L'ultima vittoria di Tesla: così le auto di Musk fanno breccia in Giappone

L'ultima vittoria di Tesla: così le auto di Musk fanno breccia in Giappone
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Tesla di Elon Musk sta conquistando il Giappone. Le vendite di auto elettriche quasi raddoppiate nel 2025 segnano una breccia storica in un mercato tradizionalmente ostile ai brand stranieri. Ecco come Tesla sta rivoluzionando la sua strategia nipponica
7 febbraio 2026

Forse ci siamo. Tesla ha aperto una piccola ma incoraggiante breccia nel mercato delle auto in Giappone, un ring storicamente ostico per i brand stranieri e poco incline ai cambiamenti. I dati del 2025, però, parlano chiaro.

Negli ultimi 12 mesi le vendite di Tesla sono quasi raddoppiate: la casa guidata da Elon Musk ha raggiunto circa 10.600 auto immatricolate nel Paese, con una crescita del 90% su base annua. Un risultato che spicca ancora di più se confrontato con l’andamento globale dell’azienda statunitense, che nello stesso periodo ha registrato un calo delle consegne complessive.

Il Giappone, da sempre uno dei mercati più complessi per i costruttori esteri, si è trasformato così in uno dei pochi punti luminosi per Tesla. Alla base di questa crescita non c’è il lancio di un nuovo modello né una politica aggressiva sui prezzi, ma una scelta strategica precisa: ridurre la dipendenza dalle vendite online e investire in modo deciso nella presenza fisica e nel rapporto diretto con chi acquista un’auto.

La vittoria di Tesla in Giappone

La svolta è arrivata nella seconda metà del 2024, con l’ingresso di Richi Hashimoto alla guida delle operazioni di Tesla in Giappone. Forte di un’esperienza maturata nel marketing sportivo, Hashimoto ha individuato subito il problema principale: una notorietà del marchio sorprendentemente bassa, nonostante la forte esposizione mediatica di Elon Musk a livello globale.

Con una scarsa notorietà del marchio, poche persone si sarebbero recate in una concessionaria Tesla. Per prima cosa abbiamo dovuto presentare Tesla alle persone”, ha spiegato Hashimoto in un’intervista a Nikkei Asia. Da qui la decisione di aprire nuovi showroom non lungo strade periferiche, ma all’interno dei grandi centri commerciali, luoghi centrali nella vita quotidiana giapponese.

Sedici punti vendita permanenti sono stati inaugurati in un solo anno, portando il totale a 29 e coprendo aree fino ad allora scoperte come Hokkaido e Okinawa. Questa strategia è stata accompagnata da un forte investimento sul servizio al cliente, con un programma intensivo di formazione per il personale di vendita. In pochi mesi, gli addetti sono stati messi in condizione di gestire l’intero processo di acquisto di un’auto, un approccio tipico dei marchi tradizionali ma finora poco utilizzato da Tesla.

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Una strategia efficace

I numeri confermano l’efficacia del nuovo corso. In Giappone, Tesla ha venduto in media oltre 360 auto per concessionaria, un dato superiore a quello di marchi premium storici e paragonabile alle migliori performance dei costruttori locali. Parallelamente, l’azienda sta rafforzando la propria rete di supporto, con nuovi investimenti pensati per rendere l’esperienza di possesso più semplice e affidabile.

A questo si aggiunge l’attenzione crescente verso le tecnologie di assistenza alla guida, uno dei pilastri della visione di Elon Musk, che potrebbe contribuire a rafforzare ulteriormente l’immagine di Tesla nel mercato giapponese. Secondo Reuters, il successo del marchio è stato favorito anche dalla prudenza dei costruttori locali nel rinnovare la propria offerta di auto.

Questo vantaggio, però, potrebbe ridursi nel breve periodo: diversi gruppi giapponesi hanno annunciato nuovi modelli in arrivo. La sfida, per Tesla, sarà ora difendere la posizione conquistata, dimostrando che la crescita in Giappone non è un’eccezione temporanea, ma il risultato di un cambiamento strutturale nel modo di vendere auto.

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