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Un sabato dalle due facce per Oscar Piastri sul circuito di Monza. Dopo una prestazione solida e la conquistata terza posizione in griglia di partenza al termine delle qualifiche del Gran Premio d’Italia, la giornata dell'australiano si è tinta di scuro a causa della decisione dei commissari sportivi: tre posizioni di penalità per un episodio di impeding ai danni di Liam Lawson nel corso del Q3. Un verdetto che scivola Piastri in sesta piazza, facendo avanzare Charles Leclerc al terzo posto, Lewis Hamilton al quarto e Max Verstappen al quinto.
Analizzando la prestazione in pista prima del verdetto dei commissari, Piastri si era detto soddisfatto del lavoro svolto, pur ammettendo di aver azzardato troppo nel corso dell'ultimo tentativo lanciato alla prima variante: “La scia qui è davvero fondamentale, ovviamente. Sapevamo già prima della sessione che, per via della posizione del nostro garage nella pit lane, spesso dobbiamo uscire per primi: se non lo facciamo, rischiamo di trovarci in fondo al trenino. C’era un bel po’ di caos dietro a me e Lando, e se non esci abbastanza presto rimani bloccato lì dietro e non riesci a completare il giro. Nel secondo tentativo ero io a tirare il gruppo e arrivato alla Curva 1 ero già in ritardo di un paio di decimi, così ho cercato di compensare. Chiaramente il punto di staccata cambia molto con quella differenza di velocità: ho provato a essere un po' troppo ambizioso, ho bloccato l'anteriore ed è finita lì. Comunque penso che il primo giro sia stato davvero solido, a essere onesti, quindi non sono troppo deluso. Credo che solo un paio di piloti siano riusciti a migliorarsi nell'ultimo tentativo, perciò resto comunque soddisfatto”.
Interpellato sulla dinamica che lo ha poi visto finire sotto investigazione per aver ostacolato il pilota della Racing Bulls all'uscita della pit lane, l'australiano aveva risposto con cautela prima di recarsi al confronto con i giudici di gara: “Stavo uscendo dai box e la differenza di velocità quando esci dalla pit lane qui è enorme. Quindi sì, non so davvero da dove sia spuntato. Devo rivedere l'episodio insieme alla squadra”.
Guardando alla gara domenicale, il pilota della McLaren mantiene un approccio pragmatico, consapevole che la vettura potrebbe non avere il miglior ritmo sulla lunga distanza rispetto ai rivali diretti, ma fiducioso nelle dinamiche imprevedibili del circuito brianzolo: “Non credo sia solido come quello della Mercedes o persino della Ferrari visto ieri, a dire il vero. Ma penso che i primi giri della gara di domani potrebbero essere parecchio caotici e non è detto che la macchina più veloce si trovi sempre al comando. Quindi sì, vedremo cosa succederà. Di certo non credo che siamo in una posizione di forza come nelle ultime due gare, ma penso sarà una corsa interessante, quindi dovremo cogliere le opportunità quando si presenteranno”.
Scivolato in terza fila sulla griglia di partenza, Piastri sarà chiamato domani a una gara di rimonta e gestione strategica per risalire la china e conquistare punti fondamentali sul tracciato di Monza.