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Per anni si è pensato che l'intelligenza artificiale avrebbe trasformato soprattutto i lavori d'ufficio, dalla programmazione alla scrittura, passando per la progettazione e l'analisi dei dati. Oggi, però, il cambiamento sta arrivando anche nelle fabbriche. BMW ha annunciato l'impiego del nuovo robot umanoide Figure 03 all'interno del suo stabilimento di Spartanburg, negli Stati Uniti, segnando un ulteriore passo verso la cosiddetta Physical AI, l'intelligenza artificiale applicata a corpi robotici capaci di muoversi e lavorare negli stessi ambienti degli esseri umani.
Il nuovo Figure 03, sviluppato dalla startup americana Figure AI, rappresenta l'evoluzione del precedente Figure 02, già sperimentato con successo nello stesso impianto. Il precedente robot ha lavorato per circa undici mesi contribuendo alla produzione di oltre 30.000 BMW X3, movimentando oltre 90.000 componenti durante turni di dieci ore giornaliere. I risultati ottenuti hanno convinto il costruttore tedesco a passare a una nuova fase del progetto, affidando al Figure 03 mansioni ancora più articolate. Questa volta il robot non si limita a inserire componenti metallici nelle dime di assemblaggio, ma opera nella logistica interna dello stabilimento. Il suo compito consiste nel prelevare componenti arrivati in contenitori non ordinati, riconoscerli, classificarli e posizionarli nella corretta sequenza di montaggio. Successivamente i carrelli vengono inviati automaticamente verso la linea produttiva, dove gli operatori trovano ogni pezzo già pronto nel momento esatto in cui serve.
Il salto tecnologico rispetto alla precedente generazione è significativo. Figure 03 integra nuove mani dotate di sensori tattili e telecamere integrate nei palmi, caratteristiche che gli consentono di riconoscere gli oggetti, afferrarli con maggiore precisione e adattarsi a componenti differenti senza necessità di riprogrammazioni continue. Il robot dispone inoltre di ricarica wireless attraverso una base dedicata, materiali morbidi per aumentare la sicurezza durante la collaborazione con gli operatori umani e un sistema di comunicazione vocale avanzato. A differenza dei classici robot industriali, installati in postazioni fisse e progettati per svolgere un'unica operazione ripetitiva, un robot umanoide può spostarsi autonomamente all'interno della fabbrica, utilizzare strumenti già esistenti e adattarsi a nuove attività. È proprio questa versatilità che rende i robot umanoidi una delle tecnologie più osservate dell'intero settore automotive.
Negli ultimi due anni il dibattito si è concentrato sull'impatto dell'AI generativa, capace di automatizzare attività creative, amministrative e intellettuali. Con robot come Figure 03, però, anche il lavoro fisico entra in una fase di trasformazione. BMW sottolinea che questi sistemi nascono per svolgere attività ripetitive, pesanti e poco ergonomiche, lasciando agli operatori i compiti a maggior valore aggiunto e migliorando sicurezza ed efficienza. Tuttavia è evidente che, con il continuo miglioramento delle capacità motorie e cognitive dei robot umanoidi, il confine tra collaborazione e sostituzione diventerà sempre più sottile.
Il settore automobilistico sta diventando il laboratorio mondiale di questa rivoluzione. Oltre allo stabilimento americano di Spartanburg, BMW ha già avviato l'introduzione dei robot umanoidi anche in Europa, nello stabilimento di Lipsia, all'interno della strategia BMW iFACTORY, segnale che la sperimentazione è ormai entrata in una fase industriale concreta. Se l'intelligenza artificiale ha iniziato a cambiare il lavoro davanti al computer, i robot umanoidi dimostrano che presto potrebbe cambiare anche quello svolto con le mani. E la domanda non è più se accadrà, ma con quale velocità.