Aston Martin Vantage S: il V8 AMG da 680 CV che rimette tutti d’accordo (anche i puristi)

Aston Martin Vantage S: il V8 AMG da 680 CV che rimette tutti d’accordo (anche i puristi)
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A Seattle il sistema di trasporto pubblico Light Rail entra in una nuova fase sperimentale con l’introduzione di un innovativo sistema GPS per la gestione della rete e la navigazione assistita. L’obiettivo è migliorare la sicurezza e l’efficienza del servizio, ma il progetto solleva anche interrogativi sull’interazione tra tecnologia di guida e comportamento umano. La sperimentazione si inserisce nel più ampio piano di espansione della rete ferroviaria urbana della città americana
5 giugno 2026

Dopo settimane di dibattiti accesi sul design e sull’identità delle supercar moderne, la nuova Vantage S arriva come una risposta quasi “pacificatrice”. Non perché cerchi compromessi, ma perché riesce a convincere praticamente su tutti i fronti: estetica, tecnica e sensazioni di guida. La sportiva di Aston Martin rappresenta l’evoluzione più estrema della Vantage, con un’impostazione che punta senza mezzi termini alle prestazioni pure, senza però rinunciare a eleganza e fruibilità quotidiana. Un equilibrio raro nel panorama attuale.

La prima cosa che colpisce della Vantage S è il suo impatto visivo. Le proporzioni sono muscolose ma sempre eleganti, con una carreggiata larghissima e un lavoro aerodinamico estremamente curato. Lo splitter anteriore è generoso, le prese d’aria sono funzionali e scenografiche allo stesso tempo, mentre il posteriore integra un estrattore imponente e una firma luminosa continua dal forte impatto visivo. Ogni elemento sembra progettato non solo per l’estetica, ma per la funzione: raffreddamento, stabilità e gestione dei flussi aerodinamici sono centrali nel progetto. Anche i cerchi, da 21 pollici, contribuiscono a dare presenza scenica, ospitando un impianto frenante di altissimo livello firmato Brembo con dischi carboceramici.

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Motore e tecnica: il V8 AMG “reinterpretato” da Aston Martin

Sotto il cofano pulsa un V8 biturbo da 4.0 litri di origine Mercedes-AMG, ma profondamente rielaborato da Aston Martin. La potenza sale a 680 CV, con un’erogazione affinata per garantire più carattere e coinvolgimento rispetto ad altre applicazioni dello stesso propulsore. Il motore è montato dietro l’asse anteriore per migliorare il bilanciamento, contribuendo a una distribuzione dei pesi vicina al 50:50. Il cambio automatico ZF a otto rapporti lavora in configurazione transaxle posteriore, un dettaglio tecnico che migliora trazione e dinamica. Il risultato è una vettura che scatta da 0 a 100 km/h in circa 3,5 secondi e supera i 300 km/h di velocità massima, ma ciò che colpisce davvero non sono i numeri: è la capacità di restituire un feeling diretto, meno filtrato rispetto ad altre sportive moderne.

Su strada, la Vantage S sorprende per la sua doppia personalità. Da un lato è un’arma da prestazione pura, capace di mettere a terra la potenza con grande efficacia; dall’altro è una gran turismo raffinata, utilizzabile anche nel quotidiano. Il merito è di un pacchetto tecnico molto ben calibrato: sospensioni evolute, controllo elettronico raffinato e una taratura del differenziale posteriore che permette di gestire la potenza senza mai risultare eccessivamente invasiva. La sensazione al volante è quella di una sportiva “onesta”: comunica sempre cosa sta facendo, invita a guidare e non nasconde mai il comportamento del retrotreno. È un’impostazione che ricorda più certe supercar analogiche di qualche anno fa che molte rivali attuali più filtrate.

Interni e tecnologia: lusso sportivo moderno

L’abitacolo rappresenta un ulteriore salto generazionale per Aston Martin. Materiali pregiati come pelle, Alcantara e fibra di carbonio dominano la scena, con una qualità percepita finalmente al livello dei competitor più blasonati. La tecnologia è presente ma non invadente: quadro strumenti digitale compatto, sistema infotainment compatibile con Apple CarPlay e Android Auto, e comandi fisici ben integrati per la gestione delle modalità di guida.

Molto scenografico anche il tetto retrattile della versione Roadster, capace di aprirsi in circa 6,8 secondi: un dettaglio che trasforma completamente il carattere dell’auto, passando da coupé estrema a cabrio da grande turismo in pochi istanti.

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