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Negli Stati Uniti c’è un attacco informatico che ha messo fuori uso gli etilometri collegati ai sistemi di accensione, lasciando migliaia di automobilisti impossibilitati a utilizzare il proprio veicolo. Il caso riguarda Intoxalock, azienda leader negli USA nella produzione di etilometri installati a bordo delle auto. Questi dispositivi, obbligatori in molti casi per conducenti con precedenti legati alla guida in stato di ebbrezza, impediscono l’avviamento del motore se il test alcolemico non viene superato. Il 14 marzo 2026, un attacco informatico ha colpito l’infrastruttura dell’azienda, costringendola a disattivare parte dei sistemi per motivi di sicurezza.
In diversi Stati, da New York al Minnesota, migliaia di automobilisti si sono ritrovati con l’auto inutilizzabile, spesso senza alcun preavviso . Il problema ha riguardato soprattutto i dispositivi che necessitavano di calibrazione periodica: senza aggiornamento, il sistema impediva qualsiasi utilizzo del veicolo.
Online si sono moltiplicate le testimonianze di utenti bloccati nei parcheggi, costretti a ricorrere a mezzi alternativi o al traino dell’auto. L’azienda ha successivamente promesso rimborsi e assistenza, mentre i servizi sono tornati progressivamente operativi solo intorno al 22 marzo.
L’episodio evidenzia un punto cruciale: quando la sicurezza automobilistica dipende da sistemi connessi, anche un singolo attacco può avere effetti concreti sulla mobilità. I dispositivi alcolock, infatti, comunicano costantemente con server remoti per aggiornamenti e verifiche; se questa connessione viene meno, il sistema può trasformarsi da strumento di prevenzione a vero e proprio ostacolo.
Il tema è particolarmente rilevante anche in Europa e in Italia, dove questi sistemi stanno iniziando a diffondersi. Il rischio non riguarda solo il singolo veicolo, ma potenzialmente intere flotte, come già evidenziato dagli esperti di cybersecurity nel settore automotive.