Brembo e il gaming, la porta per il dialogo con i giovani

Brembo e il gaming, la porta per il dialogo con i giovani
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Simone Lelli
  • di Simone Lelli
Una piacevole chiacchierata con Mauro Piccoli, Chief Marketing Officer di Brembo
  • Simone Lelli
  • di Simone Lelli
11 gennaio 2023

Qualche giorno fa siamo andati a Monte Carlo a vedere le GT World Series 2022, le finali, e abbiamo assistito a tante attività molto interessanti, dal reveal della Ferrari Vision Gran Turismo, vettura che è arrivata sul videogioco di Polyphony Gran Turismo per PlayStation 5 fino alle ultime gare che hanno concluso il mondiale di quest'anno. Per l'occasione però, abbiamo parlato anche con il partner dell'evento, Brembo, che si è lanciato in questa nuova esperienza.

Se infatti la Milan Games Week & Cartoomics 2022 ha ospitato un simulatore di Brembo, che ha permesso agli utenti presenti alla fiera del videogioco milanese di vederlo e provarlo, a Monte Carlo ha messo il marchio (e non solo) come sponsor dell'evento. Tra una gara e l'altra abbiamo scambiato quattro chiacchiere con Mauro Piccoli, Chief Marketing Officer di Brembo.

Perché Brembo ha scelto Gran Turismo?

Abbiamo deciso di intraprendere questa strada per interagire con generazioni che oggi non hanno la possibilità di crescere seguendo il nostro percorso. Quando ero piccolo si giocava con le macchine da Formula 1 (e non), si sognava il mondo del Motorsport e si sperimentava con i primi motori. Oggi l'interazione è molto più digitale e ci sembrava coerente iniziare a mettere i nostri piedi dentro questo mondo.

I valori di Gran Turismo sposano appieno quelli di Brembo. C'è la passione, la consapevolezza di un importante passato e l'energia verso il futuro. Soprattutto, Gran Turismo ha un approccio molto "democratico", non importa che tu sia un cittadino ricco dotato di dozzine di auto o un ragazzo di un'altra parte del mondo con solo una console. Hai sette automobili, o non ne hai una: non serve, puoi competere e iniziare a cimentarti con altre persone del pianeta.

Com'è stato lavorare con Polyphony Digital?

Lavorare con Polyphony nella virtualizzazione dei nostri impianti frenanti e trasferire il valore di una performance in frenata che va oltre al concetto di sicurezza è stato interessante, soprattutto visti i punti in comune che abbiamo con Gran Turismo. Il gioco poi permette una crescita anche nel tuning, partendo dalla base per poi aggiungere pezzo dopo pezzo, capendo e crescendo con il miglioramento dell'auto. Anche con Brembo questo approccio funziona: si può partire dalle pastiglie per poi spostarsi sulle pinze e arrivare ai dischi carbo-ceramici.

Cosa è cambiato da 20/30 anni fa ad oggi?

Il mercato è diventato molto più complicato, grazie all'avvento dell'elettronica. Quando eravamo ragazzini si smontavano i motorini anche solo per riverniciarli, e poi rimontarli era anche un modo per imparare come funzionasse il tutto. Oggi questa componente è scomparsa, soprattutto perché è scomparso l'interesse dei giovani al mondo più "meccanico". Gran Turismo intercetta tale interesse, offrendo un modo più moderno per avere un'esperienza simile.

Ciò che ad oggi ha davvero successo è ciò che è condivisibile: condividere esperienze, emozioni, rendere partecipi gli altri in quello che fai e interessarsi di ciò che fanno gli altri. Tutto questo rende irrilevante che tu sia a casa tua o a 10.000 chilometri di distanza da una pista.

Quali sono gli obiettivi di Brembo?

Sicuramente far conoscere il nostro prodotto, ma anche trasmettere i valori che ci accompagnano: la passione, l'unicità, l'eccellenza, il voler essere ricordati. Guardare al futuro con un occhio alla sostenibilità, tema che ci sta particolarmente a cuore. E poi vogliamo essere quelli che trasformano l'energia e l'ispirazione, magari non fermandoci solo ai sistemi frenanti.

Non ci poniamo dei limiti: vedendo la storia di Brembo, noi siamo quelli che controllano la velocità del veicolo. Siamo riusciti a fermare una vettura da 300 km/h a 0 km/h in meno di 4 secondi. Il controllo dell'energia per noi è fondamentale, e non necessariamente si deve fermare al prodotto, ma può sfociare anche in servizi.

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