intervista esclusiva

L’impressionante intervista inedita di Ayrton Senna a 19 anni dalla scomparsa

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Ascoltate l’impressionante intervista rilasciata da Ayrton Senna al nostro inviato Paolo Ciccarone il venerdì prima della gara che gli fu fatale, dove si lamenta delle condizioni della curva del Tamburello e dell'affidabilità della sospensione della sua Williams

L’impressionante intervista inedita di Ayrton Senna a 19 anni dalla scomparsa

A 19 anni da quella tragica giornata in cui l’indimenticato Ayrton Senna perdeva la vita al volante della Williams mentre percorreva la curva del Tamburello del circuito di Imola, il nostro inviato Paolo Ciccarone ha riscoperto un’intervista inedita rilasciata dal fenomeno brasiliano il venerdì prima della gara che gli fu fatale.

 

Senna è rimasto nel cuore di tutti gli appassionati come uno dei piloti più grandi della Formula 1 (per molti il più forte in assoluto), ma viene ricordato anche per il suo lato più umano, per il suo particolare modo di interpretare la fede religiosa, ma anche per la grande passione per le motociclette. Grande amico di Claudio Castiglioni, aveva più Ducati e a lui molte di queste, sono state da Castiglioni stesso successivamente dedicate insieme ad un modello di MV Agusta F4.

Ayrton, ieri hai detto che ci sono problemi alla curva del Tamburello. Questi problemi sono peggiorati anche dal fatto che siete passati dalle attive alle passive o è proprio la strada?
«Sì, anche questo fatto, però si capisce chiaramente che è peggiorata la pista perché proprio in quel punto dove c’è la striscia diversa, il colore diverso, la pista ha più ondulazioni. E’ peggiorata».

Si capisce chiaramente che è peggiorata la pista perché proprio in quel punto dove c’è la striscia diversa, il colore diverso, la pista ha più ondulazioni. E’ peggiorata


La parte che richiede invece più attenzioni e più lavoro qual è?
«La sospensione. La sospensione in generale, la messa a punto della sospensione e poi, per gli ingegneri, i pezzi in generale della macchina, che non sono ancora forti abbastanza per tenere, come diciamo una presa d’aria del freno, che forse deve essere rinforzata. Cose del genere, però come assetto della macchina, la sospensione; l’assetto della sospensione, ammortizzatori, molle e tutto quanto».

Si è fatto un gran parlare di macchine. Non pensi che le polemiche possano danneggiare ancor di più la situazione? E tu come pilota come la vivi?
«Non lo so. Ogni squadra deve essere sicura che la sua macchina sia regolare. Io sono tranquillo su questo rispetto perché la nostra macchina, da quello che so, è perfettamente regolare, nella parte del motore, nella parte del telaio e sono rilassato su questo».

Gli altri?
«Non lo so, può darsi che siano anche loro regolari, posso soltanto fare commenti sulla nostra macchina».

Ti da fastidio sentire l’ambiente esterno che, dopo i cambi regolamentari, esercita ancora una pressione?
«Ci sarà sempre la pressione perché la competitività in F1 è troppo importante, c’è troppo in ballo e allora ci sarà sempre un dubbio se questa macchina o quella, o questa benzina, o questo motore è regolare o irregolare? Basta che uno vada troppo forte che ci sono dei dubbi se qualcosa non è regolare».

La sospensione in generale, la messa a punto della sospensione e poi, per gli ingegneri, i pezzi in generale della macchina non sono ancora forti abbastanza per tenere, come diciamo una presa d’aria del freno, che forse deve essere rinforzata


Rispetto alla McLaren, come lavoro con la squadra, che differenze ci sono qua?
«Ho dato questa risposta 10 volte. Non ho nulla contro te è che sono stanco di ripetere le cose. Non esistono i miracoli da nessuna parte, lavorano tutti con tanta passione come gli altri e credo che sia simile in qualsiasi top team. I meccanici sono matti per il loro lavoro e ci danno tutto quel che possono per vincere».

E’ la stagione più difficile questa per te, perché arrivi che hai già vinto il mondiale in una squadra che ha già vinto dei mondiali. Sei obbligato a vincere...
«Non voglio fare un’intervista lunga, abbiamo tempo tutta la stagione per le interviste».

 

Ascolta l'audio dell'esclusiva intervista di Senna


 

  • rosanna.be, Roma (RM)

    una primavera di tanti anni fa

    Te ne andasti in un pomeriggio assolato ." Morire di maggio, ci vuole coraggio" , diceva un altro grande . A te il coraggio non mancava mai . Ne avevi talmente tanto, da lasciarci tutti increduli. Nessuno di noi avrebbe mai creduto alle parole della dottoressa che nella ressa generale , alla domanda disperata "c'è qualche speranza?", rispondeva secca due volte : " Nessuna. Nessuna".
    Così, mentre il sole tramontava, tramontava anche la tua anima bella: ché non eri solo un grande pilota, ma un grande uomo.
    Guardarti ancora e provare una nostalgia struggente è una cosa sola. Ed il ricordo è inutile, non consola.
    L'assenza è prepotente . Si insinua, mette radici. Non lascia scampo a chi la prova.
    "Buonanotte, dolce principe . Schiere di angeli cantino il tuo sonno eterno"
    Rosanna
  • Mario.Tz, Milano (MI)

    Sebaco...

    Imola è oggettivamente pericolosa perché è una pista vecchio stile, coi muri vicini. E di sicuro non si possono allontanare. Lo è anche Monza ma con le poche curve che ha alla fine ci son meno problemi.
    Senna è morto per una serie di circostanze tali, da poter infine pensare al destino, quanto a Ratzenberger direi che è stata colpa dell'auto. In quante piste se ti vola via l'alettone anteriore in pieno rettilineo poco prima di una curva non ti sfracelli da qualche parte?
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