Formula 1

F1, Ferrari, Marchionne: «Abbiamo tutto per tornare al top». Resta fino al 2021

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Dal presidente e ad di Ferrari arrivano parole incoraggianti per la stagione 2017 della Rossa di Maranello

F1, Ferrari, Marchionne: «Abbiamo tutto per tornare al top». Resta fino al 2021

Sergio Marchionne manterrà la doppia carica di presidente e amministratore delegato della Ferrari fino al 2021: lo si evince, come segnalato dalla Gazzetta dello Sport, dando uno sguardo al piano degli incentivi per l'ad e gli altri manager della società. 

Marchionne, come specificato nel bilancio 2016 di Ferrari, riceverà nel febbraio del 2021 l'ultima tranche del piano di incentivi in azioni approvato dal cda della società italiana il primo marzo scorso. I compensi dell'ad, si legge, «saranno legati al ritorno per gli azionisti relativo a un gruppo di aziende comparabili sull'orizzonte strategico di cinque anni». 

Stando a quanto si evince dal bilancio, Marchionne, presidente della Ferrari e amministratore delegato dell'azienda di Maranello dal 2 maggio dello scorso anno, non ha percepito alcun compenso per i suoi incarichi nel 2016. 

Nel frattempo, proprio da Marchionne arrivano parole incoraggianti per il campionato 2017 di Formula 1: «La stagione 2016 è da dimenticare, ma so che, con il nuovo team tecnico guidato da Mattia Binotto e la leadership di Maurizio Arrivabene, oltre ai piloti di talento Kimi Raikkonen e Sebastian Vettel, abbiamo le persone giuste nel posto giusto per fare al meglio», scrive - lo riporta la Gazzetta dello Sport - il presidente e ad di Ferrari nella lettera agli azionisti.

«La stagione 2017 è piena di incognite, a causa dei molti cambiamenti nei regolamenti e nel management, per questo evito di fare previsioni. Quello che posso promettere è che combatteremo, e che abbiamo l'unità, l'impegno e la passione per tornare al top», continua Marchionne. 

La scuderia di Maranello ha certamente sorpreso in positivo nei test pre-stagione a Barcellona, mostrandosi particolarmente competitiva con le mescole intermedie, le medium e le soft. Per scoprire i reali valori in campo bisognerà attendere il primo weekend di gara a Melbourne, ma la SF70H ha convinto finora in quel di Montmelò. 

  • mario.bianchi1055, Verbania (VB)

    Potrebbe essere l'inizio di una nuova stagione di progettisti italiani o quasi. Simone Resta e Il ticinese Binotto. Un rischio, un'azzardo, un modo di agire coraggioso, audace che aveva qualcun altro, il Fondatore della Scuderia Ferrari.

    La storia della scuderia dopo la dipartita dell'ing. Ferrari non è eclatante, tralasciando la sfortunata epopea turbo Forghieri con la tragedia di Villeneuve e Pironi e la papera 640 di John Barnard, progettata e realizzata in Inghilterra ad eccezione del motore.

    Vorrei ricordare che per vincere Montezemolo prelevò dalla Benetton, Schumacher, Ross Brawn, Rory Byrne e tutti gli altri tecnici fondamentali per progettare e sviluppare una F1 vincente. Briatore che costruì una squadra Benetton vincente, rimase così in mutande. Si prese la rivincita dopo alcuni anni ricostituendo una Renault vincente che con Alonso batte' Schumacher e la Ferrari. Come e forse più del Commendatore, Briatore sapeva scegliere istintivamente i tecnici migliori, anche se sconosciuti ed i migliori piloti facendoli diventare campioni del mondo.

    Se questa Ferrari finalmente italiana dovesse funzionare, oggi il caro dott. Marchionne dovrebbe solo evitare dii assumere campioni del mondo affermati e in carriera discendente.

    Quell'istinto nello scegliere gli uomini che ti porteranno alla vittoria che accomunava Briatore a Ferrari. Bisogna capire, avere l'istinto e rischiare. Diversamente si comperano campioni affermati e appagati e tecnici inglesi e sudafricani a caro prezzo, ma non sarà mai quell'impresa unica e ineguagliabile come crearsi un team vincente partendo dal nulla.

    Ovviamente tra quegli uomini spero di vedere entro l'anno Giovinazzi al traguardo in Ferrari.

    Auguri alla Scuderia se non altro per l'audacia nel ricostruirsi senza nomi carismatici.
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