F1. Mercedes, pochi soldi o poco margine? Il dubbio dietro agli sviluppi della W17

F1. Mercedes, pochi soldi o poco margine? Il dubbio dietro agli sviluppi della W17
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La Mercedes non porta un aggiornamento consistente da mesi e Toto Wolff tira in ballo il budget cap. Ma dietro alla situazione della W17 c’è una precisa strategia di sviluppo, resa più complicata dai problemi di affidabilità e dalla crescita di Ferrari e McLaren
25 agosto 2026

“Non abbiamo soldi per sviluppare la macchina”: detta così, usando le parole scelte dal team principal Toto Wolff, la situazione della Mercedes sembra più tragica di quanto non lo sia effettivamente. Ma il numero uno della scuderia di Brackley ha sollevato un punto interessante riguardo alla strategia scelta dal team per la corsa allo sviluppo nella stagione 2026 di Formula 1. Una tattica che, a ben vedere, è in controtendenza rispetto a quanto scelto dalle altre scuderie di punta, Ferrari e McLaren.

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La Mercedes non porta un aggiornamento consistente addirittura dal Gran Premio del Canada. L’unico pacchetto veramente degno di nota arrivato da maggio a oggi è quello a basso carico adottato in Belgio. La strategia di casa Mercedes è chiara: anziché portare piccoli upgrade nel corso della stagione, si è scelto di concentrare il tutto, cercando di lavorare in profondità per portare un aggiornamento consistente che non costituisca uno spreco di budget. È quanto viene confermato dalle parole di Wolff ai media presenti a Zandvoort.

“Ho già detto in precedenza che stiamo cercando di sfruttare il budget al meglio nel corso della stagione, calcolando quando possiamo portare gli aggiornamenti più grandi per ottimizzare i punti in campionato. Ma non possiamo fare quello che non ci è concesso. È per questo che si tratta di una corsa allo sviluppo”. Una corsa in cui la Mercedes ora è inevitabilmente in affanno. “Gli aggiornamenti valgono almeno un paio di decimi, ed è quello che si perde. La situazione è un pochino più difficile rispetto all’inizio dell’anno”.

Che gli avversari potessero recuperare, con un periodo così lungo senza aggiornamenti, era da mettere in conto. Ma il fatto che Wolff parli di una ristrettezza di budget fa pensare che in Mercedes l’investimento iniziale sia stato più ingente rispetto a quello della concorrenza. La W17 è da subito sembrata un progetto più compiuto se paragonata alle avversarie, e questo sarebbe coerente con una strategia che puntava sul raccogliere il maggior numero possibile di punti a inizio stagione, sfruttando la superiorità tecnica iniziale.

Avere a disposizione un motore che ha fatto discutere ben prima che la stagione iniziasse con le sue soluzioni ardite – pur se regolari per i test scelti dalla FIA per la misurazione del rapporto di compressione – potrebbe avere indotto la Mercedes a puntare a sbancare tutto subito, per accumulare un vantaggio tale da mettere un’ipoteca sul mondiale ben prima che gli altri potessero recuperare. Ma a Brackley non si è tenuto conto di una variabile che ha finito per avere un peso tutt’altro che trascurabile, l’affidabilità.

La fragilità della power unit Mercedes, soprattutto a livello di batteria, ha causato diversi ko tecnici nella prima parte della stagione, sia per Andrea Kimi Antonelli che per George Russell. “Abbiamo perso tra i 50 e i 100 punti per problemi di affidabilità – riconosce Wolff – e quelle lunghezze ci avrebbero dato un vantaggio maggiore da gestire”. “Abbiamo speso troppo all’inizio? Non penso – riflette –. Penso solo che siamo un’organizzazione con dimensioni e infrastrutture di questo tipo, e da questo punto di vista abbiamo subito raccolto i frutti del nostro lavoro”.

Wolff solleva un punto decisamente interessante. Realtà come la Mercedes hanno risorse non solo a livello di infrastrutture, ma anche umane, abbastanza evolute da poter sviluppare a una velocità tale da portare in pista a inizio anno una macchina molto avanzata. Sono operazioni lontane anni luce dai team di medio-bassa classifica, come Haas e Williams, i cui limiti in termini di infrastrutture si sono scontrati contro le esigenze di un regolamento tecnico complesso da diversi punti di vista.

Non è questo il caso delle avversarie di Mercedes, che hanno semplicemente scelto una strategia diversa. E mentre la scuderia di Brackley, stando a Wolff, continua a “mettere in pratica il piano originario”, viene da pensare a quali siano le effettive potenzialità di sviluppo ulteriore della W17. Il fatto che la Mercedes abbia deciso di concentrare risorse su un pacchetto a basso carico utilizzabile su poche piste fa pensare. Se si è allocato parte del budget per qualcosa di trasferibile su un numero limitato di tracciati, forse il margine di sviluppo non è così elevato. E forse è proprio per questo che Wolff ha cominciato da tempo a fare leva sul budget cap.

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