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Il cosiddetto "Decreto Carburanti" conclude il suo iter parlamentare e diventa definitivamente legge, con l'Aula della Camera dei Deputati che ha approvato il provvedimento con 137 voti favorevoli e 97 contrari.
Nato originariamente come misura urgente per contenere i costi di rifornimento legati alla crisi dei mercati internazionali, il testo ratifica la proroga (ormai decorsa) della riduzione delle aliquote di accisa applicate al gasolio e al biodiesel per autotrazione, estendendo la finestra dello sconto fiscale dall'11 al 17 settembre 2026. Tuttavia, durante il passaggio parlamentare, il decreto ha ampliato notevolmente il proprio raggio d'azione, trasformandosi in un pacchetto di interventi strategici sulle infrastrutture e sulle attività energetiche nazionali.
Una delle novità più rilevanti riguarda l'esplorazione e la produzione di idrocarburi su terraferma. Per evitare lo stallo burocratico, il provvedimento istituisce la figura di un commissario dotato di poteri sostitutivi statali da attivare nei procedimenti amministrativi legati alla prospezione, ricerca e coltivazione, qualora la Regione interessata non si esprima sull'intesa. Una modifica introdotta al Senato ha ulteriormente "blindato" questa figura,estendendone le funzioni all'adozione di qualsiasi atto o provvedimento autorizzatorio - anche di competenza degli enti locali - che risulti propedeutico e necessario per la conclusione del procedimento.
Per favorire il processo di elettrificazione dei consumi in linea con gli obiettivi fissati dal Pniec (Piano Nazionale Integrato per l'Energia e il Clima), il decreto affida all'Arera una revisione tecnica delle bollette e dei costi di allaccio. All'Autorità viene richiesto di ridurre i contributi di connessione a titolo di "Quota potenza", rimodulando le altre voci. Il legislatore ha però posto un paletto rigoroso a tutela dei consumatori: l'intera operazione dovrà avvenire "senza incrementi degli oneri di sistema a carico degli utenti finali".
Il testo licenziato dal Senato e confermato in via definitiva a Montecitorio introduce infine due correzioni in ambito ambientale. Da un lato, viene aggiornata la disciplina sui criteri di ammissibilità per i residui dell'industria agroalimentare e delle biomasse destinati ad alimentare gli impianti di biogas e biometano.
Dall'altro, si interviene sul Testo Unico Fer (Fonti Energie Rinnovabili), modificando le direttive per l'individuazione delle aree idonee all'installazione di impianti su terraferma. L'intervento normativo va a regolamentare nello specifico le cosiddette buffer zone (zone cuscinetto), cercando un punto di equilibrio normativo per garantire lo sviluppo dell'energia green senza compromettere la tutela paesaggistica dei siti patrimonio Unesco.