Economia e Finanza

Carburanti: rincari record e proteste dei consumatori

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In un anno, aumento del 16% per la benzina e del 15% per il gasolio

Carburanti: rincari record e proteste dei consumatori

A fine anno, sarà stangata: è stato calcolato che l’impennata dei prezzi del carburante costerà più di 250 euro a famiglia, se non sarà subito invertito il trend di crescita.

A colpi di piccoli rincari quasi quotidiani, infatti, in dodici mesi il costo alla pompa per rifornire le automobili è salito fino a toccare il +16% per la benzina ed il +15% per il gasolio.

Ce n’è a sufficienza, insomma, per far insorgere le associazioni dei consumatori che hanno chiesto al Governo un intervento per calmierare la spesa, intervenendo subito su tasse ed accise che appesantiscono il costo dei carburanti.

Secondo i dati settimanali del ministero dello Sviluppo Economico, i prezzi dei carburanti (in  modalità self service, la più conveniente) sono attestati a 1,588 euro al litro per la benzina e a 1,447 euro per il gasolio.

«Rispetto allo stesso periodo del 2020 - sottolinea Furio Truzzi, presidente di Assoutenti - la benzina costa il 16% in più, con un maggior esborso pari a ben 266 euro annui a famiglia per la verde, o 230 euro per il diesel. Questo significa una stangata su base annua di 6,5 miliardi di euro solo per i maggiori costi di rifornimento sostenuti dalle famiglie per colpa dei rialzi dei listini alla pompa. A tali effetti vanno poi aggiunte le ripercussioni sul fronte dei prezzi dei prodotti trasportati, dei beni energetici e dei maggiori costi sostenuti dall’industria, che finiscono per essere scaricati sui consumatori finali. Chiediamo al governo Draghi di intervenire sull’abnorme tassazione che vige sui carburanti: è intollerabile che oggi su un litro di benzina si paghi quasi il 64% di tasse - e per il gasolio siamo al 60,7% - a causa di IVA e accise che nessun governo ha mai avuto il coraggio né di tagliare, né di sterilizzare quando si verificano forti rialzi delle quotazioni».

«Ora che stanno per arrivare le riaperture e per allentarsi le misure di lockdown - sottolinea Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori - non solo riparte la corsa dei prezzi dei carburanti: per trovare livelli così alti per la benzina bisogna andare indietro fino alla rilevazione del 13 gennaio 2020, quando arrivò a 1.594 euro al litro e per il gasolio al 10 febbraio 2020 quando si attestò a 1.451 euro al litro. Da inizio anno, in cinque mesi un pieno da 50 litri è aumentato di 7 euro e 32 cent per la benzina e di 6 euro e 41 cent per il gasolio».

Alla denuncia si unisce il Codacons: «Rispetto a maggio dello scorso anno - sottolinea il presidente Carlo Rienzi - la benzina costa il 16,3% in più, mentre il gasolio è cresciuto del +15,3%: quindi, un pieno di benzina per un’auto di media cilindrata si pagano 11,1 euro in più e 9,6 euro per il gasolio. Inoltre, agli effetti diretti della corsa dei carburanti vanno poi aggiunti quelli indiretti: l’aumento dei listini alla pompa determina rincari a cascata sui prezzi al dettaglio per via dei maggiori costi di trasporto. Il rischio è di una maxi-stangata per i consumatori, con rincari a cascata in tutti i settori».

  • quagliodromo, Telgate (BG)

    Ma rispetto al 2019 come siamo messi? Perché mi pare che nel 2020 ci sia stato un brusco abbassamento dei prezzi durante il primo lockdown.
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