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Ci sono auto che vi impressionano per i numeri e altre che vi conquistano per le emozioni che riescono a trasmettere. La Ferrari 849 Testarossa Spider fa entrambe le cose: mette sul piatto 1.050 CV, scatta da 0 a 100 km/h in meno di 2,3 secondi e supera i 330 km/h, ma soprattutto vi permette di vivere queste prestazioni a cielo aperto, con il vento tra i capelli e il suono del V8 che entra direttamente nell’abitacolo.
La Coupé ci aveva già convinto per il suo straordinario equilibrio dinamico e per la sorprendente facilità con cui riesce a gestire una potenza da hypercar. La Spider parte dalla stessa base tecnica e non rinuncia praticamente a nulla sul fronte delle prestazioni, ma aggiunge qualcosa che nessuna scheda tecnica può descrivere davvero: un coinvolgimento ancora più intenso e diretto.
È anche una Ferrari pensata per un utilizzo parzialmente diverso. Se la Coupé può conquistare chi cerca la massima efficacia e vuole portare l’auto anche in pista, la Spider sembra rivolgersi maggiormente a chi desidera godersi una Gran Turismo da oltre mille cavalli, magari lungo le strade panoramiche di Tenerife, dove l’abbiamo provata, con il tetto aperto e senza necessariamente inseguire il tempo sul giro.
La ricetta tecnica è sostanzialmente la stessa della versione chiusa. Il V8 biturbo di 4 litri, evoluzione dell’architettura già utilizzata dalla SF90, lavora insieme a tre motori elettrici per sviluppare una potenza complessiva di 1.050 CV.
Le turbine controrotanti sono più grandi rispetto a quelle della SF90 e vengono collocate all’esterno delle bancate. Il sistema ibrido plug-in utilizza una batteria da 7,9 kWh e comprende un motore elettrico a flusso assiale posizionato tra il V8 e il cambio, oltre a due unità collocate sull’asse anteriore.
La risposta dell’acceleratore è praticamente istantanea, la spinta sembra non finire mai e le prestazioni sono impressionanti: meno di 2,3 secondi per passare da 0 a 100 km/h e una velocità massima superiore ai 330 km/h.
Dire che vada forte sarebbe riduttivo. Quando affondate l’acceleratore, la 849 Testarossa Spider vi catapulta in avanti con una violenza che appartiene al mondo delle hypercar. Eppure, proprio come avevamo già constatato guidando la Coupé, non è la potenza in sé a sorprendervi maggiormente. È il modo in cui Ferrari riesce a renderla accessibile, progressiva e persino naturale da gestire.
Vi bastano pochi chilometri per prendere confidenza con la vettura e scoprire un equilibrio davvero raro. Lo sterzo è chirurgico, il frontale entra in curva con una precisione quasi telepatica e il retrotreno segue ogni comando senza mai diventare nervoso.
Una parte fondamentale di questo comportamento dipende proprio dall’asse anteriore elettrificato. I due motori anteriori possono gestire separatamente la coppia sulle ruote, realizzando un torque vectoring molto sofisticato. Il risultato è una sorta di “sterzo nello sterzo”: la 849 Testarossa Spider sembra chiudere le traiettorie ancora prima che possiate richiederglielo.
Il frontale è affilato come una lama. Anche quando aumentate sensibilmente il ritmo, la sensazione è quella di avere ancora margine. La vettura comunica con chiarezza, vi permette di capire sempre cosa stia accadendo sotto le ruote e vi trasmette una fiducia difficile da immaginare su una Ferrari da oltre mille cavalli.
L’elettronica lavora in maniera quasi invisibile. Rispetto alla SF90, una delle novità più importanti è la nuova piattaforma elettronica basata sul cosiddetto digital twin, che utilizza un sensore capace di rilevare i movimenti della vettura sui sei assi.
La macchina non si limita ad adeguare i propri parametri a ciò che sta già accadendo, ma elabora continuamente i dati per anticipare la possibile evoluzione della dinamica. Assetto, trazione ed erogazione vengono quindi adattati con una rapidità impressionante.
Non avvertite interventi bruschi o artificiali. Tutto avviene con una progressione così fluida da farvi sembrare semplici velocità che, in realtà, appartengono al mondo delle hypercar.
A contribuire al controllo ci sono anche i freni carboceramici, con dischi anteriori da 410 mm, pinze Brembo a sei pistoncini davanti e quattro dietro. Un impianto adeguato alle prestazioni, ma soprattutto capace di inserirsi nella guida senza rendere la vettura inutilmente aggressiva.
Il V8 biturbo resta il cuore dell’esperienza. È collocato molto in basso alle vostre spalle, ha un carattere deciso, sale di giri con una rapidità sorprendente e dialoga perfettamente con la componente elettrica, che riempie ogni possibile vuoto di erogazione.
Il risultato è una progressione continua, rabbiosa e coinvolgente. La spinta non sembra mai interrompersi e viene accompagnata da un sound che, pur dovendo convivere con i turbocompressori e con il sistema ibrido, conserva tutta la personalità che vi aspettate da una Ferrari.
La presenza di una componente elettrica così importante e della trazione integrale potrebbe far storcere il naso ai ferraristi più tradizionalisti. Al volante, però, la tecnologia non cancella l’identità della vettura. La 849 Testarossa Spider conserva un carattere profondamente Ferrari e riesce a distinguersi nettamente anche dalle altre supercar ibride presenti sul mercato.
Alcune rivali puntano maggiormente sull’aggressività, sulla cattiveria dell’erogazione e su un ambiente di guida quasi intimidatorio. Qui, invece, nonostante l’enorme complessità tecnica, percepite soprattutto emozione, precisione e coinvolgimento. È come guidare un’opera d’arte capace, però, di superare i 330 km/h.
Anche l’aerodinamica contribuisce al risultato. Le due pinne posteriori richiamano la Ferrari 512 S e il mondo dei prototipi degli anni Sessanta. Sono realizzate con una tecnica di pressofusione scelta per garantire la rigidità necessaria a sopportare il carico aerodinamico, nonostante non siano unite tra loro.
Le prese d’aria laterali alimentano inoltre i due intercooler attraverso un canale ricavato nelle portiere in alluminio. Nulla è puramente decorativo: ogni elemento concorre a raffreddamento, stabilità e prestazioni.
Ed è proprio qui che la Spider riesce a fare la differenza.
Quando abbassate il tetto, la prospettiva cambia completamente. Non significa semplicemente guidare una Ferrari scoperta: cambia il rapporto tra voi, l’automobile e l’ambiente circostante.
Il sound del V8 arriva senza filtri. Percepite con maggiore intensità il soffio dei turbocompressori, gli scoppi in rilascio e tutte quelle sfumature meccaniche che sulla Coupé rimangono inevitabilmente più ovattate.
Il tetto rigido retrattile si apre o si chiude in circa 14 secondi e può essere azionato fino a una velocità di 45 km/h. Anche il lunotto posteriore può essere regolato indipendentemente dal tetto, consentendovi di modulare la quantità di aria e di rumore che entra nell’abitacolo.
Una volta chiusa, la Spider diventa visivamente molto simile alla Coupé. Non è un caso: le due configurazioni sono state sviluppate contemporaneamente, evitando che la versione scoperta sembrasse un adattamento realizzato in un secondo momento.
La linea rimane quindi quasi invariata. Il tetto viene ripiegato sopra il motore, sotto lo spoiler posteriore, mentre il padiglione nero già presente sulla Coupé contribuisce a rendere le due varianti difficilmente distinguibili quando la Spider è chiusa.
Poi c’è il vento, che non rappresenta un semplice dettaglio, ma diventa parte integrante dell’esperienza. Anche alle velocità più sostenute, la protezione aerodinamica vi consente di viaggiare con un buon livello di comfort. Sulle strade panoramiche, invece, vi basta abbassare il ritmo per trasformare ogni chilometro in qualcosa di speciale.
A quel punto finite quasi per dimenticare i numeri impressionanti della scheda tecnica, concentrandovi semplicemente sul piacere di guidare. È questa la dimensione nella quale la Spider acquista davvero senso: non soltanto una hypercar scoperta, ma una Ferrari con cui godervi il viaggio, il paesaggio e il suono del V8.
Eliminare una parte del tetto significa inevitabilmente intervenire sulla struttura. Ferrari ha quindi rinforzato soprattutto le zone laterali della scocca, le minigonne e l’area posteriore, con l’obiettivo di recuperare la rigidità che normalmente viene persa trasformando una Coupé in una Spider.
Il risultato è una rigidità strutturale elevatissima e, almeno nella guida stradale e durante i primi giri in pista, non percepite compromessi evidenti rispetto alla versione chiusa.
Il telaio continua a trasmettervi quella sensazione di compattezza tipica delle Ferrari più recenti, mentre sospensioni ed elettronica lavorano in perfetta sintonia per mantenere la vettura stabile, precisa e prevedibile anche nelle situazioni più impegnative.
Un compromesso, però, esiste ed è rappresentato dal peso. L’intero sistema del tetto retrattile aggiunge circa 90 kg: una quarantina sono riconducibili al tetto stesso, mentre gli altri dipendono dal meccanismo di apertura, dai rinforzi e dagli elementi aerodinamici specifici.
Nonostante questo incremento, la 849 Testarossa Spider non rinuncia sostanzialmente alle prestazioni della Coupé. La caratteristica più sorprendente rimane la facilità con cui vi permette di avvicinarvi al suo potenziale.
È velocissima, ma non vi intimidisce. Si lascia guidare con naturalezza, vi comunica costantemente ciò che sta facendo e vi invoglia a esplorarne progressivamente i limiti.
È una Ferrari da oltre mille cavalli, ma non vi chiede di combattere contro la sua potenza. Al contrario, vi mette nelle condizioni di sfruttarla con una sicurezza e una fiducia difficili da trovare su automobili di questo livello.
La Coupé rappresenta probabilmente la scelta più razionale per chi cerca la massima efficacia in pista e vuole vivere la 849 Testarossa nella sua dimensione più estrema. La Spider, però, aggiunge quella componente emozionale capace di trasformare ogni vostra uscita in un evento.
Anche il prezzo riflette questa differenza. La Ferrari 849 Testarossa Spider costa circa 460.000 euro, vale a dire approssimativamente 40.000 euro in più rispetto alla Coupé. Con gli optional, quindi, entra facilmente nel territorio del mezzo milione di euro.
Gli interni restano sostanzialmente invariati. Ritrovate il selettore delle modalità ibride sul volante, il pulsante fisico per l’avviamento del motore e i comandi ispirati al classico cancelletto Ferrari per selezionare modalità automatica, manuale e Launch Control.
Anche il design esterno continua a dividere. La fascia nera anteriore cambia molto a seconda dell’altezza e dell’angolazione dalla quale la osservate: vista dal basso può apparire più pesante, mentre guardandola in piedi emergono meglio la curvatura e il lavoro tridimensionale della superficie.
È una vettura che probabilmente dovete osservare dal vivo per comprenderne davvero le proporzioni. Alcune scelte stilistiche possono richiedere tempo, ma la presenza scenica, la larghezza della carreggiata posteriore e la complessità delle superfici rendono difficile rimanere indifferenti.
Aprire il tetto, ascoltare il V8 alle vostre spalle e sentire il vento accompagnare ogni accelerazione significa vivere la Ferrari 849 Testarossa in una dimensione ancora più intensa.
I 1.050 CV, lo 0-100 km/h in meno di 2,3 secondi e gli oltre 330 km/h vi raccontano quanto sia veloce. Ma è soltanto guidandola a cielo aperto che potete comprendere ciò che rende davvero speciale la 849 Testarossa Spider.
E, alla fine della giornata, è proprio questa la differenza che conta.