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Dopo settimane di dibattiti accesi sul design e sull’identità delle supercar moderne, la nuova Vantage S arriva come una risposta quasi “pacificatrice”. Non perché cerchi compromessi, ma perché riesce a convincere praticamente su tutti i fronti: estetica, tecnica e sensazioni di guida. La sportiva di Aston Martin rappresenta l’evoluzione più estrema della Vantage, con un’impostazione che punta senza mezzi termini alle prestazioni pure, senza però rinunciare a eleganza e fruibilità quotidiana. Un equilibrio raro nel panorama attuale.
La prima cosa che colpisce della Vantage S è il suo impatto visivo. Le proporzioni sono muscolose ma sempre eleganti, con una carreggiata larghissima e un lavoro aerodinamico estremamente curato. Lo splitter anteriore è generoso, le prese d’aria sono funzionali e scenografiche allo stesso tempo, mentre il posteriore integra un estrattore imponente e una firma luminosa continua dal forte impatto visivo. Ogni elemento sembra progettato non solo per l’estetica, ma per la funzione: raffreddamento, stabilità e gestione dei flussi aerodinamici sono centrali nel progetto. Anche i cerchi, da 21 pollici, contribuiscono a dare presenza scenica, ospitando un impianto frenante di altissimo livello firmato Brembo con dischi carboceramici.
Sotto il cofano pulsa un V8 biturbo da 4.0 litri di origine Mercedes-AMG, ma profondamente rielaborato da Aston Martin. La potenza sale a 680 CV, con un’erogazione affinata per garantire più carattere e coinvolgimento rispetto ad altre applicazioni dello stesso propulsore. Il motore è montato dietro l’asse anteriore per migliorare il bilanciamento, contribuendo a una distribuzione dei pesi vicina al 50:50. Il cambio automatico ZF a otto rapporti lavora in configurazione transaxle posteriore, un dettaglio tecnico che migliora trazione e dinamica. Il risultato è una vettura che scatta da 0 a 100 km/h in circa 3,5 secondi e supera i 300 km/h di velocità massima, ma ciò che colpisce davvero non sono i numeri: è la capacità di restituire un feeling diretto, meno filtrato rispetto ad altre sportive moderne.
Su strada, la Vantage S sorprende per la sua doppia personalità. Da un lato è un’arma da prestazione pura, capace di mettere a terra la potenza con grande efficacia; dall’altro è una gran turismo raffinata, utilizzabile anche nel quotidiano. Il merito è di un pacchetto tecnico molto ben calibrato: sospensioni evolute, controllo elettronico raffinato e una taratura del differenziale posteriore che permette di gestire la potenza senza mai risultare eccessivamente invasiva. La sensazione al volante è quella di una sportiva “onesta”: comunica sempre cosa sta facendo, invita a guidare e non nasconde mai il comportamento del retrotreno. È un’impostazione che ricorda più certe supercar analogiche di qualche anno fa che molte rivali attuali più filtrate.
L’abitacolo rappresenta un ulteriore salto generazionale per Aston Martin. Materiali pregiati come pelle, Alcantara e fibra di carbonio dominano la scena, con una qualità percepita finalmente al livello dei competitor più blasonati. La tecnologia è presente ma non invadente: quadro strumenti digitale compatto, sistema infotainment compatibile con Apple CarPlay e Android Auto, e comandi fisici ben integrati per la gestione delle modalità di guida.
Molto scenografico anche il tetto retrattile della versione Roadster, capace di aprirsi in circa 6,8 secondi: un dettaglio che trasforma completamente il carattere dell’auto, passando da coupé estrema a cabrio da grande turismo in pochi istanti.