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In uno scenario segnato dai continui rincari ai tabelloni dei benzinai, l'Alta Valtellina torna a trasformarsi nella meta d'elezione per gli automobilisti a caccia di sollievo per il portafogli.
A Livigno, grazie allo storico status di zona extradoganale ed esente da IVA, fare rifornimento costa decisamente meno rispetto al resto del Paese. Sia la benzina sia il gasolio si attestano infatti attorno a quota 1,50 euro al litro, una cifra che fa inevitabilmente gola a chi, al di fuori dei confini comunali, si ritrova a pagare la verde fino a 2,00 euro e il diesel persino a 2,20 euro al litro.
Mettendo a confronto i listini, la differenza teorica è notevole. Per un’automobile di media cilindrata dotata di un serbatoio da 50 litri, un pieno effettuato nel "Piccolo Tibet" garantisce un risparmio immediato di circa 30 euro se si viaggia a gasolio e di circa 25 euro se si guida un'auto a benzina. Il vantaggio cresce proporzionalmente con la stazza del veicolo: per i SUV di grandi dimensioni muniti di serbatoi fino a 70 litri, così come per i mezzi pesanti e i veicoli commerciali, la trasferta si traduce in un beneficio economico netto e fuori discussione.
La convenienza comincia tuttavia a sfumare quando nell'equazione si inseriscono i costi di percorrenza necessari per raggiungere la località montana. Per un residente a Sondrio, ad esempio, percorrere i 150 chilometri previsti tra andata e ritorno significa consumare mediamente circa 10 litri di carburante, pari a una spesa viva di viaggio di circa 15 euro. Calcolatrice alla mano, il guadagno effettivo rimasto in tasca dopo aver fatto il pieno scende a una cifra compresa tra i 10 e i 15 euro.
Il margine si assottiglia ulteriormente per chi parte da più lontano. Mettendosi in strada da Colico la distanza complessiva supera i 200 chilometri, con il consumo di viaggio che arriva a erodere quasi del tutto il bonus del prezzo agevolato, riducendo il risparmio finale a soli 5 o 10 euro.
L'idea di mettersi in viaggio al solo scopo di riempire il serbatoio rischia dunque di rivelarsi un'illusione contabile. Tanto più che varcare il confine per tentare la fortuna nelle stazioni di servizio della vicina Svizzera non offre alcuna alternativa utile, dato che i listini elvetici si sono ormai allineati a quelli italiani.
Fare rotta verso i distributori di Livigno continua a essere una scelta vincente ad una sola condizione: trasformare la necessità del rifornimento nell'occasione per una gita fuori porta. Se il tragitto viene unito a una giornata di relax e acquisti ad alta quota tra le montagne della Valtellina, allora anche quei pochi euro risparmiati al distributore diventano il piacevole scomputo di una domenica sulle Alpi.