, che dobbiamo vedere. Abbiamo fatto la nostra preparazione. Ma non dimentichiamo che siamo usciti dalla Q1 solo una volta. Abbiamo superato la Q2 quest'anno. Quindi parlare di Q3 penso che sarebbe persino un po' arrogante”.

Tuttavia, i tracciati cittadini imprevedibili e a basso grip iniziale hanno spesso esaltato la classe pura dei campioni. Krack confida nel talento di Fernando Alonso per estrarre il massimo dalla vettura dove il margine d'errore è pari a zero: "Sì, penso che quando guardi il layout di questa pista e i muretti così vicini, il pilota possa fare la differenza. Non in tutti i punti, ma ci sono alcuni punti in cui penso che il pilota possa fare la differenza, quindi è bello averlo. Mi piacciono queste piste dove il pilota fa la differenza. E sì, sono abbastanza fiducioso che potremo vedere i nostri piloti fare una buona prestazione".

Infine, di fronte alle incognite sul layout cittadino e alla gestione dei ricambi per il finale di stagione, Krack rimarca la filosofia con cui la squadra affronterà le prime sessioni di libere: “Penso che tutti andranno un po' sul conservativo all'inizio per poi costruire passo dopo passo. Dico sempre che le ruote devono girare, e anche se c'è una bandiera gialla, anche se c'è una rossa, rientra, stai calmo. 'Non farsi prendere dal panico' è una buona espressione... c'è molta incognita al momento e penso che l'approccio conservativo per iniziare sia la chiave, e poi si parte da lì”.

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