ADAS o no, serve attenzione: perché l’Audi A5 sotto al tir è una lezione per tutti

ADAS o no, serve attenzione: perché l’Audi A5 sotto al tir è una lezione per tutti
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Nonostante l’equipaggiamento con i più moderni sistemi di assistenza alla guida, l’Audi A5 finita sotto un tir in A14 dimostra come gli ADAS, anche i più evoluti, non possono sostituirsi alla vigilanza del conducente.
12 gennaio 2026

Il tragico incidente avvenuto lungo l’autostrada A14 vicino a Bologna e – purtroppo – risultato fatale per il 51enne alla guida della vettura – è di quelli che non si dimenticano facilmente. Le immagini documentate da Il Resto del Carlino mostrano un'Audi A5 letteralmente incastrata sotto il rimorchio di un tir, senza apparenti segni di frenata.

Sembra che gli ADAS non siano riusciti a evitare o ridurre significativamente l'impatto devastante tra i due mezzi. Ma in casi come questo è giusto dare la colpa ai sistemi di assistenza alla guida?

Audi A5 finita sotto un tir lungo l'A14 presso Bologna  Crediti: Il Resto del Carlino
Audi A5 finita sotto un tir lungo l'A14 presso Bologna Crediti: Il Resto del Carlino
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Gli ADAS non guidano 'al posto tuo'

Chiariamo un concetto fondamentale: gli ADAS non sono un 'pilota automatico'. Anche i sistemi obbligatori per legge dal 7 luglio 2024 per le nuove immatricolazioni in Europa – frenata automatica d’emergenza, mantenimento corsia, rilevamento stanchezza, segnalazione limiti di velocità e cruise control – o ausili alla guida ancora più avanzati richiedono sempre la supervisione del conducente. Nessuno di questi è progettato per “salvare” il guidatore da una distrazione totale.

Eppure, l’errore è comune: molti automobilisti pensano che questi sistemi possano consentire loro di ridurre l'attenzione alla guida perchè tanto interviene  la tecnologia a gestire il veicolo al postro nostro. Una fiducia mal riposta che – nelle situazioni più sfortunate – può diventare fatale.

ADAS assistente allo sterzo Audi
ADAS assistente allo sterzo Audi

Disattenzione: prima causa di incidente in Italia

Secondo l’ultimo report ISTAT sulla sinistrosità stradale, la distrazione del conducente è la prima causa degli incidenti in Italia, con oltre il 15% dei sinistri. A seguire, il mancato rispetto della precedenza e la velocità troppo elevata.

Ma cosa si intende per distrazione? Ad esempio quella legata all'utilizzo dello smartphone (per chiamate, messaggi o social media) che può aumentare fino a 4 volte il rischio di incidentalità. Tra gli altri comportamenti "nocivi" per l'attenzione alla guida si possono citare:

  • Ricerca di comandi a bordo: la manipolazione di radio, navigatori satellitari o altri sistemi di infotainment per un tempo tale da distogliere lo sguardo dalla strada per secondi decisivi.
  • Interazione con i passeggeri: la presenza e il dialogo con altri occupanti del veicolo possono compromettere la soglia di attenzione del conducente.
  • Attività secondarie: azioni comuni come fumare, mangiare o bere mentre si è al volante.
  • Eventi esterni: distrazioni causate da cartelloni pubblicitari, altri incidenti o curiosità verso elementi esterni alla carreggiata. 
  • Mancanza di concentrazione: secondo studi recenti il cosiddetto "sovrappensiero" è una delle forme di distrazione più diffuse.

Sono comportamenti ormai radicati, spesso sottovalutati. Eppure, bastano pochi secondi di distrazione – 3 o 4 – per percorrere decine di metri alla cieca.

Novità ADAS 2026 e guida autonoma

Con l’evoluzione dei sistemi ADAS, i costruttori introducono sempre più funzionalità di guida assistita di livello 2 avanzato o livello 3.
Il Mercedes DRIVE PILOT, ad esempio, è stato uno dei primi sistemi a ricevere l'omologazione per la guida autonoma di Livello 3 sulle autostrade in Germania, seppur limitata a specifici tratti con traffico intenso o rallentato e fino a una velocità massima di 95 km/h.

Dal prossimo 7 luglio 2026, invece, entreranno in vigore i seguenti ADAS obbligatori sui veicoli di nuova immatricolazione:

  1. Frenata d’emergenza con rilevamento di pedoni e ciclisti.
  2. Avviso di distrazione: monitora l’attenzione del conducente alla strada e lo allerta in caso di distrazione.
  3. Protezione estesa testa: per ridurre eventuali rischi di lesione al capo per i pedoni in caso di investimento.
  4. Mantenimento di corsia: verrà esteso a tutte le vetture dotate di servosterzo idraulico.
     

Dal 1° gennaio 2026, poi, i veicoli di nuova omologazione devono essere dotati della generazione aggiornata dell'eCall compatibile con le attuali reti mobili 4G e 5G, in modo tale da sostituire i vecchi sistemi basati su reti 2G/3G che verrano progressivamente disattivati nei prossimi anni.

Sensori Mercedes DRIVE PILOT per guida autonoma di Livello 3
Sensori Mercedes DRIVE PILOT per guida autonoma di Livello 3

Casi come il tragico incidente dell’Audi A5 in A14 dimostrano come le tecnologie di assistenza alla guida siano importanti, ma finché le nostre auto non saranno totalmente autonome – e non lo saranno ancora per molti anni, almeno in Europa – la verità è che il primo e fondamentale ADAS dovremmo essere noi automobilisti e il nostro comportamento al volante.

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