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Dal laboratorio alla pista e ritorno

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Come la Petronas sviluppa prodotti da corsa vincenti

Dal laboratorio alla pista e ritorno

Dei carburanti e dei lubrificanti destinati ai motori di Formula Uno si parla spesso, ma si sa poco. Sulle loro caratteristiche e sulla loro composizione gli addetti ai lavori mantengono infatti un comprensibile riserbo. Avere informazioni dettagliate è dunque impossibile e ottenerne di indicative (e per di più aggiornate) è molto difficile. Alcune però siamo riusciti ad averle rivolgendoci a chi quei prodotti così specialistici li produce, fornendoli nientemeno che a due leader dei mondiali di Formula Uno e di MotoGP, ovvero il team Mercedes e il satellite Yamaha. Stiamo parlando della Petronas, che molto cortesemente ha organizzato per noi un incontro col direttore tecnico Eric Holthusen, che alle nostre domande ha fornito risposte di sicuro interesse per la maggior parte degli appassionati.

Cominciamo col chiedere quali differenze ci sono tra un olio motore per le auto di serie, e uno per le vetture di Formula Uno. “Le esigenze da soddisfare sono ben diverse. Nelle monoposto da Gran Premio tutto è studiato con l’obiettivo delle massime prestazioni. Questo significa ad esempio che negli oli da corsa si impiegano solo gli additivi che servono a questo scopo e non gli altri. I lubrificanti dei motori di serie devono svolgere il loro compito per chilometraggi molto elevati, ottemperando al tempo stesso a precise esigenze per quanto riguarda le emissioni (ossia tutelando le marmitte catalitiche), e la loro composizione è quindi studiata in tale ottica. È importante tenere presente che i motori di Formula Uno funzionano in situazioni che praticamente rimangono invariate per tutta la stagione. Niente variazioni di temperatura dovute a diverse condizioni di impiego, alla durata dei percorsi o a fattori climatici estremi!”

Che impatto possono avere gli oli motore sulle prestazioni? “Con differenti oli si possono avere risultati diversi, in termini di prestazioni, misurabili al banco prova. Se uno di essi, destinato ai motori da corsa, venisse usato in una vettura di serie, si rileverebbe una potenza più elevata. Questo grazie anche alla azione di una notevole quantità di additivi modificatori di attrito, alcuni dei quali sono molto costosi. Complessivamente l’esperienza che viene accumulata grazie all’impegno nel settore agonistico risulta di notevole utilità anche per lo sviluppo dei futuri prodotti di serie.”

Una delle celle strumentate, con un motore al banco, del Centro di Ricerca e Tecnologia Globale Petronas. Qui vengono sviluppati e testati anche i lubrificanti destinati alle Mercedes di Formula Uno
Una delle celle strumentate, con un motore al banco, del Centro di Ricerca e Tecnologia Globale Petronas. Qui vengono sviluppati e testati anche i lubrificanti destinati alle Mercedes di Formula Uno

E per quanto riguarda i carburanti impiegati in Formula Uno? “Il discorso tutto sommato non è differente ma occorre sottolineare alcuni punti. Il numero di ottano è importante; deve essere molto alto ma la miscela combustibile deve avere anche una elevata densità di energia. E non è detto che si possano soddisfare al meglio e contemporaneamente entrambe queste esigenze. Un carburante più valido sotto uno di questi due aspetti può esserlo assai meno sotto l’altro. E poi occorre fare i conti anche con la velocità di combustione. Sempre rispettando i paletti imposti dal regolamento, si fanno scelte di compromesso anche in funzione del percorso e/o delle condizioni ambientali. Ad esempio, se l’asfalto è bagnato conviene avere un incremento di pressione nei cilindri meno brusco e quindi un comportamento meno “aggressivo” del motore. La guidabilità è influenzata dalle caratteristiche del carburante, e questo è di notevole importanza anche per le moto. L’elettronica comunque oggi consente di migliorare notevolmente le cose.”

Tornando ai lubrificanti da corsa, oltre alla viscosità e alla “lubricity”, quali caratteristiche hanno oggi maggiore importanza? “Fondamentale è una ridotta volatilità, indispensabile per rientrare nei severi limiti stabiliti dalla FIA per quanto riguarda il consumo di lubrificante. In quanto alla viscosità, deve subire variazioni molto modeste in seguito all’impiego nel motore. Al termine della gara deve cioè essere vicina a quella che l’olio aveva alla partenza. Idealmente, dovrebbe addirittura rimanere invariata. In quanto alla composizione e alle caratteristiche dei fluidi impiegati sulle attuali vetture di Formula Uno, si può dire che sono studiate praticamente su misura motore per motore! Del resto, in un mondo nel quale tutto è portato alla esasperazione, anche di questo non c’è da stupirsi…”

Il direttore tecnico Eric Holthusen guida il team di specialisti che sviluppa gli oli da competizione sulla base dei dati forniti dai motoristi della Mercedes e delle informazioni che giungono dal laboratorio mobile (Track Lab) che segue i Gran Premi
Il direttore tecnico Eric Holthusen guida il team di specialisti che sviluppa gli oli da competizione sulla base dei dati forniti dai motoristi della Mercedes e delle informazioni che giungono dal laboratorio mobile (Track Lab) che segue i Gran Premi

Un aspetto molto importante dell’attività in questo settore così specialistico, che si aggiunge al lavoro di continua ricerca e sperimentazione effettuato nei laboratori, è costituito dai controlli “sul campo”. La Petronas ha affidato questo critico incarico a due giovani tecnici, individuati grazie a selezioni estremamente severe. Addirittura l’inglese Stephanie Travers è risultata prima tra 7000 partecipanti. Ad essa si è ben presto aggiunto il malese En De Liow. Entrambi, accomunati da una straordinaria passione e da una eccellente preparazione, sono diventati Petronas Trackside Fluid Engineers (PTFE) e svolgono il loro indispensabile compito nell’esasperato ma affascinante mondo della Formula Uno. Prelevano olio dai motori al termine della gara e delle sessioni di prova e nel loro laboratorio mobile perfettamente attrezzato (cioè nel “Track Lab”) effettuano le necessarie analisi in tempo reale. Ciò consente di individuare tempestivamente eventuali problemi prima che possano causare guai seri, come cedimenti meccanici.

Bastano poche parti per milione di certi metalli per sapere quali componenti si stanno usurando e con quale rapidità. Anche a questi due giovani, che svolgono il loro lavoro con eccezionale entusiasmo, abbiamo avuto modo di porre alcune domande.

In cosa consiste esattamente il vostro lavoro? “Analizziamo direttamente in loco gli oli del motore e del cambio e gli altri fluidi per tre motivi fondamentali. Innanzitutto, rileviamo le particelle metalliche derivanti dall’usura dei vari organi meccanici e misuriamo la loro quantità. Questo è essenziale per controllare le condizioni dei motori. Inoltre rileviamo le variazioni della viscosità (prima e dopo l’impiego in pista) e di altre caratteristiche dell’olio, e ciò ha una grande importanza ai fini dello sviluppo dei nostri lubrificanti. Infine ci assicuriamo che tutti i liquidi impiegati siano conformi a quanto stabilito dal regolamento e valutiamo eventuali derive.”

En De Liow e Stephanie Travers sono i due giovani tecnici recentemente nominati Petronas Trackside Fluid Engineer, dopo severe selezioni. Il loro compito è quello di analizzare i fluidi al termine di ogni tornata di prove e di ogni gara. Qui sono fotografati assieme al Track Lab
En De Liow e Stephanie Travers sono i due giovani tecnici recentemente nominati Petronas Trackside Fluid Engineer, dopo severe selezioni. Il loro compito è quello di analizzare i fluidi al termine di ogni tornata di prove e di ogni gara. Qui sono fotografati assieme al Track Lab

Come fate a sapere quando la situazione è ancora accettabile e quando invece è necessario intervenire subito a livello meccanico? “Per prima cosa occorre sottolineare che nel nostro caso le particelle di usura vengono indicate in parti per milione (PPM). Occorrono strumentazioni molto sofisticate per effettuare questi controlli. Si tratta di quantità incredibilmente ridotte, ma comunque assai significative per il nostro settore. Per ogni metallo esistono limiti specifici, stabiliti dai tecnici del nostro reparto Fluid Technology Solutions, e noi ci accertiamo che essi non vengano superati.”

Come vengono utilizzati i risultati dei vostri rilevamenti? “Siamo continuamente in contatto con gli specialisti della Fluid Technology Solutions che provvedono a interpretarli e a impiegarli come opportuno per migliorare il prodotto. Noi diamo gli input che servono per lo sviluppo. Occorre anche sottolineare che i tecnici della Petronas lavorano in costante collegamento con quelli della Mercedes AMG.”

C’è un modo per stabilire che un olio è migliore di un altro? “Non c’è un olio “migliore”, ma uno che fornisce superiori risultati in uno specifico motore! Cioè c’è un lubrificante che soddisfa meglio le esigenze di quella data unità motrice. Parlare di oli “tailor made” può forse sembrare fantascienza ma per vincere oggi serve anche questo!”

Stephanie Travers assieme ad altri due giovani tecnici all’interno del Track Lab, dotato di sofisticati strumenti di analisi grazie ai quali è possibile individuare in tempo reale eventuali anomalie. Bastano poche particelle per milione…
Stephanie Travers assieme ad altri due giovani tecnici all’interno del Track Lab, dotato di sofisticati strumenti di analisi grazie ai quali è possibile individuare in tempo reale eventuali anomalie. Bastano poche particelle per milione…

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