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L’accordo commerciale tra Ue e India, firmato di recente dopo quasi vent’anni di trattative, rappresenta un’opportunità strategica per le auto europee. Il patto prevede la riduzione graduale dei dazi sulle auto importate dall’UE fino al 10% nei prossimi 5-10 anni, partendo da tariffe che oggi superano il 100%.
Questo non solo semplifica l’accesso al terzo mercato automobilistico più grande del mondo, ma apre anche la strada a nuovi investimenti produttivi in India, considerata da molti un “mini-Cina” per i produttori europei. Nel 2025 sono state vendute circa 4,55 milioni di auto nel Paese, con una crescita superiore al 6% rispetto all’anno precedente, un segnale chiaro del potenziale in espansione per marchi come Renault, Skoda, Stellantis e Volkswagen. La bassa penetrazione di auto pro capite rispetto all’Europa e agli Stati Uniti indica inoltre un mercato con enormi possibilità di crescita, in particolare per le auto premium e tecnologicamente avanzate.
Secondo Nikkei Asia, i produttori europei vedono nel nuovo accordo una concreta possibilità di aumentare la loro presenza in India, anche se i benefici tariffari riguardano inizialmente solo un numero limitato di veicoli: 100.000 unità l’anno per motori a combustione e mild hybrid, con aumento a 160.000 dopo cinque anni.
Le auto elettriche e le plug-in hybrid non beneficeranno di riduzioni nei primi cinque anni. Per conquistare quote maggiori, le case europee dovranno puntare sulla produzione locale o sull’assemblaggio in loco, una strategia già adottata da Volkswagen, BMW e altri marchi premium. Nonostante la produzione europea in India, le auto europee rappresentano meno del 3% del mercato totale, con Skoda-Volkswagen intorno al 2,4% nel 2025. Questo conferma quanto spazio ci sia per crescere, sfruttando investimenti diretti, trasferimento tecnologico e collaborazioni in ricerca e sviluppo tra Europa e India.
Non mancano le criticità. Come ricorda Politico, anche con il nuovo accordo i dazi restano elevati per la maggior parte dei consumatori indiani, rendendo le auto europee ancora fuori portata per la fascia media della popolazione. La quota iniziale di esportazione Ue è limitata e il mercato locale resta dominato da produttori indiani e giapponesi con modelli più economici.
Gli analisti avvertono che, per ottenere risultati concreti, le case europee dovranno combinare riduzione dei dazi con investimenti in produzione locale e strategie mirate a prodotti accessibili. In prospettiva, però, l’intesa Ue-India offre una chance strategica: diversificare le catene di approvvigionamento, rafforzare la presenza in Asia e sfruttare l’India come base per esportazioni future verso il subcontinente e verso l’Europa, aprendo la strada a una crescita sostenibile e a un ruolo più rilevante dei produttori europei nel mercato globale dell’auto.