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Centro Storico Fiat: auto - e non solo quelle - a Torino

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Abbiamo visitato il Centro Storico Fiat di Torino: una vera tappa obbligata per gli amanti dei motori - e non solo - dove abbiamo ripercorso oltre un secolo di storia del nostro Paese

Centro Storico Fiat: auto - e non solo quelle - a Torino

Vicino al Parco del Valentino in una via laterale senza pretese si trova un edificio liberty dall’aspetto dimesso, solo l’insegna che recita Centro Storico Fiat ne rivela la natura all'occhio del passante. L’edificio però al suo interno conserva molte testimonianze di un recente glorioso passato dell'ingegneria italiana.

La nostra guida

All'ingresso prima di poter curiosare tra gli splendidi esemplari esposti siamo accolti da Sergio, un ex dipendente Fiat che fa parte della UGAF  - Associazione Senories Aziende Fiat, che ci illustra il percorso della visita al museo. 

 

«Non è un'esposizione completa di quanto fatto dalla Fiat - si affretta a sottolineare, ndr. - ma sono esposti gli esempi di ciò che è stata in grado di produrre la Fiat nel corso dei decenni.»

Si possono ammirare fantastici pezzi della storia motoristica della Fiat, ma anche altri esempi delle capacità e competenze delle maestranze torinesi. Nel corso degli anni l’industria capitanata dalla famiglia Agnelli è stata in grado di progettare di tutto: le biciclette pieghevoli in dotazione ai bersaglieri durante la prima guerra ai frigoriferi, ma anche il caccia Nato G - 91 e parti di sottomarini o di centrali elettriche.

 

«Fino agli anni ottanta secondo me la Fiat è stata all'apice della ricerca tecnologica» ci racconta la nostra sensibile e dotta guida, mostrandoci la foto di uno dei primi robot adottati in uno stabilimento. "Almeno fin quando il Giuanin è stato libero di comandare - così chiama spesso il compianto patron, l'Avvocato Giovanni Agnelli - si è sempre impegnato per essere attento a suoi dipendenti». Abbiamo appreso infatti che una volta introdotte le linee automatiche di produzione sarebbe stato molto semplice ed economico adottarle in tutte le linee di produzione, ma questo avrebbe sottratto troppo lavoro agli operai, che alla fine erano tra coloro che acquistavano le automobili, quindi alcune linee di produzione venivano volutamente mantenute con personale umano. «Secondo Agnelli non era corretto speculare senza riguardo per i lavoratori.»

centro storico fiat multipla cabrio
La Multipla Cabrio, certamente tra le vetture più particolari presenti


Non solo attenzione al dipendente tra i motivi del successo dell'azienda, ma anche la particolare attenzione alla qualità del prodotto sia del prodotto auto che degli stabilimenti e delle infrastrutture. «Quelli della mia scuola hanno ricevuto un messaggio dall'avvocato, quello di fare bene prima di tutto. Questo ha permesso alla Fiat di dotarsi di impianti al vertice della tecnologia europea e mondiale.» Il Lingotto resta ancora oggi una costruzione unica nel suo genere. All’epoca della costruzione il suo progetto fu elogiato dal famoso architetto svizzero Le Corbusier che commentò il circuito di prova ospitato sul tetto come «La soluzione di un problema ben posto», definendo la struttura nel suo insieme «uno degli spettacoli più impressionanti che l’industria abbia mai offerto». Il tracciato è aperto a tutti i visitatori - ahimè solo a piedi - della prestigiosa Galleria Agnelli ospitata all’interno del complesso.

Il percorso

Il visitatore viene accolto già nell’atrio da uno stupendo modello di una delle prime vetture Fiat, una Fiat 3 1/2 HP in condizioni eccellenti, conservata come quando fu prodotta alla fine del XIX secolo a fianco del motore che la equipaggia. In vero assomiglia maggiormente alle carrozze ottocentesche che alle moderne automobili, pensate che lo sterzo era azionato da una specie di manubrio simile alla leva usato sui tram.

 

La visita all’interno del museo inizia con le prime creazioni di casa Fiat: ci accoglie uno splendido esempio di camion militare, l’autocarro 18BL. Tale mezzo fu progettato per la grande guerra del ‘15 - ‘18, ma con prestazioni elevate per gli standard dell’epoca, le quali permisero che alcuni esemplari, opportunamente aggiornati, fossero ancora in uso durante la campagna d’Africa della Seconda Guerra Mondiale.

A testimoniare lo spirito ecclettico dei progettisti torinesi, fa bella mostra di sé un esemplare di bicicletta in dotazione ai bersaglieri che hanno combattuto nella Prima Guerra Mondiale. Telaio pieghevole (!) e forcella anteriore ammortizzata con una soluzione rivista decenni più tardi sul popolarissimo Ciao Piaggio.

Troviamo, poi, la Mefistofele, auto degli anni '30 nata per infrangere record di velocità. Il motore è da 22 - ventidue - litri

 

Proseguendo si incontra la Mefistofele, prototipo degli anni ‘30 progettato per raggiungere e superare il record di velocità su terra. Un enorme motore da 22.000 cc per 350 cavalli che consentirono al suo proprietario di stabilire la velocità record di 234,97 Km/h nel 1924!

 

Poco distante troviamo una berlina di lusso modello 525, giudicata da una rivista americana una delle più belle auto di sempre. A suo fianco un esemplare di Fiat 8V seconda serie. La Fiat 8V fu prima auto del mondo ad adottare una scocca completamente in vetroresina dal peso di appena 44 kg, precorrendo la più famosa Corvette. La 8V fu commercializzata nella prima metà degli anni ‘50 e fu pensata espressamente per il mercato statunitense.

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Fiat G-59: perché, a Torino, nascevano anche validi aerei

 

Molte altre auto compongono la mostra, tra le quali annoveriamo la Topolino, la Balilla, la 1100 Tv, una Fiat 2300, la Dino ed anche un audace prototipo di Multipla Cabrio.

Al piano superiore sono esposte innumerevoli testimonianze storiche sulla vita della fabbrica torinese. Sapevate che il motore del primo aereo italiano era costruito dalla Fiat?

Pezzo forte di questa parte di esposizione è sicuramente il Fiat G-91, caccia adottato dalla Nato per diversi anni e nostro portacolori nel mondo assieme alla Pattuglia Acrobatica Nazionale, le famosissime Frecce Tricolori, che lo ha impiegato per anni prima dall’introduzione dell’attuale MB-339.

 

Le pareti sono decorate con decine di foto d’archivio e di poster pubblicitari d’epoca che narrano l’evoluzione dell’Italia dal primo dopo guerra fino ai giorni nostri,  è anche possibile vedere la ricostruzione dell’ufficio dell’Ing. Dante Giacosa, padre dei progetti di utilitaria che hanno segnato la storia della Fiat: la Topolino, la 500 e la 600.

Centro Storico Fiat: ecco come è nato

Il Centro Storico Fiat  f​u inaugurato nel 1963 e trova sede in un edificio liberty che fu il primo ampliamento (1907) delle officine di corso Dante dove nacque l’azienda.

Il centro storico è stato teatro di momenti importanti nella storia di Fiat: come quando nel 1966 venne firmato l’accordo tra la Fiat e l’allora URSS che avrebbe portato alla fondazione di Togliattigrad. Il tavolo dove venne siglato lo storico accordo è esposto al primo piano del museo proprio accanto al G 91.


Il centro è visitabile gratuitamente tutte le domeniche dalle 10 alle 19 in via Chiabrera 20 a Torino.

Per maggiori informazioni  011 00.66240 E-mail: [email protected]

 

Daniele Pascucci

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