Altro che auto elettriche. Carburanti miscelati e “gondole aeree”: così l’India, che è il paese più popoloso del mondo, cerca di abbattere l’inquinamento

Altro che auto elettriche. Carburanti miscelati e “gondole aeree”: così l’India, che è il paese più popoloso del mondo, cerca di abbattere l’inquinamento
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Contro traffico e inquinamento l’India sperimenta una strada molto articolata. Nuova Delhi è pronta ad adottare una strategia che coinvolge milioni di automobilisti e cambia anche il modo di muoversi nelle città. Ecco quale
29 agosto 2026

L’India sta cercando di affrontare il problema dell’inquinamento senza affidarsi esclusivamente alla corsa verso le auto elettriche. Nel Paese più popoloso del mondo, dove la mobilità privata continua a essere dominata da automobili, motociclette e veicoli commerciali alimentati da carburanti tradizionali, la transizione passa anche attraverso soluzioni meno scontate. Una delle principali è l’E20, la benzina contenente il 20% di etanolo che dall’aprile 2026 è diventata lo standard nelle stazioni di servizio indiane, sostituendo progressivamente l’E10.

L’obiettivo del gigante asiatico è duplice: ridurre le emissioni e soprattutto diminuire la dipendenza dal petrolio importato, dal momento che l’India acquista dall’estero oltre l’85% del greggio che consuma. Ma la scelta presenta anche un lato problematico per gli automobilisti. I veicoli prodotti dopo aprile 2023 sono considerati compatibili con l’E20, mentre quelli più vecchi possono registrare una riduzione dei consumi e, secondo alcuni esperti, una maggiore usura di determinati componenti a contatto con il carburante. Insomma, mentre l’industria automobilistica continua a investire sulle auto elettriche, New Delhi sta cercando di rendere più sostenibile anche il parco circolante esistente.

I carburanti miscelati dell’India

Proprio l’etanolo mostra quanto la strategia indiana sia legata non soltanto all’auto, ma anche all’agricoltura e all’economia nazionale. Come racconta Nikkei Asia, alcuni scienziati ed economisti mettono in discussione l’espansione dei carburanti miscelati perché il Paese dispone di una produzione agricola superiore alla domanda interna in diversi comparti. L’India produce circa 155 milioni di tonnellate di riso all’anno, contro una domanda domestica di circa 108 milioni, mentre anche la produzione di mais è cresciuta rapidamente. Trasformare parte di queste eccedenze in etanolo permette quindi di creare uno sbocco per l’agricoltura, ma aumenta anche la pressione sul mercato dei carburanti.

I dati parlano chiaro: la capacità indiana di produzione di etanolo avrebbe raggiunto circa 20 miliardi di litri, mentre il fabbisogno effettivo sarebbe intorno ai 13 miliardi. Una situazione che alimenta il dibattito sull’opportunità di spingersi oltre l’E20. Per molti automobilisti, inoltre, il problema resta molto concreto: più etanolo può significare minore autonomia e, sui veicoli non progettati per queste miscele, possibili costi aggiuntivi di manutenzione. È quindi una transizione particolare, nella quale la riduzione dell’inquinamento deve convivere con esigenze industriali, agricole e con la necessità di non penalizzare chi non può permettersi di cambiare automobile.

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Dalle auto elettriche alle “gondole volanti”

La seconda grande scommessa indiana è invece letteralmente sospesa in aria. Il governo di Narendra Modi sta portando avanti Parvatmala Pariyojana, un enorme programma per sviluppare reti di funivie e cabinovie destinate non soltanto ai turisti, ma anche ai pendolari e ai pellegrini. Il principio è semplice: nelle aree montuose una “gondola aerea” può trasportare molte persone utilizzando pochissimo terreno, evitando nuove strade, ponti e infrastrutture particolarmente invasive. Il progetto più emblematico è quello tra Dehradun e Mussoorie, nello Stato dell’Uttarakhand: una linea di 5,3 chilometri dovrebbe ridurre a circa 15 minuti un collegamento che oggi può richiedere ore a causa del traffico e della conformazione del territorio.

La capacità prevista è di circa 1.000 passeggeri all’ora per direzione, contro una strada che può arrivare a gestire 20.000 veicoli al giorno. E non sarà un caso isolato: il piano nazionale punta a centinaia di progetti, anche se molti sono ancora nelle fasi preliminari e alcuni incontrano l’opposizione di ambientalisti e comunità locali. Il risultato è una strategia di mobilità che va ben oltre le auto elettriche: carburanti alternativi per rendere meno impattanti i veicoli esistenti e trasporti sospesi per ridurre traffico, consumo di suolo e pressione sulle strade. Per l’India, combattere l’inquinamento significa quindi cambiare non solo ciò che alimenta un’auto, ma anche il modo in cui milioni di persone si spostano da un posto a un altro.

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