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La Formula 1 scalda i motori all’Autodromo Nazionale di Monza per il Gran Premio d’Italia 2026. Ma il rombo delle power unit è stato eclissato senza troppe remore dalla polemica scoppiettante nata nel paddock. Perché, sebbene il sipario sull’appuntamento monegasco sia calato a inizio giugno, il Gran Premio di Monaco non era ancora davvero finito: lo è stato solo questa mattina. La FIA ha infatti diramato la decisione dei giudici circa le penalità inflitte a Pierre Gasly per eccesso di velocità in pit-lane, inizialmente comminate e poi rimosse. McLaren e Red Bull hanno però presentato ricorso, vincendo la causa e restituendo così ad Isack Hadjar il podio. Una decisione che Flavio Briatore non ha preso affatto bene, dando vita a scintille in conferenza stampa con Andrea Stella, seduto al suo fianco.
Foto copertina: ANSA
“Lo trovo molto ingiusto, perché le persone che hanno deciso sono le stesse di Monaco e tutto è stato fatto alla stessa maniera”, ha esordito Briatore prima di sferrare la prima staccata nei confronti del collegio della FIA. “Quello che non è accettabile è che al tavolo del giudizio ci fosse un giudice non indipendente. Quindi abbiamo un’unica domanda: perché una persona che ha un rapporto con la McLaren è stata coinvolta nel giudizio di questo caso?”. Un’accusa pesantissima nei confronti del team di Woking. “Il problema è che è molto legato alla McLaren: abbiamo una bella foto di questo signore ad un evento McLaren nel 2018 alla MSO di Beverly Hills. Ha una fondazione, la One Drop Foundation, e la McLaren le ha donato due o tre vetture. È stato davvero scorretto: uno dei giudici era legato a un team che era nostra controparte”, ha rincarato la dose il numero uno di Alpine.
A rispondere direttamente alle accuse è stato Andrea Stella, team principal della McLaren: “Parlare di queste accuse? Penso non sia opportuno”. Una risposta secca, che arriva dopo il comunicato ufficiale della squadra di Woking: “Accogliamo con favore la decisione della Corte d'Appello Internazionale della FIA, una sentenza che garantisce una chiarezza fondamentale per le squadre e per tutti gli attori dello sport, contribuendo a tutelare l'integrità della disciplina e la fiducia nel suo quadro normativo”. Oscar Piastri e il team guadagnano solamente due punti in più in classifica, ma la soddisfazione è molta per il bene dello sport. “Il nostro ricorso non era rivolto contro alcun concorrente o contro la FIA. È stato presentato e portato avanti fino alla sua conclusione nell'interesse dello sport, per sostenere un'applicazione coerente ed equa dei regolamenti per tutti i partecipanti”.
“Tutte le parti hanno lavorato insieme nell'interesse dello sport per contribuire a fare chiarezza su questioni di rilevanza normativa, riflettendo un impegno condiviso verso la correttezza sportiva, la coerenza e l'integrità a lungo termine della Formula 1. La presenza dei rappresentanti di ogni scuderia di Formula 1 all'udienza ha sottolineato l'importanza più ampia delle questioni esaminate e la loro potenziale rilevanza per le future interpretazioni e applicazioni dei regolamenti in tutto il motorsport, ben oltre il solo Campionato Mondiale di Formula 1”, si legge ancora nel comunicato ufficiale. “È molto importante. È importante perché, prima di tutto, fa chiarezza in merito all'applicazione dell'Articolo 1.1.1 del Codice Sportivo Internazionale della FIA, che è fondamentale. È la base per qualsiasi cosa ne derivi. Abbiamo fatto ricorso perché volevamo assicurarci che si cercasse questa chiarezza”, ha aggiunto Stella. “Questi due punti non faranno alcuna differenza in campionato. Eravamo preoccupati per l'applicazione dell'uguaglianza sportiva e dell’equità”.
Per Andrea Stella, infatti, si è trattato, fin dai primi momenti dopo la bandiera a scacchi di Monaco, di una questione di principio per il bene della Formula 1, motivo per cui anche gli altri team si sono mostrati estremamente collaborativi nel corso del processo. “Tutti erano presenti all’udienza perché questo è stato un momento molto importante per verificare come applichiamo le regole, come garantiamo la coerenza e, nel caso specifico, la coerenza relativa alle metodologie valide per le nostre aspettative”. A queste parole è seguita la controreplica di Briatore: “È stato molto bello parlare del punto 1.1, P2, 3, P, P, P, ma ciò che è ingiusto è che un giudice fosse legato alla McLaren. Questo è sbagliato. Il giudice deve essere completamente indipendente. E questo giudice ha un nome italiano, ma è americano: Filippo Marchino. Filippo Marchino è stato molto duro durante l'udienza, agiva come un pubblico ministero. E dopo abbiamo scoperto il motivo di tanta avversione. È molto legato alla McLaren, l'ho notato. Quindi, qualunque cosa abbia detto Stella sul bene dello sport, io penso prima di tutto che in una sentenza il giudice debba essere neutrale, non qualcuno che tiene discorsi per la McLaren o che usa le loro vetture per beneficenza. Questo è il punto. Dopodiché, i punti 1.1, 3, 2, 4, 5 non mi interessano. Mi interessa... Sono molto sorpreso che questo tizio abbia un legame con la McLaren”, ha aggiunto riferendosi ancora al quarto giudice.
Nonostante queste accuse, quando tempo fa è stata presentata la lista dei giudici coinvolti, i rappresentanti legali di Alpine non hanno presentato alcun ricorso per ricusare i candidati designati. “Anche la FIA lo sa: non avevamo idea che questo tizio fosse collegato alla McLaren. Siamo andati all'udienza e abbiamo notato che era molto strano, perché questo giudice non si comportava da giudice, ma da pubblico ministero. Erano quattro giudici, e questo era in realtà un pubblico ministero contro la FIA, contro di noi, contro la FOM. Solo dopo l'incontro, logicamente e non prima, abbiamo scoperto che era collegato al team McLaren. Questo è quello che penso: è piuttosto ingiusto se uno dei giudici è legato a una delle squadre che sta lottando con noi”.
Tuttavia, per il momento la squadra non sta valutando ulteriori appelli, sebbene Briatore lasci la porta aperta: “Ci sto pensando, valuteremo il da farsi”. È stata una conferenza stampa spinosa che Andrea Stella ha voluto riportare nei binari della distensione, chiarendo ulteriormente la posizione della squadra e rispondendo al connazionale: “Trovo che il fatto che questa conferenza stia prendendo questa piega sia piuttosto offensivo per la McLaren e per la reputazione di una squadra che merita molto rispetto. Se qualcuno muove questo tipo di accuse, che sono molto serie, dovrà prendersi la responsabilità di ciò che dichiara in un contesto pubblico. L'udienza e l'intera Corte d'Appello Internazionale si sono svolte secondo i più alti standard, e non dovremmo mettere in discussione il caso nel modo in cui è stato fatto”.
“I commissari di gara svolgono un lavoro molto difficile. Quando il tempo è una variabile risicata e la pressione sale, per loro non è facile. C'è un punto legato alle decisioni dei commissari e al lavoro che svolgono: in realtà, siamo già in discussione con la FIA e con gli altri team su questo aspetto, e siamo sempre stati molto favorevoli a garantire ai commissari le migliori condizioni possibili per operare al meglio. Il secondo argomento riguarda, a mio avviso, il diritto di revisione (Right of Review): penso che dobbiamo considerare le condizioni in base alle quali un diritto di revisione debba essere accolto e debba procedere quando ciò non avviene”, ha snocciolato ulteriormente Stella. “E c'è un terzo punto, anch'esso descritto molto bene nelle 29 pagine della decisione, che ha a che fare con la coerenza nell'applicazione di una metodologia utilizzata per le misurazioni. Misuriamo molte cose: la velocità delle macchine, così come usiamo le bilance per misurarne il peso. Ci sono molte misurazioni in atto e c'è un argomento interessante legato alla coerenza di questo tipo di rilevazioni. Penso che queste siano le tre cose su cui suggeriamo di lavorare”.
E quando gli è stato chiesto se Briatore avesse qualcosa da aggiungere, la sua risposta è stata secca: “Tante cose, veramente tante, ma non sono sicuro di voler entrare in questo campo. Per tornare al Diritto di Revisione, credo che non si tratti di un appello. Il diritto di revisione si applica quando si hanno nuove prove, perché spesso, quando ci si rivolge ai commissari 30 minuti dopo la fine della sessione, non si ha il tempo di esaminare tutti i dati, e lo stesso vale per loro. Riaprire il caso la settimana successiva, quando si ha accesso a nuovi riscontri video e telemetrici, credo sia un processo piuttosto solido. Funziona abbastanza bene. In questo caso, onestamente, capivo entrambe le parti: posso comprendere la frustrazione quando si rientra per un soffio nei limiti e si riceve una penalità, ma posso anche capire che se una sanzione c'è, deve essere applicata a tutti. Ora, penso che questo caso fosse un unicum; spero non accada di nuovo, ma il processo è valido”.
“Accettiamo l'esito dell’udienza”, ha concluso Briatore. “La cosa più deludente è stata scoprire che uno dei giudici ha un ottimo rapporto con la McLaren, una sorta di legame di lavoro. Solo questo... Penso che la commissione debba essere completamente indipendente e che non ci sia bisogno di qualcuno legato a un team, soprattutto se coinvolto direttamente nella contesa con noi. Solo questo. Ora vedremo, stiamo valutando cosa fare”. Una nuova faida nel paddock è appena iniziata, scaldando ancora di più il clima monzese.