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Un sabato decisamente amaro per Lando Norris sul tracciato di Monza. Il pilota britannico della McLaren non è andato oltre l'ottava posizione nelle qualifiche del Gran Premio d'Italia, al termine di una sessione complessa e ben al di sotto delle aspettative della vigilia, maturate dopo le due vittorie consecutive conquistate in Ungheria e a Zandvoort.
Sull'asfalto brianzolo, la MCL40 numero 1 ha palesato un evidente deficit di velocità nei rettilinei, complicato da un gioco di scie sfavorevole fin dalle prime battute del Q3. Norris ha spiegato con chiarezza la dinamica del suo posizionamento in pista: “Non penso sia andato storto qualcosa in sé, è solo che avevamo bisogno di una buona scia. Io avevo la priorità per uscire per primo e ho subito un rallentamento nel primo tentativo, il che ha fatto sì che Oscar avesse un paio di macchine davanti, mentre io ne avevo solo una, quella di Antonelli. La maggior parte del tempo la perdo in rettilineo, quindi non posso farci niente. Non è stato neanche il mio miglior giro, non lo nego, ma la gran parte del tempo l'ho persa lì. Nel secondo tentativo toccava a me stare dietro e prendere un po' di scia, ma le cose non sono andate per niente come speravo. Non ho nulla di cui lamentarmi, oggi siamo solo stati sfortunati: è il prezzo che paghi quando sei vicino nella pit lane e devi uscire per primo”.
Oltre alle complicazioni aerodinamiche, a togliere sensibilità in staccata si sono aggiunte anomalie all'impianto frenante, emerse improvvisamente proprio durante la caccia alla pole: “Riguardo ai freni, tendevano a tirare molto da un lato ed erano davvero incostanti. In una staccata così importante come quella di Curva 1, una delle più impegnative dell'intera stagione, quando i freni si comportano così perdi completamente fiducia. Ho fatto del mio meglio e alla fine non stavo perdendo troppo tempo per quello, ma quando inizi un giro e arrivi a 320-330 km/h vuoi essere sicuro che la macchina freni come si deve e non vada semplicemente al bloccaggio. Oggi non avevo affatto questa sensazione, anche se non è una scusa per la mancanza di passo generale. È un problema emerso solo oggi, non si era visto nel resto del weekend”.
Proiettandosi verso i 53 giri della domenica, il britannico non nasconde una forte preoccupazione per la condotta di gara, specialmente nel caso in cui dovesse trovarsi a girare senza riferimenti visivi ed energetici davanti a sé: “In ottica gara, influirà molto probabilmente sul mio margine di gestione, proprio perché non ho scia. Come macchina siamo lenti in rettilineo, dobbiamo per forza avere una buona scia altrimenti non siamo abbastanza veloci. Oscar la usata bene ed è riuscito a farla funzionare, mentre per me l'occasione non si è mai presentata, quindi devo solo incassare il colpo. Chi è stato più veloce lo è stato perché ne aveva davvero: non si tratta di fortuna, sono stati veloci fin dal primo tentativo del Q1, vanno forte nei rettilinei e nelle curve a bassa velocità e meritano completamente di stare dove sono. Noi siamo probabilmente tra i più lenti in allungo e dobbiamo iniziare il giro a due secondi di distacco da chi ci precede, il che è assurdo. Se ci troviamo in aria pulita non saremo per niente competitivi, siamo piuttosto lontani. Oscar ha fatto un ottimo lavoro oggi, ma io non ho avuto la sua stessa opportunità”.
Nell'analisi del weekend brianzolo rientra anche la complessa gestione energetica richiesta dalle monoposto moderne, dove il traino dell'aria pulita diventa un fattore cruciale da quantificare in termini cronometrici: “Se devo quantificare l'impatto della scia, parliamo di più di mezzo secondo, forse anche qualcosa in più. Oggi non si possono più gestire le cose con la sensibilità e la precisione di un tempo, quando potevi risparmiare un 2-3% qua e là e fare la differenza. Abbiamo iniziato a fare yo-yo racing e cose simili, ma ti fa perdere parecchio tempo”.
Un'amarezza che resta legata principalmente alle caratteristiche intrinseche della monoposto sul Tempio della Velocità, confermando le perplessità che la scuderia di Woking conosceva già alla vigilia: “La cosa più dolorosa di questo weekend resta il deficit di velocità di punta: Kimi poteva fare un 22.0 o 22.1 praticamente senza scia, e con la scia fa 21.6 ed è in pole. Avevo la scia di una sola macchina e ho perso due decimi da Oscar che ne aveva due davanti; è davvero frustrante, ma è ciò con cui dobbiamo convivere per ora. È la dimostrazione di quello che dicevo prima: dovevamo continuare a spingere e migliorare in certe aree, e questa era proprio un'area in cui sapevamo che avremmo faticato”.