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Il prezzo del diesel torna a superare la soglia dei 2 euro al litro in Italia, riaccendendo le preoccupazioni di automobilisti e imprese. Le tensioni internazionali legate alla guerra in Iran stanno infatti influenzando i mercati energetici globali, con effetti immediati sui carburanti alla pompa. Dopo una settimana di rincari continui, tuttavia, i primi segnali di ribasso nei listini dei distributori potrebbero indicare un rallentamento della corsa dei prezzi.
Secondo le rilevazioni più recenti, il prezzo medio del diesel self service ha superato i 2 euro al litro in gran parte delle regioni italiane, mentre il servito supera spesso i 2,14 euro.
Anche la benzina torna sopra quota 1,8 euro al litro, livelli che non si registravano da oltre un anno. In alcune aree e soprattutto in autostrada i prezzi risultano ancora più elevati, con il gasolio che può arrivare fino a circa 2,3 euro al litro e in alcuni casi oltre.
Alla base dei rincari c’è la forte instabilità geopolitica in Medio Oriente. Il conflitto che coinvolge l’Iran ha alimentato tensioni sui mercati petroliferi e sulle rotte commerciali energetiche, con ripercussioni sull’approvvigionamento globale di diesel.
Alcune stime parlano di possibili perdite di milioni di barili al giorno se le rotte strategiche del Golfo dovessero restare compromesse. L’Europa, già più dipendente dalle importazioni dopo la riduzione dei flussi dalla Russia, risulta particolarmente esposta a queste turbolenze, con effetti diretti sui prezzi alla pompa.
Negli ultimi giorni la crescita dei prezzi è stata molto rapida. In circa una settimana il diesel è aumentato di quasi 15 centesimi al litro, pari a oltre l’8%, mentre la benzina ha registrato incrementi superiori al 4%. Questo significa che per un pieno medio gli automobilisti italiani possono spendere anche 10-14 euro in più rispetto a fine febbraio, con inevitabili ricadute su trasporti, logistica e costi delle merci.
Dopo giorni di crescita ininterrotta, però, iniziano a comparire i primi segnali di rallentamento. Alcune compagnie petrolifere hanno già ridotto i prezzi consigliati di qualche centesimo al litro, segnale che il mercato potrebbe aver raggiunto un primo punto di stabilizzazione. Resta comunque alta l’attenzione del governo e delle associazioni dei consumatori, che chiedono misure per contenere i rincari, tra cui un possibile intervento sulle accise o un rafforzamento dei controlli contro eventuali speculazioni.