F1. Gran Premio di Miami 2024: ecco cosa abbiamo capito dalla gara in Florida

F1. Gran Premio di Miami 2024: ecco cosa abbiamo capito dalla gara in Florida
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Paolo Ciccarone
Ecco cosa abbiamo capito dal Gran Premio di Miami 2024, sesto appuntamento stagionale della Formula 1
6 maggio 2024

Lando Norris, 110 e lode, verrebbe da dire. Infatti, ci sono voluti 110 GP per vederlo vincere e dopo la serie di podi, i secondi posti in cui aveva sfiorato il successo, sembrava quasi ci fosse una maledizione fra lui e il primo gradino del podio. A Miami ha raccolto tutto quello che aveva seminato in questi anni e la sua vittoria merita un plauso speciale perché è avvenuta battendo in pista Max Verstappen, che dopo una ventina di GP vinti in carrozza, ha finalmente trovato qualcuno che in pista lo abbia superato. In Australia c’era stato il ritiro e la vittoria della Ferrari di Sainz era anche il frutto di questa situazione.

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A Miami, invece, un po’ la safety car che ha consentito a Norris il pit stop al momento giusto (quando gli altri si erano già fermati ed erano dietro), ma soprattutto il passo gara della McLaren, che aveva rischiato portando una serie di aggiornamenti massicci sulla MCL38 Mercedes, ha mostrato che la Red Bull si può battere. Adesso che Miami sia una pista particolare è assodato, il consumo delle gomme era basso per cui invece di gestire le coperture i piloti hanno potuto tirare al massimo, il tracciato cittadino col fondo molto scivoloso ha creato problemi alla Red Bull che faticava a entrare in curva e, di conseguenza, essendo lenta in ingresso era lenta in uscita. Ma il divario ridotto di Norris su Verstappen fa capire come da Imola, fra due settimane, si possa tornare all’antico. Intanto si è visto qualcosa di nuovo, un vincitore diverso stimato e apprezzato da tutti (sono stati tanti i piloti andati a congratularsi con Lando) ma ha aperto la porta a un concetto base: Red Bull si può battere in pista. Lo sperava anche la Ferrari, che ha piazzato al terzo posto Leclerc e al quarto Sainz, prima che lo spagnolo venisse penalizzato di 5 secondi per aver toccato Piastri (altra McLaren) e avergli rovinato la gara. Sainz ha perso una posizione a favore di Perez, mai in gara a dire il vero, ma il giro più veloce di Piastri fa capire come la McLaren fosse davvero forte qui.

La Ferrari alla vigilia aveva detto di avere un buon passo gara, di potersela giocare con la Red Bull. In effetti se il metro di paragone era la Red Bull, stavolta non si era troppo distanti. Il problema era che fosse la McLaren da tenere d’occhio invece di Verstappen, che a questo punto, visto i tempi e le prestazioni di Perez, è davvero l’elemento che fa la differenza più che la RB20 progettata da Newey. Quindi un GP che si chiude con qualcosa di bello e nuovo, ma anche con qualche dubbio in merito agli sviluppi Ferrari (dovrebbe arrivare qualcosa a Imola) che almeno in questa gara è stata inferiore non solo a Red Bull ma anche a McLaren: “Il nostro campionato comincerà fra quattro GP” aveva detto Andrea Stella in Bahrain, “abbiamo capito cosa abbiamo sbagliato nello sviluppo della macchina e porteremo le modifiche, dovremo aspettare ma sono fiducioso che faremo bene”. In effetti, alla sesta gara di campionato ha mantenuto le aspettative. Da Maranello, a parte le tutine azzurrine stile pigiama da collegio, le novità arriveranno sulla pista di casa, con la speranza di vedere una lotta più ampia al vertice per ridare vivacità a un mondiale ripartito sotto il dominio Red Bull.

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