F1 – motori

Nuovi motori e regolamento F1: ibrido a due tempi e super carburante sintetico per abbattere le emissioni

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Vi mancano i giri alti con sound e “aroma” unico dei motori 2T nel Motomondiale? Tra 5 anni potrebbe essere la F1 ad avere inediti ibridi a due tempi. Ne parla Pat Symonds e potrebbe risvegliare l'interesse sulle piste

Nuovi motori e regolamento F1: ibrido a due tempi e super carburante sintetico per abbattere le emissioni

Chi l’avrebbe mai detto. La nuova F1, quella del futuro, che usa motori a due tempi… Come quelli di alcuni go-kart?! No, anche perché si parla solo di ipotesi, tutta da definire nei modi e nei tempi; ma ne parla chi in F1 ci lavora, per la FIA: Pat Symonds. A oggi si parla appunto e solo di un “processo di ricerca” sui motori per il futuro della F1. Restano almeno altri cinque anni le unità ibride V6, quelle da saper produrre bene per dirsi veri motoristi, della massima formula automobilistica.

Ma poi…. I 2T non sono esclusi, anzi, sono l’ultima ipotesi ventilata insieme a certi carburanti sintetici alternativi, in grado di abbattere le emissioni (es. un possibile mix di idrogeno). Abbatterle sul serio. Perché non si deve pensare oggi alla miscela fumosa classica, nei cilindri di certi esosi quattro cilindri guidati mentre urlano a pieno gas (farfalle dei carburatori aperte) e carburazione ricca sul dritto di Hockenheim. Magari se il poker di piloti e costruttori affiancati è vario, es. Rainey, Schwantz, Doohan, seguiti a un soffio dalla Cagiva di Lawson, ci si può anche pensare ai tempi; ma non si tratta di "quei due tempi", giocando con le parole. Quelli del futuro sono a iniezione con alta pressione, elettrificati, con raffinate e controllate accensioni nelle camere di scoppio, da sommarsi a possibili trattamenti dello scarico (particolato e gas nocivi ridotti).

Insomma, perchè no? Tra qualche anno, date le regole con il benestare di costruttori coinvolti (e qui già diventa meno agevole la cosa per la F1, pensando a chi ne possa "girare" la tecnica sul prodotto in serie...) si tratterebbe di avere motori 2T che sono più efficienti nel senso fisico del termine e di molto (oltre il 50%) più ecologici ed anche più affidabili, rispetto al passato.

Soprattutto, visto che si parla non di viaggi ma di messaggio ecologico con forte spettacolo in pista, ci sarebbe anche un bel “sound” con i 2T nelle monoposto, anche di cilindrata medio-piccola. Una rivoluzione possibile? Alla fine potrebbe dipendere da un oligopolio di aziende che detti legge insieme alla FIA, visto che investimenti e lavoro ce lo devono mettere loro e non l'organizzatore del Circus. Si azzererebbero, nel caso, gli attuali equilibri e cambierebbe anche il modo di guidare.

  • carlo.caroni, Albavilla (CO)

    fantasiosa ipotesi...il rendimento termico del 50% e' ottenuto da alcuni motori a due tempi,in effetti:gli enormi motori Diesel lentissimi per installazione fissa(navi o centrali termoelettriche),che hanno valvole in testa e pompa di lavaggio(un compressore,in pratica).molto improbabile che queste soluzioni siano applicabili su motori da corsa,molto piu' veloci,ma anche sulleauto di serie,tra l'altro il rendimento sarebbe piu' basso.un due tempi a ciclo Otto puo' ben funzionare allo stesso modo ma il rendimento peggiora ancora,la complicazione ed il peso sono analoghi ad un quattro tempi come gli attuali,parti come le valvole sono molto piu' sollecitate...un due tempi "classico",con lavaggio a correnti incrociate tipo Schnurle,ha i ben noti limiti,mitigati dall'iniezione diretta,tra cui,pensando ad una ricaduta sulla produzione di serie,la scarsa durata di segmenti e pistoni a causa delle luci presenti sulla canna cilindro.
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